Essedue x Luigi Tecce. La nuova capsule di occhiali made in Irpinia. In occasione del lancio ci ha invitati in Irpinia, per scoprire i luoghi e le bellezze locali, nonché per visitare la factory. Fondata nel 2013 l’azienda ha rapidamente scalato le vette del successo grazie a una strategia basata anche sull’acquisizione di diversi brand e una produzione interna che copre il 90% dei loro marchi. Fanno parte di Essequadro oltre che Essedue, anche Jplus e Kyme, che sono diventati sinonimo di eccellenza e stile.

Uno degli aspetti più affascinanti di Essedue è la loro totale autonomia nella produzione, che permette un controllo qualità del 100%. Questo è reso possibile grazie a una filiera produttiva che prevede circa 72 passaggi, con tempi di lavorazione che arrivano fino a 60 giorni. La factory ha tutto in sé: la produzione è integrata verticalmente, controllando l’intera catena di produzione. Dal disegno alla ricerca di stili e colori, dalla prototipazione alla realizzazione, dalla rifinitura all’impacchettamento. Ogni passaggio è eseguito manualmente mentre altri sono effettuati tramite macchine di ultimissima generazione.
Gli occhiali Essedue, realizzati da Essequadro, sono interamente made in Italy, e vengono prodotti ad Ariano Irpino (AV). L’azienda vanta una rete di 55 agenti diretti in Europa e 15 distributori, e gestisce circa 6000 negozi, con un business che vale 10 milioni di euro e conta 78 dipendenti. La visione internazionale di Essedue si riflette nella loro partecipazione a fiere in tutto il mondo, come quella esplorativa di Dubai e nell’interesse suscitato in paesi come America, Austria e Spagna. L’azienda, che ha triplicato il suo fatturato dal 2018, punta a raddoppiare le vendite nei prossimi tre anni, prefiggendosi l’obiettivo di raggiungere i 20 milioni di euro, investendo in tecnologia e innovazione.

Nonostante la complessità del processo, l’azienda riesce a mantenere elevati standard di qualità, grazie anche all’uso delle migliori tecnologie italiane.
L’azienda ha introdotto una logistica automatizzata 4.0, che permette di spedire ordini di 38-40.000 occhiali in sole 24 ore, producendo circa 220.000 occhiali all’anno, con una capacità di circa 1000 occhiali al giorno. Innovazione e sostenibilità sono al centro della filosofia di Essedue. In collaborazione con il CNR di Pozzuoli, l’azienda ha brevettato un nuovo materiale ottenuto dai residui dei filtri delle sigarette, una materia prima seconda completamente trasparente, ideale per declinare colori vivaci. Questo progetto ha ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro dal MISE per industrializzare il processo, dimostrando l’impegno di Essedue verso una produzione più sostenibile e innovativa.

In occasione della presentazione della capsule collection Essedue x Luigi Tecce, che ci ha portato a visitare l’Irpinia, abbiamo avuto il grande piacere di conoscere e intervistare Stefano Scauzillo, imprenditore visionario alla guida dell’azienda. Classe 1986, laureato in Economia e Management alla Luiss di Roma, Stefano è founder di Essedue, ceo di Essequadro Eyewear Group (di cui fanno parte Essedue, JPLUS e Kyme). Ma è anche presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Avellino.

Stefano, assieme ai suoi fratelli, ha raccolto il testimone di una lunga tradizione sul campo, con un unico obiettivo: disegnare e produrre direttamente occhiali belli e fatti bene, di tendenza e made in Italy. Un giusto mix tra artigianato e innovazione.
Territorio, passione, tradizione e famiglia sono alla base di questa alchimia. Luigi Tecce, erede di una lunga dinastia di viticoltori, è un vero poeta del vino. La sua arte vinicola, tramandata da generazioni, celebra la natura e le tradizioni familiari, evitando l’uso di chimica e macchine. I suoi vini, noti per la loro energia e personalità, riflettono l’anima letteraria di Luigi. Essedue, con la sua abilità artigianale, cattura l’essenza dell’italianità in ogni montatura, donando agli occhiali un’aura di raffinatezza senza tempo. Ogni dettaglio è curato con maestria, ogni linea tracciata con passione. La capsule edition si ispira a tre vini iconici di Tecce: Poliphemo, Maman e Calipso. Tre vini con caratteristiche cromatiche uniche: un rosso aglianico, un bianco e un rosé. I designer di Essedue hanno tradotto queste sfumature in tre occhiali distinti, utilizzando l’acetato color “havana” e lenti corrispondenti ai colori dei vini.

