Vicario Cinque, brand vicentino di abbigliamento femminile, dallo stile elegante e senza tempo, ci ha aperto le porte di Villa Piovene-Lora, nuovo headquarter di Brendola (VI), immerso nel verde dei Colli Berici.
Tra arte, cultura e tecnologia Stefano Lora, ceo e founder della label, ci ha raccontato della sua storia e dei suoi valori, e del suo concetto di sostenibilità, illustrandoci la strategia lifestyle, che include anche le collezioni eyewear e home decor.

Come nasce Vicario Cinque?
Il brand nasce nel 2015, dall’esperienza della nostra storica agenzia di distribuzione di abbigliamento, Stefano Lora Showroom, che vanta quasi 40 anni di attività. Sono stati i nostri stessi clienti a sottolinearci che mancava un prodotto con le caratteristiche di Vicario Cinque. Pezzi daily, timeless, da indossare da mattina a sera. In quel momento siamo partiti con gli abiti e poi abbiamo sviluppato il total look, declinandolo poi su un concetto di italian lifestyle brand, che comprende, una linea eyewear realizzata in collaborazione con il designer francese Jacques Durand, e una collezione home decor, fatta di fragranze, ceramiche e accessori in vetro artigianali, ispirati alla nostra Villa Piovene-Lora.
Perché avete scelto questo nome? Quali sono i valori che contraddistinguono il marchio?
Il nome deriva dalla connotazione con il territorio. Vicario Cinque era il nome della casa, nostra sede, dove stavamo prima di trasferirci a Villa Piovene-Lora. Rappresenta il nostro territorio, l’artigianalità veneta a i laboratori locali, tutti elementi che contraddistinguono il marchio. Il “Vicario” era un vicario laico, che rappresentava il Doge di Venezia. Il cinque è invece uno stilema ricorrente: sia nei punti presenti nel logo, sia come V presente nell’ologramma, che contraddistingue le etichetta di ogni nostro capo.
Qual è la donna che indossa Vicario Cinque?
A noi piace definirla una donna che conosce il segreto per distinguersi. Che ama la qualità, il bel vestire, ma che non ostenta. Vuole indossare il suo capo nel tempo, rendendolo personale con l’utilizzo degli accessori. I nostri abiti sono versatili e trasversali. Non è un caso che, nell’ultima campagna Living appena realizzata, abbiamo fatto indossare, gli stessi capi a madri e figlie.
Com’è articolata la vostra filiera? È made in Italy?
Siamo made in Italy 100%. La nostra è una filiera corta, anzi cortissima. Utilizziamo solo 8 laboratori italiani. Alcuni di questi sono specializzati, in maglieria o camiceria ad esempio. Altri invece ci danno un servizio di sviluppo più ampio, realizzato a quattro mani con il nostro ufficio stile, come per gli abiti o per le giacche.
Cosa significa per voi il concetto made in Italy? Quanto è importante l’attenzione per i dettagli?
Produrre in Italia è molto difficile e costoso ma la qualità del made in Italy viene percepita e si riconosce nei dettagli. Dalle cuciture dei nostri prodotti alle etichette, realizzate in tessuto, che riportano un disegno della nostra Villa Piovene-Lora, fino ai sacchetti che li contengono. Utilizziamo solo prodotti fatti in Italia. La filiera corta ci consente inoltre di essere molto veloci sul mercato, di produrre solo il venduto, con numeri reali post campagna vendita. Produciamo e consegnamo nei tempi giusti e, soprattutto, diamo un servizio importante per i nostri clienti: un riassortimento in tempo reale di capi in season, di una serie di pezzi chiamati Essential, che sono never out of stock. E il nostro fallato è praticamente pari a uno 0,03%.

