In evidenza un’immagine dell’esterno della boutique di Contre a Maglie, in Puglia
Quando Osvaldo De Tommasi decise di aprire il suo primo store nel cuore commerciale di Lecce, al civico 66 di Piazza Giuseppe Mazzini, era il 1967. La sua idea era quella di portare nella città pugliese un’aria nuova e di rivoluzione del gusto.
Da “White”, il non colore per eccellenza che racchiude dentro di sé tutti gli altri e “7”, l’ultima cifra dell’anno di fondazione – nonché numero portafortuna dell’attività – deriva il nome della boutique: White 7.
Ma il fondatore non si ferma qui. Il punto vendita si divide dando vita a due store dedicati totalmente uno alla donna e uno all’uomo. E ancora, sempre nel leccese, apre Black 7 in cui la tipologia di prodotti vira verso uno stile sportswear. Poi, nel 1983, viene inaugurato Contre.

Contre: tra contemporaneità, genderless e fluidità
Dopo la morte di Osvaldo nel 2005, sono la moglie Silvana e i figli Andrea e Simone De Tommasi a prendere le redini dell’azienda. Ed è proprio dal desiderio di portare avanti il lavoro del padre, seguendo il suo esempio, che l’attività prosegue il suo cammino.
E tre anni dopo, nel 2008, raggiungono Maglie con l’apertura dello showroom Contre all’interno di un ex frantoio settecentesco. Uno spazio che, nel 2022, cambia aspetto per offrire una shopping experience non ordinaria, immersiva e inclusiva.

L’obiettivo è quello di diventare punto di riferimento per una clientela che nell’acquisto di un capo di abbigliamento, o accessorio, non cerca solo il prodotto in sé ma anche un’appartenenza culturale. E, per ottenere tutto ciò, è fondamentale garantire una “coerenza nella strategia e serietà nella gestione”, dichiara Simone De Tommasi.
Cambia quindi il concept e il layout di un contenitore in cui la moda apre un dialogo continuo con la cultura, la musica e l’arte. Un ambiente essenziale, caratterizzato da pietra leccese imbiancata, ferro e calce e che si estende su una superficie di 500 mq disposta su tre livelli con una terrazza di 200 mq.

Da oltre cinque decenni, quindi, il nome della famiglia risuona nel Salento ed è sinonimo di moda, eleganza e ricerca del bello.
È proprio in occasione dell’inaugurazione della nuova boutique Contre, avvenuta venerdì 20 maggio 2022 a Maglie, in Puglia, che abbiamo parlato con i fratelli Simone e Andrea De Tommasi.

Come e quando nasce Contre?
Tutto ebbe inizio nel 1967, con White 7, che proponeva brand quali Krizia, Mila Schön e Trussardi. Nel 1982 nostro padre, Osvaldo De Tommasi, decise di aprire uno dei primi negozi nel sud Italia di Emporio Armani ma l’opening durò solamente un anno perché lui non sposò a fondo la vendita monomarca. Quindi, nel 1983 venne inaugurato a Lecce, al civico 20 di via Salandra, Contre. Un negozio fondato sulla passione.
Quali sono i valori e le mission su cui si basa il vostro multibrand?
Quando aprì lo store, l’obiettivo principale di nostro padre era quello di vestire una clientela più giovane, meno classica e più contemporanea. Infatti, tra i tanti marchi che vendeva, c’erano label come C.P. Company e Stone Island che, tutt’ora, virano verso uno stile decisamente sportswear. La nostra chiave di lettura attuale è sicuramente “contaminazione” e “inclusione” ma anche “coerenza”, che parte dal nome e passa alla struttura, fino ad arrivare ai brand. Ci sembrava perfetta questa fusione tra l’antichità del nuovo spazio, un ex frantoio del Settecento, e la modernità di ciò che ospita. Da qui il nome francese Contre, per andare contro corrente e contro il sistema. Per dire ancora una volta “Je suis Contre”.
Parlando di contaminazione e genderless, riuscereste a dare una percentuale su quanto conta la donna rispetto all’uomo e viceversa?
In questo nuovo contenitore ovviamente no perché ci troviamo alla stagione zero. Ma devo dire che, con estremo successo, ho riscontrato come la diversità tra i due sessi derivi essenzialmente dalla taglia. Da noi, sia uomini che donne, indossano la stessa divisa. Inoltre, sono molto orgoglioso di poter dire che la nostra clientela non ha “barriere di età”. Il nostro consumer può essere tranquillamente un ragazzo di 13 anni come un uomo o una donna di 90.
Nonostante all’interno della boutique non presentiate marchi prettamente italiani, quanto conta per voi il made in Italy?
Siamo dei “maniaci” nella ricerca della qualità del prodotto e, proprio per questo, poniamo molta attenzione a tutto ciò che è “made in” che molto spesso corrisponde al made in Italy. Sosteniamo fortemente il “saper fare italiano” tant’è che a Lecce, in particolare nel negozio uomo ma anche in quello donna, proponiamo brand come Alberta Ferretti, Isaia e Zegna. Questo discorso, dunque, ricade principalmente sugli altri nostri store piuttosto che su Contre perché, quest’ultimo, presenta un’attitude decisamente più contemporary. Il concept della nostra nuova boutique si basa essenzialmente sulla contaminazione sotto diversi punti di vista e uno di questi è mixare marchi italiani con altri stranieri. Come Kenzo, Comme des Garçons, The DSA e Post Archive Faction.
Progetti futuri?
Noi siamo una piccola azienda ma con un’organizzazione complessa ed è per questo motivo che stiamo lavorando molto sulla struttura. Non avevamo le possibilità di spingere l’acceleratore e soddisfare la domanda, quindi ci siamo riorganizzati per poter lavorare, in prospettiva futura, sempre meglio. I nostri attuali, e principali, investimenti si basano sulla digitalizzazione e, infatti, ci stiamo impegnando per poter avere nel 2023 un nuovo sito web. Non possiamo pensare di poter crescere se non ci immergiamo in questo nuovo mondo.
di Sara Fumagallo