Anche la moda, nonostante fino a pochi giorni fa fosse concentrata sul ritorno in presenza di eventi e sfilate, prende posizione in merito alla guerra Russia-Ucraina.
E oltre ai volti noti, tra cui le sorelle Ferragni, anche i big e le istituzioni si schierano.
Lo ha dimostrato Re Giorgio con la sfilata muta “in segno di rispetto per tutte le persone coinvolte nella tragedia in corso” e il backstage della Franchi con il suo “in questo backstage ci sono donne da tutto il mondo, tutte insieme e senza confini. Questo è il mondo che vorrei. No alla guerra”. E ieri è stata la volta di Balenciaga che, azzerato il feed Instagram, ha pubblicato il post numero 1 raffigurante la bandiera Ucraina. Dopo che Kering ha dichiarato che procederà con una donazione significativa all’UNHCR.

A questo scenario fanno eco Farfetch e Yoox Net-a-Porter Group.
Non sono poi da meno i magazine. Vogue Ucraina infatti, sui suoi canali social, tramite l’artista serva Marina Abramovic, ha chiesto all’industria della moda di “mostrare la propria coscienza e scegliere l’umanità rispetto ai benefici monetari”. E quindi ha invitato all’embargo sull’esportazione di moda e beni di lusso in Russia.

E l’editor in chief di L’Officiel Ukraine, Ulyana Boyko, ha condiviso alcune riflessioni in merito al numero di marzo del magazine, sostenendo come: “Oggi, abbiamo speranza nella forza di spirito della nostra nazione e nel sostegno della comunità globale. Siamo cambiati per sempre. Restiamo uniti”.

Non è da meno CNMI che, in una nota ufficiale ha annunciato la propria adesione all’iniziativa creata da UNHCR, alla quale OTB Foundation che da tempo collabora con l’agenzia delle Nazioni Unite, ha già aderito come prima fondazione italiana. “Nessuna guerra è giustificata perché colpisce in primis civili inermi senza nessuna colpa, e le prime vittime sono sempre le stesse, donne e bambini. OTB Foundation collabora da lunga data con UNHCR a progetti di supporto ai rifugiati e agli sfollati nel mondo, in Afghanistan come in Mozambico. È l’organizzazione di riferimento nelle emergenze internazionali con presenza capillare che aiuta concretamente i rifugiati, sapendo come muoversi in maniera efficace e coordinata. La crisi è purtroppo in continua evoluzione e siamo in contatto anche con le organizzazioni che stanno gestendo l’arrivo delle persone in fuga dall’Ucraina verso il nostro Paese per aiutarle ad assicurare loro un’integrazione più rapida e completa possibile”, ha dichiarato Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation.
E a questi seguono Silvia Venturini Fendi della maison omonima, Massimo Giorgetti di MSGM, Jacquemus, Alessandro Michele di Gucci, Donatella Versace che esorta tutti a unirsi a lei nell’aiutare tutti coloro che sono stati e saranno sfollati dalla cristi in Ucraina. Oltre al Gruppo LVMH e alla Maison Valentino.
La moda sì, ha preso posizione. Ed e quella dei colori della bandiera Ucraina.