Un’installazione ambientale “vivente” celebra Il Bisonte

2 Luglio 2021

Sono cinquanta le candeline spente da Il Bisonte, marchio di alto artigianato fiorentino che guarda con fiducia ai prossimi cinquanta. Le celebrazioni sono avvenute con la presentazione, nel corso di un evento nella storica sede di Palazzo Corsini, di un’installazione ambientale “vivente” donata alla città di Firenze.

Grazie a una visione armonizzante di passato e futuro, la maison fiorentina procede verso il futuro rimanendo fedele ai valori di sostenibilità ambientale, sociale e commerciale che da sempre contraddistinguono il marchio e la sua filiera tutta toscana concentrata nel raggio di trenta km da Firenze. Il Bisonte non si limita a produrre in ottica politically correct, ma si fa portavoce di iniziative concrete con l’obiettivo di ispirare azioni condivise di cambiamento e di rivolgere alle persone e alle aziende un invito ad assumere un atteggiamento sempre più responsabile.

Profondamente ispirato dalla storia dell’agricoltore premio Nobel alternativo 2018 Yacouba Sawadogo, l’ad de Il Bisonte, Luigi Ceccon, ha dichiarato: “Tutti noi, col nostro sapere, nel nostro lavoro e nella nostra quotidianità possiamo contribuire in modo fondamentale alla rinascita del pianeta. Un’idea come quella di «piantare alberi nel deserto» dà un apporto concreto al presente e lo fa senza far ricorso a tecnologie invasive. A Sawadogo sono bastate l’intuizione di abbinare la conoscenza dell’ambiente con l’uso sapiente delle mani e la determinazione nel portarla avanti”.

Luigi Ceccon, ad de Il Bisonte

L’installazione vegetale a forma di stella, donata alla città di Firenze e realizzata, nel parco di San Donato a Novoli, con 50 querce trentennali alte 6 metri della specie Quercus phellos (conosciuta anche con il nome di quercia- salice) rappresenta i valori dell’azienda e la volontà di contribuire al cambiamento positivo del pianeta nel segno della sostenibilità.  Il progetto si inserisce all’interno delle celebrazioni dei settecento anni della morte di Dante e le interpreta con uno sguardo rivolto verso il futuro della collettività, che in questo momento storico ha particolarmente bisogno di identificarsi con simboli comuni e azioni condivise.

L’installazione ideata dall’artista Felice Limosani si estende per un’ampiezza di 180 metri e avrà un impatto positivo a livello ambientale, grazie all’azione di assorbimento di anidride carbonica e di rilascio d’ossigeno attivata dalle querce, alla cattura dei composti inquinanti presenti nell’aria – come polveri sottili e ossidi di azoto – e alla conseguente riduzione della loro dispersione nell’ambiente.

In questo momento creare valore a lungo termine tra arte e ambiente tenendo la persona al centro è una priorità – Felice Limosani

Luigi Ceccon ha poi aggiunto: “Con le celebrazioni del Sommo Poeta vogliamo onorare l’universalità della cultura italiana e la città di Firenze, alla quale dobbiamo i nostri 50 anni di storia e con la quale vogliamo continuare a crescere in futuro. La Stella di Dante è una rappresentazione artistica dei nostri valori di sostenibilità ambientale e di responsabilità sociale, ma anche un lascito per le prossime generazioni e gesto di gratitudine rivolto alla comunità”.

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