La fusione di queste due realtà, legate da valori essenziali, ha dato vita a occhiali frutto di un meticoloso processo di produzione. Ogni montatura comprende circa 72 fasi, 120 ore di lavorazione e circa 40 giorni di impegno artigianale. Queste creazioni, nate dall’unione di tecnologia avanzata e maestria artigiana, garantiscono comfort e bellezza senza compromessi.

Stefano puoi raccontarci come è iniziata l’avventura di Essedue?
Certamente, Essedue è nata davvero dal basso, anzi, dal garage di casa mia. La mia famiglia era proprietaria, per tradizione, di alcuni importanti negozi di ottica. Quando ho terminato l’università, ho sentito la necessità di creare un brand tutto mio, diverso da quello che era già presente sul mercato. Abbiamo passato i primi otto anni concentrandoci sulla produzione, sviluppando ogni aspetto del processo. È stato un periodo di ricerca intensa e di duro lavoro, ma oggi possiamo dire che ne è valsa la pena.
Sembra un percorso incredibile. Quali sono stati i cambiamenti più significativi nell’ultimo anno e mezzo?
Negli ultimi 18 mesi, abbiamo cambiato il nostro focus. Dopo aver consolidato la produzione, ci siamo concentrati sull’internazionalizzazione e sulla commercializzazione. A settembre, lanceremo un progetto innovativo a livello internazionale, grazie anche all’assunzione dei migliori direttori vendita per ogni paese europeo. Vogliamo far conoscere il nostro brand e raccontare la nostra storia in modo aggressivo e capillare.
Interessante. La collaborazione con Luigi Tecce è un segnale forte. Come è nata questa partnership?
Volevamo iniziare con una collaborazione significativa e Luigi Tecce ci è sembrato il partner ideale. Tecce ha sposato immediatamente la nostra visione, e così è nata la prima collaborazione di Essedue, che è solo l’inizio di una serie. Questa partnership è speciale perché unisce due mondi: l’artigianato del vino e quello dell’occhialeria. E si basa su cinque elementi imprescindibili: territorio, passione, idealità, tradizione e famiglia. Tre vini per tre occhiali esclusivi. Poliphemo: un rosso austero e vigoroso, rappresentato in una montatura che trasmette potenza e carattere. Calipso: un rosato di Aglianico che unisce freschezza e intensità, tradotto in un occhiale dall’eleganza vibrante. Maman: un bianco macerato, dedicato alla mamma Filomena, che ispira una montatura delicata e raffinata.

La comunicazione e la promozione sono cruciali. Come vi muoverete in questo senso?
Abbiamo deciso di non concentrarci troppo sulla comunicazione corporate, ma piuttosto sui singoli brand. Essedue, in particolare, ha bisogno di visibilità perché vuole posizionarsi come un brand entry-level di alta qualità. Offriamo prodotti che, nonostante siano premium, hanno prezzi molto competitivi, tra 129 e 159 euro. Vogliamo essere presenti nei negozi di alto livello, sia ottici di nicchia che department store, ma mantenere una fascia di prezzo accessibile.
La vostra strategia è molto ben definita. Avete parlato di un prodotto competitivo anche rispetto a quelli cinesi. Come riuscite a mantenere questa qualità a prezzi così competitivi?
Abbiamo investito milioni in tecnologia e automatismi che ci permettono di abbattere i costi di produzione. Tutto viene realizzato internamente: design, produzione, logistica e commercializzazione. Questo controllo completo ci permette di offrire prodotti di alta qualità a prezzi competitivi, eliminando intermediari e garantendo un compromesso qualità-prezzo eccezionale.
Quali sono i vostri piani per il futuro in termini di produzione e crescita?
Attualmente produciamo circa 220.000 occhiali all’anno, ma con l’espansione del nostro impianto e l’acquisto di nuove tecnologie, puntiamo a incrementare la produzione di circa 70.000 unità nei prossimi 3 anni. L’obiettivo è raddoppiare il fatturato, passando da 10 a 20 milioni di euro. Prevediamo anche di assumere nuove persone, arrivando a circa 100 dipendenti, tutti giovani e motivati.
Parlando di giovani, come vedi il loro ruolo nella vostra azienda?
I giovani sono il motore del sistema. Assumiamo persone con contratti a tempo indeterminato e vediamo che, dopo due anni, molti di loro comprano casa e macchina. Questo è un segnale positivo per l’economia e per la nostra azienda. La persona più anziana da noi ha 55 anni. Credo che investire nei giovani sia fondamentale per la crescita a lungo termine.
Un’ultima domanda: avete intenzione di entrare nel mercato degli occhiali smart o digitali?
Stiamo facendo degli esperimenti e valutando diverse opzioni. Abbiamo la competenza e le tecnologie per realizzarli, ma crediamo che il mercato non sia ancora pronto. Continueremo a monitorare e a innovare, ma il nostro focus rimane sugli occhiali tradizionali per ora.
di Valeria Oneto