Milano Fashion Week: la rivoluzione gentile dell’uomo contemporaneo

15 Gennaio 2024

La Milano Fashion Week è stata la protagonista indiscussa di questa settimana. La città meneghina, capitale della moda italiana, ha ospitato la visione e la creatività di designer che hanno interpretato, attraverso la loro estetica, i tempi correnti e le nuove esigenze dell’uomo moderno. La parola chiave emersa dalle passerelle è adattamento, alla realtà, alla velocità della quotidianità, alla convivenza tra natura e città, all’incertezza, che respiriamo costantemente in un mondo imprevedibile. La moda così ci offre una risposta per evadere, una soluzione per creare un’estetica in cui sentirsi a proprio agio nonostante l’assiduo cambiamento. Un punto di riferimento per colmare l’incessante esigenza dell’uomo di identificarsi all’interno di una società in cui non si riconosce.

Gucci: una storia a carte scoperte

Sabato De Sarno per la fall-winter 2024 si ispira ai grandi classici della sartoria. Giacche a doppiopetto, lunghi cappotti con spacchi dalle spalle lievemente rinvigorite, combinati con oggetti da collezione, pensati per la vita di tutti i giorni. I capi presentati sono una certezza, una risposta a un mondo sempre più turbolento e incontrollabile. Gucci esprime attraverso un gioco spensierato la libertà dell’indossare ciò che più ci rappresenta indipendentemente dal sesso, ridefinendo il guardaroba di un uomo vicino alla sensibilità della vita quotidiana. Gucci continua a stupire “Ancora”.

Dsquared2: la diversità che ci contraddistingue

I fratelli canadesi Dean e Dan Caten portano sulla catwalk milanese la collezione autunno-inverno 24-25, che esprime le contraddizioni che caratterizzano ognuno di noi, rendendoci unici. Capi uniti da un filo conduttore che indaga i codici distintivi e l’heritage di Disquared2. Un connubio di stili che dialogano in armonia in una collezione grunge contaminata da eleganza e sartorialità. Il giorno e la notte si incontrano in denim usurati, rattoppati, camicie a quadri legate in vita e smoking slim, combinati con un consapevole abbandono. Una collezione sensuale e irriverente, come Dean Caten che sul finale interpreta la diva in una pettinatura rosso fuoco e un abito a corsetto nero tagliato sul davanti.

MSGM: corsa contro il tempo

Prossima fermata, Porta Venezia. La linea rossa della metropolitana milanese diventa il palcoscenico di una collezione eclettica e stravagante, così come la mente creativa del designer Massimo Giorgetti. Una riflessione sulla frenesia della vita che scorre veloce come una metro. Così MSGM fornisce le giuste precauzioni per viverla al meglio: corrimano tubolari e i motivi della metropolitana di Albini popolano la collezione con spille e decorazioni. Piume e glitter diventano le protagoniste di felpe con cappuccio, slip e cappotti. Vivere e crescere non dimenticando mai la fantasia e la leggerezza che caratterizza l’infanzia.

 

Stone Island: “The Compass Inside”

Un vincente debutto per il brand della Rosa dei venti, che parte dai suoi esordi per creare una collezione che parla di futuro e innovazione. “The Compass Inside” è una dichiarazione dei valori e dei codici del brand, nato nel 1982, con l’intenzione di porre la ricerca, l’attenzione per i materiali e la qualità al centro di ogni collezione. Le forme e i volumi attingono dall’archivio Stone Island, arricchiti da tecniche innovative come l’Ice Jacket, che cambia colore con il variare della temperatura. Il brand si rivolge alla sua community, in rapida espansione, con l’idea che individui diversi, con percorsi di vita differenti, possano interagire e far parte di un unico grande collettivo che condivide gli stessi valori.

Tod’s: vivere la materia

Il progetto Pashmy presentato da Tod’s in occasione della kermesse milanese è un lavoro di ricerca che mira a esaltare le materie prime e la tradizione artigianale tipiche del made in Italy, espressione distintiva del brand. Toni caldi nella palette dei marroni e degli écru, o freddi nelle declinazioni del ghiaccio e dell’ottanio. Linee essenziali non solo per l’abbigliamento ma anche per le calzature come le nuove urban sneakers che sposano un design sportivo realizzato con materiali esclusivi.

Fendi: tra campagna e città

Un incontro inaspettato tra urban e bucolico. L’aria fresca di campagna ispira Silvia Venturini Fendi, direttore artistico di Fendi. Il costante dualismo tra tradizione e innovazione caratterizza la collezione che sposa una profonda conoscenza culturale. Cappotti stile pescatore, giacche cerate impermeabili in tela FF side-by-side con opulenti giacche bomber, maglieria color-block esaltata da giocosi dettagli sartoriali, cardigan avvolgenti a costine e orli triplicati o polsini su maglie polo e gilet. Una sensazione di raffinata accoglienza che descrive il costante ibridismo e i suoi molteplici significati che il mondo del menswear nasconde. La collezione maschile ha come punto di riferimento una donna, la Principessa Anna, il suo uso del tartan scozzese e l’abilità di giocare con il guardaroba maschile.

Prada: i cicli della natura

Prada, per l’autunno-inverno 2024, esplora le verità fondamentali della nostra esistenza, i nostri bisogni naturali ed emotivi. La collezione riflette la nostra più naturale esigenza di entrare in contatto con lo spazio circostante, adattandoci all’ordine spontaneo delle cose. Così i capi diventano specchio del contesto in cui si trovano: l’interno di un ufficio, in cui la natura estende la sua presenza, creando una paradossale dicotomia tra questi due mondi. Un desiderio diretto di uscire dalla monotonia quotidiana, per vivere la bellezza del mondo circostante.

K-Way: color’s power

Tessuti tecnici come il nylon combinati con la lana per creare look dai fit più slim e verticali. K-Way pone l’accento sul suo tratto distintivo, il colore, esaltato da una location minimalista total white. Giochi di sovrapposizione e decostruzione, per creare uno styling dal carattere contemporaneo. La zip, che contrassegna tutti i capi, dalle gonne ai trench, diventa indirettamente il logo del brand, riconoscibile per la sua forme i suoi colori. Toni vividi su look color-block e dai volumi accentuati.

JW Anderson:

Un senso di soffocamento, in un ambiente domestico che ricorda gli interni di “Eyes wide shut” di Stanley Kubrick. La tappezzeria e le composizioni si trasformano in lunghi abiti, i blazer raggiungono volumi esasperati e le camicie, distorte, sono dotate di enormi maniche. Il corpo sembra essere intrappolato in silhouette inaspettate. JW Anderson ricrea un’atmosfera perversamente domestica, in cui tutto è spento.

di Maria Pina Ciuffreda

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