Una nuova norma per identificare l’origine e l’impatto che si ha sull’ambiente. Non si parla di una persona bensì di un prodotto perchè si, è importante riconoscerlo come una vera e propria creatura che lascia la propria impronta sul mondo così come un bambino, che con il passare del tempo si evolve, si trasforma, e migra verso altre terre.
È forse proprio la superficialità e la non consapevolezza di molti produttori che non pensano all’impatto che tutti i processi, per realizzare una borsa, un abito o un coffee table hanno sul pianeta che ci ospita, che ha spinto la Commissione europea ad approvare il Digital Product Passport (DPP).
Inserito nel recente Regolamento sulla Progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili, il passaporto Digitale ha lo scopo di promuovere l’economia circolare e la sostenibilità dei prodotti fisici immessi nell’Unione europea, con l’obiettivo di essere la prima economia al mondo a diventare climaticamente neutra entro il 2050.
I criteri di applicazione con l’elenco delle categorie di prodotto coinvolte sono attesi tra il 2027 e il 2030, per ora i settori considerati prioritari sono quattro: batterie, tessile, elettronica ed edilizia. Mentre quelli esclusi dalla normativa sono: prodotti alimentari, mangimi per animali e medicinali.
Il Product Passport raccoglie le informazioni su sostenibilità, circolarità e legal compliance di ogni prodotto fisico, permettendo di condividerle con autorità competenti, operatori economici e consumatori.
“Il DPP è la documentazione digitale, accessibile online, relativa a un prodotto fisico che ne descrive il ciclo di vita, l’origine, la composizione e le informazioni sulla sua circolarità e sostenibilità. Il passaporto digitale del prodotto è pienamente coerente con la missione di GS1 di consentire alle aziende di identificare, acquisire e condividere dati accurati sui prodotti lungo tutta la catena di fornitura attraverso un linguaggio globale e interoperabile. Gli standard GS1 consentono infatti ai DPP di funzionare nella pratica, sfruttando le regole globali GS1 condivise e già utilizzate da più di 2 milioni di aziende nel mondo”, sottolinea Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy.
Il Digital Product Passport (DPP) utilizza gli standard GS1 per garantire l’identificazione univoca e la tracciabilità dei prodotti lungo la catena di fornitura. Gli standard di identificazione GS1, come GTIN e SGTIN, permettono di identificare univocamente prodotti, lotti e seriali, mentre il codice GLN identifica luoghi fisici e non. Gli standard di cattura e condivisione, come il codice a barre 2D con GS1 Digital Link, consentono di accedere a informazioni sicure e accurate. Il DPP inizia con informazioni di base del fabbricante e si arricchisce lungo la filiera, fino a fornire dati per la riparazione, lo smontaggio e il riciclo. Questo favorisce la digitalizzazione, l’accesso alle informazioni e la trasparenza, rendendo il DPP un vero passaporto digitale che attesta l’identità, la storia e la tracciabilità dei prodotti nell’Unione Europea.
“Gli identificativi di prodotto univoci e i dati strutturati consentiranno alle aziende di raccogliere e condividere nel DPP il set di informazioni chiave in conformità con leggi, regolamenti e requisiti di settore, nonché ulteriori informazioni ritenute di valore per chi le interroga, e faciliteranno la verifica della conformità del prodotto da parte delle autorità nazionali competenti. Dati affidabili, verificati e interoperabili proteggono prodotti e consumatori e garantiscono che le informazioni siano allineate tra tutti i nodi della filiera”, aggiunge Bruno Aceto.