Di Sara Cinchetti
Alberto Candiani lo definisce un “contenitore d’innovazione”. Si tratta di Candiani Vision, il nuovo spazio del brand inaugurato al civico 22 di Corso di Porta Ticinese a Milano. Una location non casuale ma selezionata ad hoc anche per il suo pubblico potenziale che, tendenzialmente “più giovane”, è maggiormente sensibile all’argomento sostenibilità.
Il progetto dell’azienda italiana vuole essere un hub dedicato alla cultura green e, in particolare, al brevetto internazionale COREVA con cui il brand denim ha portato sul panorama internazionale la prima tela stretch al 100% biodegradabile e compostabile.
E la creatività che supporta la novità firmata Candiani Denim è di Matteo Ward di WRÅD. A partire dalla circolarità, Matteo e il suo team, sviluppano la strategia di comunicazione attraverso installazioni e un percorso che rende tangibile l’astrattezza della sostenibilità: il denim diventa una pianta. Questo perchè secondo Alberto: “Se un qualcosa non la si vede è molto difficile comprenderla, se non la si comprende è molto difficile da apprezzare e quindi non viene acquistata o si opta comunque per altre soluzioni”.

“In questo spazio noi stiamo creando cultura alla sostenibilità e quello che si può acquistare qui è un pezzo di una circolarità compiuta. La prima innovazione che presentiamo è COREVA, un nostro brevetto. Si tratta di una tecnologia che consiste nell’elasticizzare il tessuto tramite un elastico di origine vegetale, di fonte rinnovabile e biodegradabile che rende il materiale compostabile e potenzialmente un biofertilizzante alla fine del suo ciclo di vita. Quindi un prodotto che può essere rigenerativo e che può avere addirittura un impatto positivo sull’ambiente”, dichiara Candiani.
E prosegue: “Partendo dal presupposto che la vera sostenibilità del denim sia quella di farlo durare il maggior tempo possibile, quando un capo giunge alla sua fine, le nostre proposte possono essere riciclate in nuova fibra. Tuttavia questo processo genera comunque una quantità significativa di scarto che, grazie a COREVA, potrebbe essere messo da parte per essere impiegato in agricoltura per biofertilizzare idealmente il cotone poi impiegato, in un secondo tempo, per la realizzazione di nuovo denim. ‘From stretchy to veggie’ è il claim del progetto, perchè l’idea di Matteo Ward è stata quella di rendere concreto il concetto tale per cui, se biofertilizzi tramite gli scarti di denim per esempio la menta, e decidi poi di farti un mojito, di fatto ti stai bevendo il tuo jeans”.

“Candiani è l’ultimo produttore verticale di denim in Europa. Questo significa che nonostante la filiera si sia smontata molto, teniamo ai nostri partner e cerchiamo di essere il più responsabili possibili. Acquistiamo cotone per lo più in Europa e stiamo concretizzando esperimenti di organico rigenerativo in Sardegna. Inoltre stiamo ingegnerizzando i nostri semi di cotone ibridi. L’obiettivo è davvero quello di partire dal seme e arrivare al prodotto finito per tornare nuovamente all’origine. COREVA infatti è compostabile al 100% e, dagli studi effettuati, migliora addirittura la germinazione”, conclude Alberto.