di Sara Cinchetti
A raccontarci del nuovo corso intrapreso dal Gruppo Biffi Boutiques sono Carla Cereda Biffi e Maria Elena Moioli, rispettivamente head of buying e marketing and communication coordinator dell’azienda.
Avete da poco inaugurato il nuovo spazio milanese. Un’operazione questa che si posiziona in un quadro più ampio anche in termini di brand mix. Qual è la strategia che, come gruppo, avete deciso di intraprendere e quali sono gli obiettivi che vi siete posti?
L’operazione di restyling si inserisce appunto all’interno di un piano di cambiamento e riorganizzazione che prevede diversi progetti e investimenti sia per l’e-commerce, che per i negozi fisici. Per questo motivo stiamo valutando di ampliare il nostro brand mix e valorizzare ulteriormente l’esperienza di shopping, tenendo sempre conto del dna che, negli anni, ci ha contraddistinto. Nello specifico, il B-Contemporary (nell’immagine di apertura) è una boutique preesistente, con una propria identità. Con il suo rebranding abbiamo cercato di allargare la selezione dei marchi, ampliando la proposta e rivolgendoci a un target giovane che quando entra nello store si lascia incuriosire e ispirare. Abbiamo sentito l’esigenza, con l’evoluzione dei tempi e dell’azienda stessa, di reimmaginarci restando fedeli a noi stessi ma connettendoci anche con altri campi creativi per esempio con il mondo del design e dell’arte.
Un’esigenza che sentivate da tempo o che è stata conseguenza degli ultimi anni?
L’avvertivamo già da tempo ma è stata accelerata sicuramente. Nel 2018, con la definizione della nostra piattaforma e-commerce, è scaturita la necessità di una riorganizzazione. Un processo, quello digitale, che era stato già pianificato molto tempo prima ma dovevamo disporre di un team e di un’organizzazione preposta e strutturata.
Oggi, essendo tutto accelerato, cosa significa essere, avere e gestire un multibrand?
È molto interessante. L’online ha le sue strategie e necessità, così come lo spazio fisico ne ha delle altre. Bisogna quindi saper coniugare le due realtà in modo preciso anche se non sempre è facile. Questo perchè ci sono tempistiche diverse che hanno bisogno di tantissima organizzazione e si caratterizzano per due differenti identità. La fisicità permette al cliente di vivere un acquisto più emozionale, oltre a osare di più.
Come avete affrontato questi ultimi anni?
L’online ci ha molto aiutato durante i lockdown, e lo dimostra l’impennata significativa che ha avuto. Alle riaperture delle boutique abbiamo consolidato ulteriormente il cliente locale che ha potuto dedicarsi agli acquisti serenamente.
Qual è la vostra visione in merito al futuro del retail?
Lo spazio fisico sarà sempre importante e, se con l’e-commerce ci saranno grossi sviluppi, crediamo che nei multibrand ci sarà una “revisione” completa. Dopo i lockdown abbiamo notato un momento di divertimento e relax nello shopping, si tratta di un approccio più umano.