In termini di distribuzione quali mercati presidiate e a quali, invece, puntate? Quanto pesa l’Italia rispetto all’estero sul totale del fatturato?
L’Italia è uno dei mercati più importanti per noi, ma rappresenta il 30% del fatturato. Siamo molto forti nell’area tedesca, in primis Germania, Austria e Svizzera, seguono l’Asia, la Russia e gli Stati Uniti, dove abbiamo degli agenti, e il Taiwan, con un distributore locale. La Russia, con cui avevamo fatto un ottimo lavoro, per ora rimane un punto di domanda, in attesa di capire cosa succederà. Per il prossimo anno puntiamo ai paesi scandinavi e dell’area Benelux, stiamo chiudendo i contratti con un agente per il Canada e cercando contatti per il Middle East. Ad oggi Vicaro Cinque è presente in 350 punti vendita worldwide: 100 sul territorio italiano. Oltre a Villa Piovene-Lora, abbiamo anche uno showroom a Milano e uno a Dubai.
Come descriveresti il vostro posizionamento?
Il nostro è un prodotto di fascia medio/alta, che possiamo definire premium. Il prezzo retail dei capispalla non supera i 350 euro, la maglieria parte dai 120 e arriva ai 200 euro, per gli abiti il prezzo medio è di circa 180 euro.
Come avete chiuso l’anno 2021 e come prevedete di chiudere il 2022?
Per noi la cosa importante è essere un’azienda sana, che produce un prodotto sano. Guardiamo molto alla marginalità della nostra azienda. Senza rincorrere i numeri del fatturato, stando attenti alla qualità dei clienti che scegliamo. Nel 2021 Vicario Cinque ha fatturato 2,5 milioni di euro con un Ebitda al 20%. Il 2022 sarà in crescita di circa il 18-20%, con una previsione di arrivo ai 3 milioni. Segno positivo anche per le prevendite PE 2023, che stanno andando molto bene.
Quali sono le vostre strategie e i nuovi progetti che vi vedono impegnati in futuro?
Un’azienda come la nostra deve evolversi un po’ a 360 gradi. A livello di prodotto vogliamo rappresentare tutte le tipologie. Stiamo lavorando bene con la maglieria nelle collezioni invernali. A livello di distribuzione vogliamo aprire nuovi mercati, puntando ai paesi scandinavi e dell’area Benelux, al Canada e agli Stati Uniti. Grande investimento anche parte digitale: abbiamo appena lanciato il nuovo sito. Nuova veste grafica e nuovo motore di ricerca che rende il sito fruibile, Abbiamo cambiato anche l’agenzia per l’adv, optando per una internazionale, che già lavora con grandi brand in tutto il mondo. La parte digitale si affianca quindi al wholesale, e stiamo spingendo su entrambi.

Da quanto tempo Villa Piovene-Lora è la vostra sede? Cosa significa per voi? Perché questa scelta così importante?
Dimora storica del 1800, la villa, appartenuta al conte Felice Piovene e a sua moglie Adele Sartori, era una delle residenze estive più belle di Brendola (VI). Quando l’abbiamo acquistata dalla parrocchia, nel 2018, era diventato un asilo. Oggi, con i suoi 3300 metri quadrati, accoglie lo showroom e gli uffici di Vicario Cinque, con le sue aree comuni e gli ampi spazi esterni che affacciano sui Colli Berici. Ristrutturarla è stato un lavoro immenso. Per noi essere sostenibili è dare vita e dignità non solo agli oggetti, ma anche ai luoghi. Recuperando e ridando valore a una delle dimore più belle del nostro territorio. Ripartire quindi dal concetto del made in Italy, credendo nell’italianità, in una chiave contemporanea ed efficiente. Tante aziende stanno tornando a produrre qui, noi invece lo abbiamo fatto fin dall’inizio.
Cosa caratterizza la collezione PE 23? Quali sono i capi must have di stagione?
Vicario Cinque d’estate è colore e femminilità. E soprattutto è sinonimo di materiali naturali, cotoni, lini. Che danno piacevolezza nell’indossarli, una sorta di ritorno alla natura. I nostri capi devono essere portabili, e senza dubbio il capo must have della PE 23 è l’abito, femminile e fresco.
di Valeria Oneto




