La ripartenza è più impegnativa di quanto non ci si aspettasse. E Confesercenti, alla vigilia del nuovo decreto, chiede al Governo “di agire con prudenza e valutare gli effetti del green pass sulle imprese, escludendo comunque dall’obbligo i piccoli locali con pochi coperti e le attività della zona bianca che già avevano riaperto”.
Secondo l’associazione un’estensione dell’obbligo di green pass a tutta la nazione determinerebbe un impatto rilevante sui fatturati delle impese e sul clima di fiducia. Inoltre, recita la nota, “il green pass, con le incertezze che accompagnano questa fase, sta condizionando anche il turismo endogeno, e il fatto che entrerebbe in vigore proprio in agosto, mese top per il turismo in Italia non è certamente un bel regalo per il settore. La sola ipotesi sta già creando incertezza tra consumatori e turisti, in primis tra le 6,3 milioni di famiglie italiane con minori. Si tratta di oltre 18 milioni di persone, che si chiedono se, come e a quali costi – per un tampone ci vogliono almeno 25 euro, e probabilmente dovrà essere ripetuto a brevi intervalli – sarà possibile ottenere la certificazione vaccinale per i propri figli”.
E conclude: “condividiamo la necessità di favorire una maggiore copertura vaccinale, ma bisogna evitare di scaricare la responsabilità sulle imprese e di assestare un nuovo colpo a settori economici già messi in grave difficoltà dalle prime tre ondate pandemiche. Un colpo che oltretutto potrebbe andare a vuoto, se la disponibilità di vaccini fosse insufficiente a far fronte all’aumento di richieste che sicuramente seguirebbe l’introduzione del green pass”.