BiMOR è molto più di un semplice marchio di borse. È il risultato di una passione per il design che affonda le radici nella tradizione familiare e si evolve attraverso l’innovazione.
Fondata da Bianca Morando, figlia d’arte – suo padre è Andrea Morando, imprenditore e proprietario di una nota catena di negozi di abbigliamento – BiMOR nasce come estensione dell’azienda di famiglia e ha rapidamente conquistato il mercato con le sue creazioni uniche e made in Italy.

In questa intervista, Bianca ci guida attraverso la storia del brand, le fonti di ispirazione per le sue collezioni e il significato del motto “BiMOR è molto più che un semplice brand”, mentre ci anticipa i prossimi entusiasmanti progetti e le prospettive di crescita internazionale.

Bianca, per iniziare, ci racconti la storia dietro la nascita di BiMOR?
Se a 15 anni mi avessero detto che avrei creato un brand di borse, non ci avrei creduto. BiMOR è nato come estensione dell’azienda fondata da mio padre oltre 40 anni fa, che gestisce una catena di 12 negozi multibrand. L’idea del brand è nata durante un tirocinio a New York. Ho portato una valigia di borse per fotografare ragazze con i nostri modelli e raccontare le loro storie sul magazine online dell’azienda. Un incontro casuale a Manhattan con Giada, una ragazza italiana, ha dato inizio a tutto: dopo aver pubblicato le foto su Instagram, una sua amica ha voluto acquistare le borse per il suo negozio. Abbiamo capito di avere un’opportunità unica e abbiamo deciso di sviluppare BiMOR, un progetto indipendente dai negozi di famiglia, per vendere anche fuori dalla Liguria.

Cosa ti ha spinto a fondare un tuo marchio di borse e quali sono le principali fonti di ispirazione per i tuoi design?
Ho fondato il mio marchio di borse spinta dalla mia passione per le persone: mi piace osservare e comprendere i loro bisogni e personalità. Gli accessori, per me, riflettono la personalità di chi li indossa, quindi creo modelli pensando a chi potrebbe apprezzarli. Inoltre, mi ispiro alla mia vita quotidiana e alle mie esigenze, come nella capsule estiva in rafia. Vivendo vicino al mare, ho creato borse resistenti per la spiaggia, che hanno avuto grande successo per due anni consecutivi.
La collezione Spring-Summer 2024, Playfinity, sembra davvero innovativa. Puoi descriverci un po’ di più su questa linea?
La collezione Playfinity nasce dal desiderio di distinguersi in un mercato saturo, creando borse uniche e inconfondibili. Abbiamo scelto di lavorare principalmente con la resina, un materiale che in passato abbiamo usato per aggiungere dettagli distintivi ai nostri accessori, come nella Curly bag, una delle nostre best seller. L’idea era di realizzare una linea di borse interamente in resina, e dopo una stretta collaborazione con il nostro fornitore, abbiamo sviluppato questa collezione di borse gioiello. Ogni pezzo della Playfinity è assemblato a mano in Italia utilizzando la tecnica del “ringlink”. Inoltre, le componenti sono prodotte in collaborazione con una start-up eco-friendly che utilizza solo macchinari elettrici e riutilizza fino all’80% del materiale di scarto, garantendo sostenibilità e innovazione.
BiMOR è noto per essere 100% made in Italy. Quanto è importante per te mantenere questa caratteristica?
L’italia è senza dubbio uno dei paesi più belli del mondo e nascere qua significa crescere circondati da bellezze paesaggistiche e architettoniche che influenzano l’estetica di chi, come me, lavora nel mondo della moda: per questo motivo l’heritage del made in italy è uno dei punti cardine di BiMOR, sia in termini di produzione che in termini di gusto estetico. Tutti i nostri prodotti, dalle borse agli accessori al packaging, sono interamente disegnati e prodotti in Italia.
Qual è il best-seller di BiMOR?
Come accennato, il best-seller indiscusso del brand è la nostra borsa in pelle “Curly”, che da oltre 3 anni si conferma il modello più venduto, sia in distribuzione che al dettaglio. Detto ciò, con il lancio della Playfinity collection a marzo 2024, il modello “Doll” della linea in resina potrebbe emergere come suo possibile successore.
Dove viene distribuita la collezione?
Attualmente i rivenditori di BiMOR sono 23, la maggior parte in italia ma a partire da Gennaio di quest’anno la nostra rete di distribuzione si è ampliata includendo distributori sparsi in diverse parti del mondo come il Perù, l’Australia, la Russia e la Costa d’avorio.
Qual è la percentuale di distribuzione delle tue borse tra il mercato italiano e quello estero?
Attualmente 55% italiano e 45% estero, ma considerato il fatto che a settembre parteciperemo a 3 fiere internazionali, due a Parigi e una a New York, contiamo di invertire la proporzione puntando su un’espansione nella distribuzione internazionale e un controllo diretto della vendita dei nostri prodotti in italia.

Parliamo di numeri. Qual è stato il fatturato di BiMOR nel 2023 e quali sono le tue previsioni per il 2024?
I nostri numeri sono ancora piccolini, siamo un brand appena nato che punta a diventare solido e riconosciuto nel mondo, ma la crescita è costante e siamo sulla strada giusta.
Ci sono nuovi progetti o collaborazioni future in cantiere per BiMOR?
Attualmente, sto lavorando al secondo drop di una capsule collection di capi in maglia, inclusi pantaloni, gonne, abiti e maglie. Questa collezione sarà lanciata in collaborazione con l’azienda di famiglia e sarà disponibile online e presso tutti i punti vendita donna Andrea Morando. Sono molto curiosa di vedere come si svilupperanno le cose a New York. Anche se ho già alcuni appuntamenti programmati, non ho ancora nulla di definitivo da condividere, quindi preferisco mantenere il riserbo per il momento.

Cosa significa per te il motto “BiMOR è molto più che un semplice brand”?
Il motto “BiMOR è molto più che un semplice brand” riflette il valore profondo che attribuisco agli accessori. Crescendo come ragazza curvy, ho spesso lottato, soprattuto in adolescenza, con gli standard di moda, trovando che molti vestiti non mi risaltavano come speravo, nonostante avessi accesso a capi di marche prestigiose. Gli accessori, al contrario, non sono legati a un tipo di corpo specifico e stanno bene a tutti. Credo che siano la parte di un outfit che meglio esprime la personalità di chi li indossa. Per questo motivo, il nostro payoff “BiMOR THAN JUST YOUR BAG” è un invito a scegliere accessori che raccontino qualcosa di noi, piuttosto che permettere che siano questi a definire il nostro valore o chi siamo.
di Valeria Oneto