Che lo scenario attuale, quello che da ormai più di un anno e mezzo siamo costretti a vivere a causa della pandemia determinata da Covid-19, sia anche una faccenda di responsabilità sociale e civile, è innegabile.
Non (ancora) obbligatoria, la questione “vaccinazione” è una diatriba molto sentita che vede opinioni discordanti e punti di vista diametralmente opposti. Se il quadro pandemico nazionale torna a registrare una crescita dei contagi e nuove varianti del virus, dal sito ufficiale del Governo si registra che il totale dei vaccinati over 12, ovvero coloro che hanno completato il ciclo vaccinale, è pari a 28.533.541. In altre parole poco più del 50% della popolazione, precisamente il 52,83% (a oggi 22 luglio 2021).

E la fascia d’età maggiormente coperta per quanto riguarda la campagna vaccinale è quella dei 50-59 anni.

Ma la pandemia chiede al Sistema Paese anche prese di posizioni e decisioni urgenti da analizzare. E questo riguarda in primis la ripartenza e quindi la ripresa economica che sono un fattore vitale. Per questo motivo sono diversi gli imprenditori che stanno vagliando soluzioni anche coercitive per supportare e sostenere questa responsabilità collettiva. Il nuovo decreto, in attesa quest’oggi, cercherà di dipanare ogni dubbio a riguardo nonostante alcune questioni resteranno ancora “hot topic”. All’ipotesi di estendere il Green Pass a tutta una serie di attività non indispensabili, e da settembre anche a quelle essenziali, fa eco Brunello Cucinelli, il quale in due interviste a La Repubblica e La Stampa ha dichiarato che chi nella sua azienda non si vaccinerà starà in aspettativa forzatamente. L’imprenditore è consapevole che non può imporre il vaccino ma non può nemmeno non proteggere chi abbia intrapreso questa scelta. Un’iniziativa, quella di Cucinelli di lasciare a casa per sei mesi, garantendo lo stipendio in una sorta di aspettativa, chi tra i lavoratori sceglie di non vaccinarsi. “Poi si vedrà, Dio vede e provvede”.
