In evidenza e nel testo alcune immagini della mostra fotografica ed espositiva degli outfit prodotti dall’Accademia IUAD per il progetto “Come as you are”
Una due giorni di inediti incroci tra disabilità e mondo della moda. Da venerdì 13 a sabato 14, nello spettacolare scenario di Villa Mirabello va in mostra il progetto “Come as you are”, che indaga in modo leggero ma al tempo stesso profondo la voglia di uscire da etichette e stigma per arrivare alla libera valorizzazione dei desideri e delle identità di ognuno.
Un’iniziativa nata dalla sinergia tra gli studenti dell’Accademia IUAD di Milano e le persone affette da disabilità complesse del CDD Il Melograno – Istituto San Vincenzo che ha creato un magnifico percorso di conoscenza e inclusione.
“Le persone dell’associazione avevano già avuto la possibilità di dar vita a un’esperienza artigianale e, come spesso dico io, ‘fatta in casa’. Successivamente, però, visto il risultato interessante e di successo, hanno deciso di coinvolgere qualcuno che fosse più esperto in materia. Così hanno contattato l’Accademia e, di conseguenza, noi abbiamo coinvolto i nostri allievi. A mio avviso, è molto importante che i ragazzi vivano la vera vita della moda, più inclusiva, perché tutti hanno bisogno di vestirsi. E tutti devono avere pari opportunità di apparire e di esprimere se stessi attraverso gli abiti”, dichiara a HUB Style Magazine Michele Lettieri, presidente di IUAD.

Il punto di vista di ognuno
L’idea del progetto è quella di rappresentare ciascuno attraverso outfit inediti e personali. Contro una rappresentazione che unifica sotto il cappello definitorio della disabilità, che mortifica l’espressione di genere, come quella della volontà di ciascuno di essere visti al di fuori dei canoni di infantilizzazione che la disabilità intellettiva spesso porta con sé, nel senso comune.
“Questa è una visione che sovente, proprio le persone con disabilità intellettiva, rischiano di perpetuare più per mancanza di alternative che di creatività, soffocando desideri che spesso aspettano occasioni adeguate per potersi esprimere”, prosegue.
Dal punto di vista di chi si occupa di moda, la sfida è stata quella di misurarsi con corpi, volti, misure e modalità di interpretazione della realtà fuori dai canoni. Supportando l’immaginario delle persone coinvolte nella ricerca di un proprio modo di mostrarsi attraverso un’immagine inedita.
di Cristiano Zanni