Holubar ha scelto la SuvAttack di Mercedes per scoprire insieme alla casa automobilistica una delle zone più affascinanti e incontaminate del centro Italia. Un viaggio attraverso gli altipiani del Gran Sasso per andare alla ricerca di Alebri-G, un esemplare unico di Classe G che una coppia di artisti messicani ha trasformato in un capolavoro di arte zapoteca, dove si fondono tradizione, cultura e artigianalità. Insieme, Holubar e la Stella andranno alla scoperta degli altipiani resi celebri da indimenticabili produzioni cinematografiche: dagli spaghetti western di Sergio Leone a blockbuster internazionali come Ladyhawke e Il nome della rosa.

“Quando si sceglie di fare un viaggio con qualcuno è fondamentale la sintonia di fondo, che spesso parte proprio dalla condivisione di valori”, ha dichiarato Patrick Nebiolo, ceo di Holubar. “Questo viaggio insieme agli amici di Mercedes nasce da una visione molto simile, che unisce heritage e innovazione, un concetto, quest’ultimo, che oggi passa anche attraverso la sostenibilità e un forte impegno per l’ambiente. E poi siamo entrambi ‘Stronger than time’, esattamente come la Classe G”.

La scoperta di Alebri-G ha reso questo viaggio ancora più ricco di significato, ponendo in evidenza valori come l’artigianalità, la cultura e l’importanza della diversità. La storia di Alebri-G inizia, infatti, quando il team di Graz, l’unico stabilimento al mondo in cui viene prodotta la Classe G, ha affidato alla coppia di artisti messicani, María e Jacobo Ángeles, il compito di trasformare questa icona senza tempo in un capolavoro di arte zapoteca.
La speciale “tela” utilizzata per quest’opera è l’ultima incarnazione della Mercedes Classe G, modello nato nel 1979, il più rappresentativo dell’intera gamma off-road della Stella, che presto sarà offerto anche in versione completamente a batteria.
Gli alebrije, da cui prende il nome questo esemplare unico, sono infatti figure tipiche del folclore messicano e incarnano una sorta di spirito-guida, angeli custode che assistono la vita di una persona e sono spesso rappresentati sotto forma di animali fantastici, anche con tecniche di cartapesta, dai colori particolarmente vivaci. Questa cultura, profondamente radicata nelle comunità di Oaxaca, viene portata oggi avanti da molti artigiani. Uomini e donne che non soltanto conservano antichi modi di lavorare e secoli di conoscenza, ma vanno oltre, esplorando la propria libertà artistica e sperimentando nuovi materiali, spingendo la propria arte oltre nuovi picchi di creatività.