Tradizione etnica sarda nell’autunno-inverno 19-20 di LABO.ART

18 Dicembre 2019

18 dicembre 2019 – LABO.ART, inserita al 221° posto fra le aziende leader della crescita 2019 nella classifica redatta da Il Sole 24 Ore e da Statista, per la collezione autunno-inverno 2019-2020 punta tutto su volumi sovrapposti di tradizione etnica e ispirazioni gender transitional nei colori della terra e del cielo d’inverno. Per l’occasione, l’eclettica designer Ludovica Diligu ha tratto ispirazione dalle gonne copricapo, una delle eccezioni più intriganti del costume tradizionale della sua terra, la Sardegna, e dalla sua passione per l’abbigliamento militare.

Dall’ampia “faldetta”, una sorta di seconda gonna che le donne tempiesi legavano al fianco rovesciandola sulla testa con un seducente effetto visivo che era al tempo stesso di protezione e di cornice della figura, la stilista ha preso lo spunto per abiti e gonne che seguono i movimenti del corpo, enfatizzandolo con volumi e sovrapposizioni inedite, sottilmente seducenti. All’opposto, dal mondo dell’abbigliamento militare maschile storico e contemporaneo di cui Ludovica Diligu possiede una delle più importanti collezioni a livello nazionale, nascono invece i worker, le tute e i capispalla che però – e in questo si concretizza la visione unica di questa stilista lontana dalle logiche del sistema della moda – stemperano e destrutturano le forme rigide originarie in volumi importanti ma morbidi, studiati per accompagnare la gestualità e il movimento femminile in ogni momento del giorno.

 

Il rispetto per la naturale dinamicità del corpo, uno dei tratti caratteristici di LABO.ART, in questa collezione diventa anche maglieria a punto calato, un ritorno molto atteso dai collezionisti di capi del brand milanese, mentre il classico modello “fisher” anni Cinquanta, capo ideale per il weekend, viene proposto con il punto in maglia, rielaborato in una forma e un volume più attuali. Lana shetland per i cappotti, cotton-cashmere soffice e carezzevole per le t-shirt e gli abiti, cashwool per la maglieria.

La palette di colori è costruita sui toni della terra d’autunno – il marrone delle castagne, il giallo senape, il rosso carico e brunito delle foglie pronte a cadere, un punto di cammello così vellutato da ricordare la crema di nocciole – a cui si oppone un azzurro avio che ravviva e rende inaspettata ogni combinazione. Nella nuova campagna, firmata ancora una volta da Koto Bolofo, i capi diventano materia grazie all’uso prospettico dei colori.

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