L’azienda Space 2000 s.p.a, fondata nel 1977, ha sede nel torinese, precisamente a Baldissero Canavese. E si occupa della progettazione, produzione e approvvigionamento di abbigliamento e prodotti di marca per uomo, donna e bambino.
HUB Style ha avuto l’opportunità di conoscere e vedere da vicino questa realtà imprenditoriale, attraverso la guida e i racconti di Manuele Musso, amministratore delegato e responsabile logistica Space 2000 assieme al fratello Cristiano.

Qual è la storia di Space 2000?
Tutto ha inizio negli Anni ’70, quando mio padre Giancarlo Musso, entra nel settore della pelletteria, vendendo tappeti in pelle a piccoli negozi di arredamento, approvvigionando le materie prime nel garage dei genitori. Nel 1985 fonda Space 2000, un luogo senza limiti e confini, raggiungendo rapidamente una discreta notorietà. Dal 1991 comincia a produrre giacche in pelle in stile pilota per le jeanserie: negozi specializzati nella vendita di prodotti di jeans e abbigliamento casual. Da qui l’azienda fonda Bomboogie, il cui nome nasce dall’ispirazione di un aereo della Seconda Guerra Mondiale. Avendo degli ottimi contatti già in quel periodo con Cina e India, siamo entrati nel mercato democratizzandolo, con il 50% di price più basso. Questo ci ha fatto espandere in tempi brevi su circa 800 jeanserie. Negli anni successivi l’abbigliamento in pelle ha perso appeal e ciò ha permesso all’azienda di reinventarsi, espandendo la sua gamma di prodotti. Nel 2004 con un passaggio generazionale, io e mio fratello Cristiano siamo diventati amministratori delegati della società. Siamo partiti in 18 e a oggi possiamo contare su un team di 110 persone. Siamo passati da uno a dieci brand, tra i marchi di proprietà e le licenze.
Come è strutturata l’azienda?
La nostra realtà si estende su una superficie di 20.000 mq, suddivisa in quattro open space. Il primo ospita lo showroom, un ufficio stile, un ufficio commerciale e il digital department. Nel secondo e nel terzo spazio approvvigioniamo merce a vasta giacenza e a lunga permanenza. Inoltre, gli uffici a breve subiranno un ulteriore espansione di 700 metri quadri. Dal 2010, abbiamo installato un impianto fotovoltaico di 500kv, normalizzando allo stesso tempo tante dinamiche che permettono all’azienda di abbattere nel miglior modo possibile l’impatto ambientale. Come, ad esempio, il riciclo delle scatole. Una singola scatola può essere utilizzata fino a nove volte attraverso un processo di compressione e sagomatura. Movimentiamo 1.400.000 capi, suddivisi in 10 marchi.
Come è organizzata la vostra distribuzione?
Guidiamo i brand in ogni processo, dall’ideazione alla distribuzione. Quest’ultima viene gestita internamente per tutti e cinque i canali. Il primo canale è il wholesale che conta 2.200 vetrine, di cui l’80% è presente in Europa e il restante 20% in Asia (prevalentemente Corea del Sud). Il secondo, invece, è composto da negozi diretti e, in questo segmento, stiamo concentrando l’espansione su Bomboogie. Abbiamo aperto a Verona; a fine estate apriremo a Firenze, mentre a Milano, a ottobre, saremo presenti con il brand da Merlata Bloom. L’idea è quella di espanderci nel nord Italia, spingendoci successivamente verso la Germania che rappresenta il nostro principale mercato europeo. Abbiamo scelto le città in funzione dei nostri mercati. Verona è molto prolifera per il mercato tedesco e Firenze è più orientata verso gli Stati Uniti. Milano, infine, è abbastanza versatile e funzionale per diversi mercati, in particolare per quello asiatico. Ogni apertura è una scelta logica e ben ponderata basata sulle richieste di mercato. Il terzo canale è rappresentato dagli outlet con due format: Hangar e Bomboogie. Il primo lo abbiamo lanciato nel 2007 come esperimento retail a Seravalle Scriva, poi ampliato verso altre realtà. Mentre il secondo lo abbiamo presentato nel 2017. Il quarto canale fa riferimento ai consignment shop, ovvero dei corner presenti all’interno della distribuzione come accade da Harrods, con cui siamo presenti con AI Riders, o Bomboogie in Rinascente e Coin, e tanti altri posizionati in base a target e prodotti. L’ultimo canale è l’e-commerce. A oggi gestiamo quattro negozi online e due marketplace.
Come è possibile concentrare la distribuzione di così tanti brand in un unico spazio?
Per mettere ordine, 13 anni fa abbiamo investito in tecnologia. Attraverso un microchip Rfid inserito nel cartellino di ogni prodotto, rendiamo ogni capo unico e univoco. Questo ci permette di conoscere la posizione dei singoli articoli non solo all’interno del magazzino, che è alto 20 metri e ha una capienza di 350.000 capi spalla o 3.500.000 capi stesi. Ma anche nei punti vendita diretti, velocizzando così di molto le operazioni di preparazione degli ordini e di inventario in azienda e nei negozi. Un software centrale raccoglie gli ordini dai cinque canali distributivi e li prepara. Possiamo così gestire qualsiasi tipo di ordine grazie a macchinari veloci e funzionali che ci permettono, non solo di ottimizzare i tempi, ma anche di non perdere l’efficienza dei prodotti che, se trattati e trasportati da un magazzino all’altro, perdono la qualità che li contraddistingue. Attraverso la tecnologia si elimina la complessità del sistema.
In prospettiva futura avete idea di promuovere Space 2000 come brand?
No, il nostro futuro è quello di portare ogni brand in tutti i canali distributivi, sviluppandone così la crescita. Partendo proprio da Bomboogie che al momento, è l’unico presente in tutti.
Come si posiziona il Gruppo in termini di fatturato?
Il 30 aprile il Gruppo chiude l’anno a 30 milioni di euro. Un netto miglioramento rispetto a due anni fa, periodo post-pandemico, in cui eravamo scesi a 20 milioni. La prospettiva per il 2025 è quella di raggiungere i 40 milioni.
di Cristiano Zanni e Maria Pina Ciuffreda