Invicta oltre lo zaino. Ricerca costante, cambiamento, innovazione. Nato nel 1906 in Inghilterra il brand è arrivato con successo ai giorni nostri grazie alla sua volontà di inseguire instancabilmente il concetto di “next level”. Le nuove collezioni, appena presentate a Pitti Uomo 105, sono frutto della partnership strategica con Space 2000, fashion industry italiana specializzata nella realizzazione, progettazione e commercializzazione di linee e collezioni urbanwear ed outerwear. Due realtà solide, dal cui connubio nascono le linee Heritage e Legacy: unione tra la storia del brand ed il suo futuro.
La capsule Heritage affonda le radici nella storia del marchio, richiamando elementi distintivi presenti nell’archivio Invicta. I capi sono una rielaborazione e re-interpretazione del passato in chiave contemporanea. Un concept genderless, che trascende dal genere e dall’appartenenza.

La collezione è fatta da piumini comfort, di poliestere/nylon con mano cotoniera, fino alle giacche realizzate in tessuto tecnico waterproof e traspirante, che reinterpretano in chiave funzionale il classico antipioggia, adatti anche alla vita outdoor. Completano i look le felpe in 100% cotone garzato, dedicate a chi ama lo sportswear, come un passe-partout stilistico per ogni momento della giornata. I colori sono quelli iconici del brand: arancione royal e viola, assieme ai dettagli lime.
La collezione Legacy, invece, è fatta di capi dal design essenziale, dalle linee pulite e dalla sofisticata estetica urbana. Un guardaroba urbano e versatile, grazie alla ricerca di materiali e allo studio dei pesi e delle imbottiture. Si passa dalla piuma al Primaloft riciclato, al nylon microripstop, fino ai tessuti tecnici stretch e tessuti riciclati.

La palette, più minimale ed essenziale, è fatta di nero e beige, blue e avorio, con tocchi di lime. Iconici gli accessori ispirati all’archivio: lo zaino Monviso, il Minisac e il Jolly, in pendant con toni e dettagli dell’abbigliamento per dare continuità e completezza alla collezione. Versatilità e materiali resistenti all’usura e all’acqua sono la chiave per affrontare qualsiasi viaggio sia in città che fuori.
Abbiamo fatto qualche domanda a Aldo di Stasio, amministratore delegato di Seven S.p.a, di cui fa parte Invicta.
Le nuove collezioni Invicta sono frutto di una nuova partnership. Ci racconta come è nata la collaborazione?
Invicta con Space 2000 deframmenta e riassembla gli elementi di passato, presente e futuro, assieme a identità e innovazione. Sorprendendo e portando per mano il suo pubblico al “next level”. Siamo partiti con questa stagione fw 2024/25, con Space 2000 come nuovi licenziatari. Abbiamo scelto loro sia per dare una svolta sia dal punto di vista dell’immagine che del prodotto, ma anche del posizionamento del brand. Invicta fa parte di un gruppo, che è Seven S.p.a, che ha al suo interno più brand ma anche più segmenti di mercato. Ma c’è un elemento comune, che è lo zaino. Per l’abbigliamento abbiamo quindi cercato un partner solido e con esperienza. E che potesse far parte di un gruppo. Il nostro chiude il 2023 con ricavi oltre i 92 milioni di euro. Siamo cresciuti del 14% come società. Abbiamo un piano industriale molto ambizioso, ìavallato da dagli azionisti, che prevede l’unità di crescita sul marchio Invicta, sia sul mondo dell’abbigliamento ma anche su quello degli zaino, non solo riferito al mondo “back to school”.

