Uniqlo e Marni hanno dato vita a una proposta per “ravvivare l’inverno”. La vivacità della collezione è data dalle stampe stile Anni ’60 nate dal brand italiano.
La punta di diamante della proposta sono sicuramente i piumini in piuma d’oca con una silhouette over, affiancati a quelli in piuma HEATTECH simili a gusci. L’outfit può essere completato dalle maglie verdi neon, arancioni e zafferano e dagli accessori nati dalla rivisitazione della cultura giapponese.
“La scorsa stagione, la prima collezione Uniqlo e Marni ha avuto una risposta travolgente e si sono visti molti clienti indossare i capi in giro per le città. Sembrava che la collezione rispondesse alle esigenze delle persone in cerca di una moda che permettesse loro di scrollarsi di dosso l’atmosfera opprimente degli ultimi anni. Il tema di questa seconda collezione è la gioia di essere avvolti. Questo è stato espresso attraverso il prodotto Uniqlo simbolo dell’inverno inverno, HEATTECH, la maglieria – particolarmente richiesta dai clienti – e gli accessori”, dichiara Yukihiro Katsuta, senior executive officer di Fast Retailing Group e responsabile ricerca e sviluppo di Uniqlo.
Sciarpe Furoshiki Caleidoscopiche 100% seta, ecco il must giapponese, rivisitato dalla collaborazione, per creare un total look italo-giapponese.
Le tecniche prese in studio dai marchi sono due: watermelon wrapping, per il trasporto di oggetti sferici e il flower petal wrapping, tecnica che rende il nodo simile a un fiore.
“Dopo la SS 22, sono entusiasta di poter annunciare questa collezione invernale. Attraverso il nostro processo creativo, siamo stati in grado di mantenere fedelmente il pragmatismo della filosofia del design di UNIQLO e di trasporre l’estetica di Marni in un LifeWear dal design impeccabile. Attraverso questa collezione, ho voluto indagare la percezione estetica degli Anni ’60, giocando con i cliché. I pattern continuano a confermare l’idea che ognuno ha di Marni perché sono al centro del nostro vocabolario e identificano il nostro linguaggio grafico. Questa volta, però, abbiamo trasposto quei motivi psichedelici su capi che definiscono in modo inequivocabile il corpo, creando un gioco enigmatico di stampe e anatomia che definisce la silhouette”, afferma Francesco Risso, direttore creativo di Marni.