Baldinini chiude il ’21 in crescita e collabora con Arthur Arbesser

11 Gennaio 2022

Nuovo corso per Baldinini che, dopo aver chiuso il ’21 in maniera del tutto soddisfacente, vuole conquistare un nuovo consumatore e vuole diventare marca. Ed è anche per questo che sceglie di collaborare con Arthur Arbesser per la stagione invernale 22/23. 

Ho iniziato questo progetto con grande entusiasmo e curiosità. Volevo trovare un equilibrio tra l’energia del colore e della grafica che mi caratterizzano e l’eleganza delle collezioni Baldinini. Avevo come solida base l’expertise per cui l’azienda riminese è famosa a livello mondiale. È stato un processo naturale quindi traslare il nostro know-how nelle stampe su un progetto che va di pari passo all’abbigliamento, come può essere, appunto, la calzatura”, ha commentato Arthur Arbesser.

La sinergia, tra le protagoniste di Pitti Uomo, si concretizza in cinque modelli uomo e cinque donna; il tutto partendo dalle stampe. 

“Dopo lo scenario pandemico, rinnovarsi è diventata una necessità per l’azienda”, dichiara l’ad di Baldinini, Christian Prazzoli che prosegue: “il 2021 è stato un anno che ci ha soddisfatto. Abbiamo lavorato molto sulla redditività aziendale in modo che la nostra realtà potesse essere economicamente sostenibile per gli anni futuri. Chiudiamo il 2021 nell’intorno dei 50 milioni di euro e, sul fatturato l’Italia rappresenta il 30% circa”. 

Ma l’azienda è lungimirante infatti: “a livello strategico abbiamo appena varato il piano industriale ’22-’26 con un focus importante nel primo triennio il cui obiettivo sarà quello di raddoppiare i numeri dell’azienda, con un ribilanciamento delle geografie. Quindi maggior presenza in Europa, una continua penetrazione nell’est Europa con un’attenzione significativa per il retail in Russia e stiamo valutando gli Stati Uniti”, continua Prazzoli.

E a proposito della loro presenza a Pitti l’ad sostiene: “noi vogliamo concretizzare un percorso per diventare marca. Lo siamo già nella forma, vogliamo esserlo anche nella sostanza, per questo motivo siamo qui”.

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