Il nuovo modern tailoring in denim firmato Slowear

18 Gennaio 2024

Una storia che ha inizio a Venezia, quella di Slowear, nel 1951. Dalle competenze e dalla passione maturata negli anni, il brand ha creato nuovi modi per approcciare all’arte manifatturiera che ha ispirato le nuove generazioni. Una grande famiglia di cui fanno parte diversi marchi: Incotex per i pantaloni, Zanone per la maglieria, Montedoro per i capispalla e Glanshirt per le camicie.

Una produzione di alta qualità, un luxury che si differenzia in base ai diversi brand, che garantisce il massimo delle performance. Un nucleo di persone che lavorano in sinergia, per raggiungere gli stessi obiettivi, condividendo gli stessi valori.

Hub Style Magazine ne ha parlato con Piero Braga, ceo dell’azienda, in occasione della Milano Fashion Week.

Qual è il sentiment di questa collezione?

Abbiamo presentato, in occasione della Milano Fashion Week, la FW 2024/25 di Incotex Blue Division. Per essere limitato a un progetto denim, è andato molto bene, al di là delle aspettative. È un disegno abbastanza nuovo sul mercato, un modern tailoring applicato sul pantalone. Il brand nasce come un’azienda sartoriale, alta sartoria del denim, ampliando poi l’offerta anche con il blazer. Essendo quello del denim un mercato molto vasto, dobbiamo ritagliarci, in modo autentico, uno spazio, proponendo un prodotto particolare, dal sapore artigianale.

Com’è cambiato il cliente negli ultimi anni?

L’attenzione della stampa è stata fondamentale. Il cliente forse non è stata la focalizzazione principale per noi al momento, ma ne abbiamo visti. A fare la differenza per noi è la qualità che offriamo: abbiamo fatto una selezione del peso del tessuto, dei macchinari con cui vengono realizzati, parzialmente macchine da denim e di alta sartoria. La novità che presentiamo qui è Incotex 3.0. Il risultato è proprio un progetto alto, non una semplice giacca di denim, ma un vero abito, in denim italiano. È molto importante per un progetto come questo avere l’idea del consumatore finale al centro e andare incontro alle sue esigenze. Quindi Slowear può dare veramente un valore aggiunto, che prima sarebbe stato impossibile conferire nell’ottica dell’integrazione. Finalmente abbiamo le mani libere per giocare con le diverse categorie e da li vengono fuori delle idee molto interessanti. Un prodotto che incontra le esigenze dei consumatori, permettendo ai clienti di essere sempre eleganti anche quando viaggiano, in quanto i prodotti sono tutti complementari. Slowear si distingue per la sua essenzialità, è una nostra caratteristica. Tanti nostri clienti sono cresciuti con il brand e noi con loro. E apprezzano molto questo approccio.

Quali sono le ispirazioni della collezione?

La  FW 24 è un recupero dell’heritage sartoriale dei brand, sviluppato su forme contemporanee e modelli iconici dell’abbigliamento maschile. Una stagione che inaugura un nuovo corso in cui le collezioni dei quattro brand sono coordinate come un unicum: tessuti, materiali, coloriture e volumi, si fondono. Un guardaroba completo e armonico, con una palette colore trasversale, per raffinati abbinamenti tono su tono estremamente versatili. La vestibilità lascia sempre più spazio al comfort, con volumi più morbidi e rilassati, arrivando a proposte over, sviluppate per rispondere alle esigenze dell’uomo moderno.

Come avete gestito l’aumento del costo delle materie prime? Siete riusciti a calmierarlo?

Calmierare è una parola complicata, bisogna naturalmente bilanciare quella che è la fascia di mercato e una quota prezzo con i costi di produzione.

Come vedete Slowear tra qualche anno?

Bisogna superare questa proliferazione di brand e unirli in un concetto che ci permette di conferire un valore aggiunto, che è dato dall’idea. Nel rispetto del valore e della tradizione del savoir-faire, l’idea più contemporanea che abbiamo rispecchia le caratteristiche di Slowear, un progetto super contemporaneo. Ci siamo dati un po’ di tempo per creare la giusta strategia. C’è uno spazio di mercato molto importante che stanno lasciando libero “i mostri” del settore che hanno prezzi inaccessibili. Ci sono tanti specialisti, ma idee di collezione, che possono essere funzionali sia dal punto di vista dell’uso che dal punto di vista economico ce ne sono poche.

Come è andato il 2023 in termini di fatturato?

È il secondo anno di fila che l’azienda registra una crescita a doppia cifra, siamo su i 46-47 milioni di euro, con la proiezione di un 2024 sempre a doppia cifra. Incotex rimane il brand trainante e più performante. Credo molto nell’evoluzione del progetto anche verso la linea donna.

Quali sono i mercati più performanti?

Il nostro retail va da New York a Tokyo. In Corea stiamo lavorando bene e adesso sono molto curioso di scoprire l’andamento del concetto di Slowear che ha una risonanza molto più internazionale. Ci sono tante nuove idee sul retail: ad esempio faremo un esperimento a New York, dove realizzeremo un angolo donna, il primo negozio multigender di Slowear. Il network retail deve crescere in produttività, poi vedremo. Sviluppiamo le idee nel tempo.

di Cristiano Zanni e Maria Pina Ciuffreda

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