26 novembre 2019 – Era il 15 marzo 2019 quando c’è stato lo sciopero globale che ha chiesto ai big del Pianeta impegni concreti contro i cambiamenti climatici. Il Global Strike For Future, a seguito dell’appello della coraggiosa sedicenne Greta Thunberg, è stato il punto di partenza per una società che ha deciso di mettere fine all’abuso che stiamo infliggendo al nostro pianeta.
Ciascuno di noi deve agire per la salvaguardia dell’ambiente. Così la moda. Benvenuti all’anno zero, anniversario di nuove consapevolezze in cui dover fare i conti con le cicatrici di un pianeta e da qui ripartire per realizzare un futuro sostenibile.
“La moda è la seconda causa d’inquinamento dopo il petrolio. Da questa presa di coscienza deriva l’impegno che quotidianamente viene richiesto a tutti e ciascuno. Fare il possibile per essere meno impattanti e inquinanti è fondamentale,” dichiara Gilberto Calzolari, founder dell’omonimo brand prêt-à-porter di lusso made in Italy. “Dune, la collezione realizzata per la primavera-estate 2020, è ispirata al film di David Lynch degli Anni ’80: distese sconfinate di sabbia e detriti in uno scenario steampunk sono monito di una società vittima del suo stesso successo. Una label che racconta di desertificazione”, prosegue.
Nella proposta estiva, a sorpresa, l’elemento naturale è quasi del tutto assente, fatta eccezione per il grafismo bianco e nero delle palme. “Una moda green sì, ma glamour, felice. Tendenzialmente si associa il fashion sostenibile a un concetto di tristezza. Per la mia collezione non è così, la mia estetica è charmantica”. La silhouette della collezione muove tra grafismi, sperimentazioni e minimalismi primitivi a stretto contatto con la natura, in cui “si torna all’essenziale.”
“Quando la vita viene minacciata, tutti gli orpelli vengono perduti, lasciati. Si torna all’essenza”.
In questo deserto fisico e metafisico, capi emblematici sono l’abito totem in tessuto di sughero che, “pur non essendo consono all’abbigliamento perché utilizzato più per il design e l’arredo, viene abbinato all’alcantara e al cotone organico”. E dall’altro, capi ultra high-tech realizzati con l’upcycling di airbag scoppiati, nati grazie a una partnership con Volvo Car Italia.
“Nella mia collezione utilizzo materiali sostenibili ex novo dell’industria come il plissé di poliestere derivato dalle plastiche riciclate prelevate dal mare e recupero tessuti esistenti, quelli che io definisco dimenticati. Sostenibilità è saper far fronte anche agli sprechi e recuperare materiali di scarto già esistenti”.
“Il prossimo step? Essere il promotore nell’internazionale di una giovane moda italiana sempre più sostenibile e coscienziosa”, conclude Calzolari.
