L’heritage familiare di Moscot è sempre più apprezzato in Italia

2 Maggio 2022
In evidenza un’immagine della campagna SS 22 di Moscot

Ciò che caratterizza il marchio Moscot è il suo legame con la famiglia e l’approccio al mercato più selettivo.

Tutto ebbe inizio nel 1899, quando Hyman Mushcot arriva a New York per vendere occhiali autoprodotti con un carretto in legno che, col tempo, è diventato icona nel logo.

Oggi l’azienda è guidata dalla quarta e quinta generazione, Harvey e Zack Moscot, e punta a un piano di espansione retail con l’obiettivo di raddoppiare la propria presenza nei prossimi cinque anni.

Per quanto riguarda tutti i canali di vendita, invece, entro il 2027 mira a incrementare la crescita revenue del 100%, quando negli ultimi tre/cinque anni è stata del 50%.

Ne abbiamo parlato con Harvey e Zack Moscot.

Un’immagine di Harvey e Zack Moscot

Quali e quanti negozi avete aperto in Italia e in Europa?

In Italia, negli ultimi anni, abbiamo inaugurato due store, uno a Roma in via Cola di Rienzo e uno a Milano in Ponte Vetero. Nel resto d’Europa, invece, ne abbiamo aperti tre a Londra, uno a Parigi, uno a Copenaghen e uno ad Amsterdam. Questi ultimi due opening, insieme a quello di Toronto, sono avvenuti durante il periodo di pandemia.

A proposito di Covid-19. Com’è cambiato il vostro modo di fare business?

Noi lavoriamo in un ambito essenziale perché ci prendiamo cura degli occhi della gente. Proprio per questo abbiamo continuato a fornire occhiali senza mai fermarci. Inoltre, possediamo un sito e-commerce il quale è stato in grado di servire i nostri clienti anche durante la pandemia. Dunque, abbiamo continuato a fare ciò che abbiamo sempre fatto, crescendo ulteriormente e aprendo nuovi shop.

Quanto conta adesso il fisico rispetto all’online?

Sicuramente prima l’e-commerce, con i negozi chiusi a causa del Covid-19, valeva molto di più rispetto al retail fisico. Adesso, con uno pseudo ritorno alla normalità, l’online ha subito un leggero calo. In Italia, per esempio, il consumatore preferisce venire in negozio e instaurare un rapporto con il retailer.

Per voi quanto è importante essere presenti nei multibrand?

Per noi è fondamentale. Per quanto riguarda questo tipo di vendita, in Italia scegliamo solo i migliori multibrand indipendenti e sono circa 200. Questo perché nel Bel Paese il 60% dei negozi di ottica è a conduzione familiare, mentre nel resto del mondo questa percentuale è inferiore. Siamo presenti anche in negozi di moda ma, sicuramente, contano molto meno rispetto a quelli di ottica.

Come cambierà in futuro il concetto di vendita?

Già ora il concetto è cambiato. L’occhiale, più che come prodotto necessario, viene visto come un accessorio fashion.

Dove producete i vostri occhiali?

Per il 90% realizziamo i nostri prodotti in Cina, da sempre nella stessa fabbrica. Ci siamo impegnati negli anni per migliorarci sempre sotto questo punto di vista. Mentre per il rimanente 10%, principalmente per i materiali di cui necessitiamo, produciamo in Europa, un po’ in Germania e in parte in Italia.

Come procedete in merito al tema green?

Per noi essere sostenibili significa produrre un occhiale che duri 10/20 anni. Dev’essere un prodotto di qualità e durevole.

Quali sono i vostri programmi di crescita?

Vogliamo sicuramente crescere in Europa perché abbiamo tanti clienti e siamo molto apprezzati. Nel Vecchio Continente, l’Italia è il nostro mercato di riferimento. Di noi apprezzano la manualità, l’heritage, la qualità e il fatto che siamo una realtà a conduzione famigliare da quattro e cinque generazioni. È seguita poi da Francia, Regno Unito e Scandinavia.

di Cristiano Zanni

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