In her kicks – dare voce alle sneakerhead

15 Settembre 2021

Le “Sneakerhead”, le donne appassionate e collezioniste di sneakers, sono molte più di quanto qualcuno potrebbe aspettarsi. Finalmente pare che anche i brand se ne stiano accorgendo, cercando sempre più di coinvolgere il pubblico femminile sia nel racconto che nello sviluppo di nuovi prodotti dedicati. Ne abbiamo parlato con Elisa Scotti e Giada Giacomazzo, fondatrici di In Her Kicks: un canale che racconta il mondo delle sneakers dal punto di vista femminile.

Com’è nato “In Her Kicks” e qual è il tuo ruolo in questo progetto?

IHK nasce in un momento molto complicato e particolare. Ho lavorato per tre anni tra agenzie di comunicazione e magazine e a maggio dell’anno scorso, in pieno lockdown, ho perso il lavoro. Così mi è venuta l’idea di fondare qualcosa di mio: mi ero accorta di come in Italia non ci fosse una realtà dedicata unicamente alle donne appassionate di sneakers – una community, un posto dove per la prima volta si potesse fare squadra, scambiare idee, opinioni e consigli – mentre in tutto il resto d’Europa e del mondo, ci sono progetti già affermati da anni. Dopo mesi in cui ho sviluppato quest’idea, ho contattato Giada [Giacomazzo, ndr] che mi ha dato una mano a far partire il progetto. Io sono fotografa, content editor/creator e in alcune occasioni anche producer e consulente. Giada invece studia grafica, diventa art director ed è responsabile del reparto comunicazione di un brand italiano, anche lei è editor e scrive da diverso tempo per StockX. In IHK lei si occupa dell’impostazione grafica, mentre io di mantenere i contatti con i brand e le persone che coinvolgiamo; entrambe scriviamo e ci occupiamo della pubblicazione dei contenuti. Siamo molto in sintonia e sulla stessa linea di pensiero, molto spesso abbiamo le medesime idee e ci compensiamo molto. L’intento è di crearci un’occasione lavorativa con il tempo, creando contenuti esclusivi per i brand, format, eventi e perché no, arrivare a produrre fisicamente qualcosa che ci rappresenti a pieno.

Chi segue il mondo delle sneakers sa che l’interesse del pubblico femminile non è di certo una novità, ma sembra che soltanto nell’ultimo periodo si sia realmente iniziato a discutere di temi legati all’inclusività e uguaglianza anche qui. Che ruolo pensi abbiano avuto i social nell’amplificare questa necessità?

È vero che l’interesse delle donne nei confronti delle sneakers c’è sempre stato, ma di sicuro i social ci hanno aiutato a scoprire quante siamo in realtà. Frequentando tanti eventi di settore nel corso degli anni, ho spesso notato come, tolte le due o tre che lavoravano nel settore, le donne presenti fossero sempre le fidanzate di qualcuno dei visitatori. Questo, secondo me, perché anche all’interno dei principali eventi mancavano offerte, occasioni e incontri che potessero rappresentare il pubblico femminile, poiché spesso anche le organizzazioni più grandi preparano tutto con “male gaze”, un punto di vista prettamente maschile. I social ci hanno sicuramente aiutato tanto, per prima cosa, ad andare contro all’ideologia che se una donna indossa sneakers e abbigliamento streetwear sia automaticamente un “maschiaccio” o poco femminile oltre, come già detto, a scoprire quante ragazze/donne amino questo mondo. Con l’apertura della pagina abbiamo avuto messaggi e supporto da tantissime ragazze delle quali noi stesse non conoscevamo l’esistenza, ci siamo rese conto sulla nostra pelle di quante persone stavamo andando a rappresentare senza saperlo.

Da consumer e da appassionata, pensi che tutta questa copertura e interesse stiano portando a risultati concreti? Credi che tanto i brand quanto il pubblico maschile stiano avendo il giusto approccio nei confronti delle sneakerhead?

 Potrà sembrare scontato, ma spesso e volentieri se una donna è coinvolta nel processo di realizzazione di un progetto questo risulta automaticamente più inclusivo. Al contrario, la tendenza è sempre quella di utilizzare un punto di vista maschile per tutti i prodotti. Il nostro dubbio e la nostra paura è che, con il crescente interesse del grande pubblico per i temi di uguaglianza e inclusività, quelle attuate dai brand siano delle pure operazioni di marketing per raccogliere consenso e non sempre è semplice capirlo. Secondo noi viene fatta poca ricerca sui gusti e sui trend che le ragazze hanno e vogliono seguire. Molti marchi hanno ancora una concezione di femminilità antiquata e non aggiornata; questo perché i progetti vengono seguiti da uomini e non vengono incluse nei team, nelle posizioni di vertice, le donne. Basti pensare al fatto che la prima collezione da donna in assoluto di Jordan Brand ha visto la luce solo nel 2020, con le esclusive MLN di colore rosa. Stupende, ma comunque rosa.

Uno degli slogan che avete utilizzato per lanciare In Her Kicks è “Normalize Women Sizes”, un appello ai brand perché realizzino scale taglia che comprendano anche le misure più piccole, spesso trascurate. Pensi che le aziende dovrebbero puntare più sulla realizzazione di prodotti esclusivi per il pubblico femminile o sull’inclusività creando capi e sneaker realmente unisex?

Le esclusive femminili nel 2021 non hanno senso di esistere. Come detto prima, il ragionamento che dovrebbe essere fatto non è sul genere ma sul trend e quindi unificare anche la scala taglie e le colorazioni. Lotti ridotti su trend che funzionano meno, ma con scala taglie unificata e accessibile a tutti.

Nelle ultime settimane avete pubblicato sul vostro profilo Instagram @inherkicks_ una serie d’interviste a collezioniste e appassionate. Com’è nato questo nuovo “format”? Chi sceglieresti per una potenziale “intervista dei sogni”?

Nasce con l’intenzione di amplificare la voce di tutte le rappresentanti della community e coinvolgerle maggiormente in tutto ciò che faremo e organizzeremo. La maggior parte delle volte sono coinvolte nei progetti e attivazioni le solite personalità, che spesso non hanno molto da dire e che stanno dietro alle sneakers per moda. La nostra intenzione è di distaccarci da tutto questo ed essere inclusive anche qui, allontanandoci dalle solite dinamiche per dare voce a chiunque ne abbia voglia e abbia qualcosa da dire. Vogliamo che tutti possano dire la loro e che si sentano parte della community. L’idea principale è quella di raccontare delle brevi storie di donne che lavorano, tutte con interessi e occupazioni diversi che abbiano al contempo la passione per le scarpe. Quello che non ci aspettavamo è sicuramente di aver coinvolto anche tanti ragazzi che credono nella nostra causa e in un futuro prossimo vorremmo interessare anche loro. Al momento lo abbiamo fatto solo con i Weekly Repost, ma chissà che non faremo interviste e li coinvolgeremo nei nostri prossimo format.

IG: @inherkicks_
Leggi la copia digitale di HUB 05-21 – Issue 27 qui

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