Un’eleganza genderless tutta italiana, esibita presso il Mandela Forum sotto le note de “La domenica delle salme” di De André. Il designer bolognese Magliano, sfila come Guest Designer a Pitti Uomo 105, la kermesse fiorentina più importante per la moda uomo in Italia, dove il brand ha debuttato nel 2018.
“Pitti è dove il nostro progetto si è manifestato per la prima volta cinque anni fa, con quella enorme montagna di rose rosse che a pensarci adesso mi dà un gran senso di vertigine e di tenerezza: come guardarsi allo specchio dopo tempo e ritrovare le cose importanti, anche se intanto è successo di tutto. Questo ritorno a casa, da persone a cui vuoi bene e che stimi, mi riempie di gioia. È l’occasione ideale per immaginarci al futuro, più Magliano che mai”, afferma il designer Luca Magliano.
Uno dei sentiment, che più è emerso in questa edizione, è stato l’adattamento alla realtà e al tempo. Un nuovo risveglio, tema a cui il designer è da sempre molto legato. Raccontando attraverso le sue creazioni, con sincerità e coerenza, uno scenario sempre più attuale.
Espressione dei continui cambiamenti, la collezione si trasforma in un atto politico, attraverso il concept di un “femminile sovraesteso”.
Nostalgia, è il titolo dello show e trae ispirazione dal film “Nostalghia” di Andreij Tarkovskij. Un ossimoro che in realtà non vuole comunicare un ancoramento al passato, bensì un’esortazione a credere nelle proprie idee e difenderle.
Magliano: Nostalgia, la bellezza dello scorrere del tempo
Stratificazioni, volumi ampi o tanto stretti da sembrare sul punto di scoppiare. In passerella, rappresentata da una scala che unisce l’alto e il basso, sfila l’imprecisione volontaria, un’atmosfera ruvida e incerta, tutti elementi che rappresentano la realtà che attualmente ci circonda. Un casting d’eccezione che con un passo lento e incerto narrano la quotidianità e la bellezza dello scorrere del tempo.
“Ci sono almeno tre buoni motivi per cui abbiamo proposto a Magliano di sfilare a Firenze, d’accordo con Camera della Moda, come guest designer della prossima edizione di Pitti Uomo. Il primo è che Luca si distingue per la capacità di modellare in maniera originale i canoni culturali e sociali di solito associati alla moda italiana: un elemento centrale in questo senso è la sua inclinazione verso un lavoro realmente collettivo. Il secondo è che ci sembra interessante, quando possibile, scandire periodicamente il tempo, la carriera, l’evoluzione stilistica dei designer che hanno esordito pubblicamente a Pitti Uomo (Magliano fu vincitore di Who’s Next 2017 e fu Pitti Italics nel 2018, ndr) e che si sono poi affermati a livello internazionale. Il terzo è che ci piace la persona, la sua generosità e il suo entusiasmo, la sua colta semplicità. Da vero emiliano”, dichiara Lapo Cianchi, direttore comunicazione ed eventi di Pitti Immagine.
Un’eleganza scomposta in cui emerge la sinergia e il reale senso di collaborazione tipico del brand. Come i cappelli realizzati in collaborazione con Borsalino, i due completi cuciti a mano in partnership con Kiton, altra eccellenza del made in Italy. Le iconiche calzature da lavoro, che segnano il terzo atto della collaborazione con U-Power; o le pantofole e i mocassini da camera realizzati con UGG, che seguono i codici stilistici distintivi del designer bolognese.
Un’esaltazione pura del corpo che non vuole rappresentare un culto dell’edonismo ma un gioioso umanesimo.




