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Focus on bags: John Galliano diceva “la moda è prima di tutto l’arte del cambiamento”, ed proprio questa una della abilità di questo settore in continua evoluzione, che plasma la sua estetica e la sua forma in funzione delle necessità dei consumatori e dell’ambiente che lo circonda.
Perciò oggi, sempre più, sono tante le realtà che cercano di trasformare questo sistema, che sotto il velo di glamour ed esclusività, nasconde un triste scenario legato a un modello culturale basato sul consumismo eccessivo, difficile da sradicare dalle nostre vite.
Molti brand infatti, oltre a proporci prodotti di alta qualità, s’impegnano per promuovere un modello di acquisto più consapevole, proponendo, attraverso la sperimentazione e l’innovazione, soluzioni che hanno il minor impatto ambientale possibile.
Creatività è la parola chiave. Oggetti e tessuti di scarto si reinventano per dare una nuova vita a ciò che ormai consideriamo rifiuti non più riutilizzabili, che grazie a menti eclettiche e creative, che sviluppano modelli di produzione più attenti e responsabili, si reincarnano in accessori con un fascino senza tempo.
Santons by Monica
Il brand Santons by Monica con sede nel cuore di New York è frutto della mente creativa di Monica Santos Gil e nasce dal desiderio di creare un cambiamento positivo nell’industria moda. Una produzione locale e attenta all’impatto ambientale. Le borse sono realizzate con un biomateriale vegano a base di cactus e sono foderate con cotone biologico al 100%. Il cactus utilizzato, è coltivato esclusivamente con acqua piovana, utilizzando in questo modo 1/5 dell’acqua necessaria rispetto alla produzione di pelle tradizionale. Il biomateriale è parzialmente biodegradabile e i restanti componenti sono altamente riciclabili. Una produzione limitata per ridurre la sovrapproduzione e gli sprechi tessili. Il brand ha in atto una partnership con One Tree Planted, associazione no-profit che contribuisce alla riforestazione globale. Per ogni borsa venduta, oltre 250 alberi sono stati piantati in luoghi che vanno dalla foresta amazzonica alla California, Inghilterra e British Columbia.

Clara Chu
Clara Chu è un’artista londinese multidisciplinare. Le sue bag, dal forte impatto creativo, mettono in discussione in chiave pop ed ironica l’importanza dei beni di consumo sempre più invasivi. Oggetti di uso quotidiano come spazzolini, bollitori e tessuti vengono scardinati dal loro impiego e reinterpretati in fantastici accessori fuori dal comune. Un processo creativo per cambiare la percezione dello spreco e dare una seconda possibilità a ciò che consideriamo erroneamente ormai un rifiuto.
“La mia passione per i readymade e gli oggetti trovati è sempre stata un’ispirazione chiave. Mi piace decostruire i beni prodotti in serie per vedere come sono stati messi insieme i loro diversi componenti. Quasi come giocare ai LEGO. È un processo divertente e creativo che implica la risoluzione dei problemi”, afferma la designer. Un lavoro imprevedibile spinto dalla curiosità di decostruire gli oggetti che ci circondano nelle loro singole parti e trasformarli in creazioni che a prima vista sembrano giocattoli.

Giorgiandreazza
Il brand Giorgiandrezza fondato dall’omonima designer ha base a Milano. Un marchio no gender che si avvicina al settore made in Italy grazie alle radici familiari. Ogni modello è realizzato interamente a mano e prodotto su ordinazione. Caratterizzato da un forte dinamismo, il brand è sempre in continua evoluzione differenziandosi per l’attenzione maniacale verso i dettagli. Il modello Cora Avion è peculiare per la sua forma asimmetrica, realizzata con pellami di scarto destinati al macero. Composta da tre manici che la rendono super funzionale per indossarla a tracolla, al polso o crossbody. Una fusione che unisce la tradizione artigianale e l’innovazione per creare un prodotto che sia a favore della tutela dell’ambiente.

Stickyharmony
Stickyharmony è un brand slowfashion nato a maggio del 2022 da Naomi Lewis. La produzione si concentra su borse handmade, disponibili in tre diverse dimensioni: mini, midi e maxi. Tessuti di seconda mano, ritagli di pelle e filati riciclati si trasformano in giocose bag che s’ispirano a diverse culture e movimenti artistici. Il tema centrale che spinge ogni creazione è l’imperfezione, una controtendenza, in tempi in cui siamo costantemente messi alla prova per aspirare alla perfezione.
“Penso che sia importante tenere presente che noi nel mondo occidentale abbiamo così tante opzioni in qualsiasi categoria e, allo stesso tempo, siamo responsabili di molti punti vita e danni ambientali. Quindi essere grati e trovare modi di vivere sostenibili dovrebbe avere un posto nella nostra vita quotidiana”, afferma la designer.

Camera60studio
Il progetto Camera 60 studio è iniziato un paio di anni fa dalle menti creative di Chiara Rivituso e Matteo Bastiani, che avevano il desiderio di sperimentare, realizzando borse con materiali insoliti. Un’idea nata durante il lockdown, spingendo i due designer a mixare la profonda conoscenza per la pelletteria artigianale e oggetti di uso quotidiano, come sacchetti di plastica o semplici imballaggi. I rifiuti trovano un nuovo modo di esprimersi, uno scontro in chiave pop tra oggetti iconici e popolari. Il drastico cambiamento che abbiamo subito, ha dato quindi modo di ripensare alle nostre abitudini, cambiando le nostre scelte e agendo consapevolmente.

di Maria Pina Ciuffreda