Per chi sono pensate le nuove collezioni, sia di abbigliamento che di zaini?
Le nuove collezioni lanciate si rivolgono al target 20-39 anni, persone che lavorano o viaggiano in maniera costante, e il concetto di worker & traveller è proprio insito nel dna del brand. Lo zaino in particolare è un prodotto che Invicta sa far bene. Il viaggio è un tema caro al passato di Invicta: le sue storiche campagne di comunicazione hanno identificato la libertà del muoversi e dell’esplorare. Lato nostro stiamo un prodotto molto funzionale, ma quello che sta cambiando è il cliente: oggi l’uomo, anche più business cerca un accessorio quotidiano dalle caratteristiche outdoor. Uno zaino multifunzionale. Tendenza, quella gorpcore, che vediamo nelle strade della città.
Qundi lo zaino è per voi ancora una delle leve di maggior crescita?
Assolutamente. Lo zaino è una delle leve di crescita del gruppo, proprio con le caratteristiche citate poco fa. E stiamo crescendo bene anche sulla parte dell’esportazione e sull’online: in alcuni paesi abbiamo già delle quote di mercato rilevanti, ma sappiamo che dobbiamo aprirci a nuovi mercati, come ad esempio il mercato tedesco.
Quanto conta oggi l’italia rispetto all’estero per Invicta sul fatturato?
L’estero oggi conta per noi circa il 20/22% rispetto. Oggi il gruppo genera 92 milioni di ricavi diretti, più una decina di milioni di indiretti. Circa 100 milioni in sostanza, dove Invicta pesa circa il 26%, tra abbigliamento e zaini.
Quali sono i progetti su cui state lavorando?
Abbiamo un piano di crescita molto importante su Invicta, ci saranno grossi investimenti perché è un marchio dalla potenzialità incredibile, che ci permette di servire un target 20-40 anni, conseguente a quello legato al mondo della scuola. Offrendo prodotto dalle funzioni outdoor ma dall’utilizzo urbano. L’estero è sicuramente un area di crescita, le vendite online sull’accessorio per noi stanno andando molto bene, anche in Germania ad esempio. Abbiamo un buon potenziale di crescita anche sulla diversificazione, evolvendoci appunto anche rispetto al classico back to school.
Dove vede Invicta tra cinque anni?
Abbiamo un piano ambizioso che prevede di portare, entro il 2028, il gruppo a 150 milioni di euro. L’azienda sta facendo percorrendo crescita molto importante e questo ci da fiducia. Il 2023 è stato per noi un banco di prova e ci aspettiamo una crescita importante anche con Space 2000, un’azienda che ha cultura di prodotto. Oggi il consumatore ha una grande possibilità di scelta e la mossa vincete è offrire un prodotto che sia concreto, che abbia un’identificazione del brand.
Noi ad esempio abbiamo anche il Museo di Invicta, dove è esposto il primo vero zaino da globetrotter. Nella vita tutti abbiamo avuto un Jolly, che tutti hanno conservato. Io dico sempre che quello è stato il primo facebook itinerante, perché tutti postavano i loro pensieri sullo zaino. Una volta infatti, sulla tela ci scrivevi emozioni, pensieri e amicizie. E lo zaino così ha un valore di quello che è stato il passato.

Quanto conta la parte Heritage per voi?
È una parte importante per l’identificazione del brand, è un po’ l’inizio dello sviluppo futuro di Invicta. A livello numerico conta sicuramente di più la parte urbana, ma la parte heritage è fondamentale per costruire la brand awarness. Come ad esempio il legame del passato con la montagna. Come nella capsule sviluppata in cobranding con DSquared2, ispirata agli Anni’90, fatta zaini, ma anche accessori pensati per l’outdoor come felpe, cappellini e ghette impermeabili.
Dove vengono prodotte le collezioni degli accessori?
Lo zaino viene prodotto nelle zone Asiatiche, in particolare Cina. Li abbiamo una sede dove produciamo da più di 20 anni. Questo paese non è per noi una fonte di approvvigionamento ma bensì è proprio li che noi portiamo la nostra cultura. Per noi è un partner validissimo, che, dopo lo sviluppoi del progetto nella nostra sede italiana, attraverso le nostre rigide direttive di produzione e seguendo i nostri standard qualitativi, ci realizza degli zaini di qualità.
Non è un caso che la nostra società si sta certificando come Benefit. Nell’attesa di percorrere il cammino per diventare B Corp.
di Valeria Oneto