Run Of presenta il progetto responsabile Runwastable

18 Gennaio 2022

di Cristiano Zanni

È in occasione di Pitti 101 che il brand di sneakers indipendente e made in Italy Run Of ha presentato il progetto di upcycled tailoring “Runwastable“.

Create su misura e in tiratura limitata, le calzature sono realizzate oggi con giubbotti da motociclista dismessi e rimanenze di magazzino, in un’ottica di vera e propria economia circolare. Una novità responsabile alla quale il cliente può partecipare attivamente. Potrà infatti scegliere il giubbotto da cui verranno ricavati i pellami – per ogni singola giacca potranno essere prodotte solamente due paia di scarpe – selezionare la propria taglia e nel giro di tre settimane ricevere le sue upcycled tailoring sneakers.

“Nel 2020 nasciamo a Firenze dopo un’analisi accurata di quello che lo scenario del momento presentava nella nostra categoria merceologica. Il nostro è un progetto pragmatico, legato alla fattibilità”, fanno sapere dall’azienda. E proseguono: “Per quanto riguarda il nome nasce da ‘uno sbaglio’. All’inizio avevamo optato per One Of perchè l’intento era strutturare una serie di scarpe diverse dalle altre senza avere cartelle colore. Tuttavia, dopo due giorni di Pitti, Folli Follie ha minacciato di intraprendere una causa legale per via del negozio di proprietà, One Off. Quindi abbiamo optato per Run Of”.

E i numeri del marchio sono interessanti: “Siamo alla quarta stagione e da 1.000 paia prodotte ne contiamo oggi 16.000, con all’attivo più di 350 negozi che si trovano tra Europa, Italia e Giappone, e la Francia è il mercato che per noi performa meglio”.

Il progetto, come anticipato, è realizzato in chiave responsabile: “Noi ci limitiamo a produrre quello che è stato ordinato in modo da limitare gli esuberi e ogni collezione è atemporale. L’online invece lo gestiamo con le rimanenze di magazzino costruendo delle limited edition”.

“Nel prossimo futuro vedo il marchio in crescita secondo però la nostra concezione di prodotto. E stiamo lavorando per arrivare fino in Cina con la distribuzione”, conclude Matteo Ciuti, art director e designer livornese.

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