La moda circolare di RBRSL. Intervista a Valentina Curzi

13 Dicembre 2022

Presente in alcuni dei migliori concept store nel mondo (come La Rinascente a Milano, Julian Fashion a Milano Marittima, Lungolivigno a Livigno, Level Shoes a Dubai, Tsum a Mosca e Politix a Los Angeles), RBRSL è il brand marchigiano di sneakers che unisce l’artigianalità alla sperimentazione.

Non una combinazione casuale di quattro lettere. Il significato dietro al suo nome è molto più ricercato: Rubber (RB) e Soul (SL). La gomma è l’elemento primario su cui si basa lo sviluppo del prodotto, mentre l’anima è quella che, con impegno e dedizione, tutto il team ripone per la creazione di ogni calzatura.

Il marchio si contraddistingue dalla massa anche per un fattore tanto importante quanto essenziale nel mondo della moda (e non solo): la sostenibilità ambientale e sociale.

Di RBRSL e il suo impegno green ne abbiamo parlato con Valentina Curzi, art director e designer del marchio.

Valentina Curzi

Come descriveresti il marchio RBRSL? Quali sono i valori su cui si basa?

RBRSL è un crossover emozionale tra passato, presente e futuro. Sperimentazione, artiginalità made in Italy unita all’innovazione e attenzione all’ambiente sono i suoi valori.

Perché, al giorno d’oggi, essere un’azienda responsabile è sempre più importante e necessario?

Oggi un’azienda responsabile opera nel rispetto del pianeta, del profitto e delle persone. È fondamentale investire nell’ambiente ma altrettanto nel capitale umano. La sostenibilità, per le imprese, oggi comporta l’acquisizione di un nuovo modo di fare business, una crescita economica in grado di garantire un futuro alle new genersation e di fermare il deterioramento delle risorse della Terra. Viviamo in un’epoca di cambiamento, dunque è compito delle imprese indurre a un nuovo tipo di moda: orientata alla trasformazione più che al consumo eccessivo. Innovare sempre, ma con consapevolezza e rispetto del presente e del futuro.

Qual è il vostro impegno in termini di sostenibilità?

L’impegno inizia con la progettazione di un prodotto, ovvero pensare a una scarpa per tutto il suo ciclo di vita (dalla nascita fino al suo smaltimento), in un’ottica “cradle to cradle” eliminare gli scarti di lavorazione per integrarli all’interno del processo creativo. Valorizzare l’artigianalità e il fatto a mano recuperando il patrimonio di tradizioni locali unito alle tecnologie più evolute, consente di produrre sneakers di qualità e durevoli, riducendo gli scarti che andrebbero a impattare sul pianeta e ad alimentare il fast-fashion.

Per la SS 23 uno dei tanti temi trattati è proprio quello dell’attenzione all’ambiente. Come si è sviluppata la collezione in tal senso?

I materiali utilizzati per la SS 23 sono in cellulosa sostenibile, lavorata con gli stessi procedimenti della pelle e prodotta con il recupero e riutilizzo di scarti dell’industria cartaria (come pacchetti di sigarette vuoti e tovaglioli). Mentre le suole vengono realizzate tramite un processo brevettato che include materiali di scarto. Riutilizzando rifilature e colature delle suole, vengono prodotti anche quadri e lampade, dunque possiamo dire che RBRSL adotta un modello di economia circolare.

Per la prossima stagione avete, inoltre, presentato il progetto MAP. Di cosa si tratta?

MAP rappresenta la cartina topografica stilizzata delle Marche. Il progetto è realizzato attraverso una nuova tecnologia a iniezione 3D che include tutta la scarpa, suola compresa. Un omaggio alla regione in cui il marchio è nato e si sviluppa.

Realizzare prodotti responsabili nel mondo della moda, in particolare in quello delle sneakers, è una grande sfida. Come riuscite a raggiungere tali obiettivi?

Si possono produrre accessori a basso impatto ambientale grazie alla costante attenzione e ricerca di materiali realizzati con fibre sostenibili riciclabili o biodegradabili. Ciò consente la riduzione degli scarti di lavorazione, l’impiego di chimica verde per lavorazioni e finissaggi, ne consegue un risparmio energetico e idrico con la riduzione delle emissioni, degli sprechi e dei rifiuti. Il connubio tra moda e sostenibilità, non è più un ossimoro, ma una realtà che si può e si deve attuare, dato che questo settore è tra i più inquinanti al mondo.

Quali sono i vostri step futuri?

Sicuramente la sostenibilità continuerà a essere un driver imprescindibile per traghettare RBRSL verso nuovi progetti di brand extension come abbigliamento e occhiali da sole che verranno presentati nella prossima collezione FW 24. Potranno esserci evoluzioni anche nell’ambito  dell’interior design, applicando processi di lavorazione delle calzature a oggetti d’arredo.

di Sara Fumagallo

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