Levi Strauss & Co ha superato le previsioni nel terzo trimestre grazie all’aumento della domanda di jeans. Questo risultato è dato, in parte, anche al ritorno a una vita sociale “normale” con l’allentamento delle restrizioni.
La società, secondo i dati Refinitiv, ha una capitalizzazione di mercato di 42,78 miliardi di euro e, dopo aver comunicato che il cda ha approvato un piano di acquisto di azioni da 172,9 milioni di euro, ha avuto un incremento delle sue azioni del 2%.
La ripresa del brand riguarda i mercati europei e gli investimenti della sua attività “direct to consumer” espandendosi, inoltre, presso i principali retailer come Target Corp e Nordstrom Inc. Gli analisti deducono che il marchio, rispetto ai suoi concorrenti, avrà meno rischi legati all’approvvigionamento in quanto ha una bassa dipendenza dal Vietnam, luogo che, per la produzione di abbigliamento, ha visto fallire diverse fabbriche a causa della pandemia.
Alla chiusura del terzo trimestre, avvenuto il 29 agosto, il fatturato dell’azienda batte le aspettative: aumento a 1,5 miliardi di dollari, rispetto a 1,06 miliardi dell’anno precedente, prevedendo entrate di 1,48 miliardi. Dunque, contro le stime, Levi’s ha guadagnato 48 centesimi per azione (rispetto ai 38 centesimi previsti).
Ha inoltre dichiarato che il suo reddito netto in dollari è stato di 193,3 milioni, pari a 47 centesimi per azione. Lo stesso trimestre dello scorso anno, invece, arrivava a 27 milioni, 7 centesimi per azione. Per il periodo delle festività le previsioni sono positive: la società pensa a una crescita del fatturato tra il 20% e 21%, e gli analisti del 22% (rispetto al 2020).