“Uncompromising Performance”: Enzo Fusco ci racconta il motto di Blauer U.S.A.. HUB Style Magazine, in occasione della presentazione della collezione fall-winter 24/25 di Blauer U.S.A., marchio leader da circa 90 anni in innovazione stilistica e tecnologica, ha avuto l’opportunità di confrontarsi con il presidente di FGF Industry, holding company presente nel settore moda con i marchi Blauer, Ten c e BPD.
Una figura poliedrica, quella di Fusco, incarnata dal creativo-imprenditore, che ha proiettato nel brand la sua esperienza, determinazione ed energia.

Quanto il cambiamento climatico sta influenzando le vendite in Italia?
Le aziende nel futuro, ma anche ora, devono iniziare a inserire nelle collezioni dai pesi diversi perché i consumatori hanno esigenze differenti. Attualmente fa freddo tre mesi l’anno, perciò si è creata la tendenza di acquistare e indossare i cosiddetti capi “furbi”, che sono confortevoli e funzionali.
Come si sta evolvendo la contaminazione outdoor nel fashion?
Tutto quello che deriva dal tipico abbigliamento outdoor, se sei bravo, e lo declini nel fashion, la mossa è vincente. Abbiamo creato una nuova linea chiamata B. Project: una collezione premium, adatta a una clientela esigente. Il tema è stato studiato da un designer giapponese e comprende capi unici ispirati al concetto di “Protezione Urbana”. Tessuti tecnici che combinano diverse texture. Un dettaglio innovativo è sicuramente la Flash Led Pocket, una tasca studiata per inserire il telefono o una torcia, avendo non solo una chiara visibilità durante la notte ma anche le mani libere. Per la donna la linea è ispirata al tema “Winter Sky”. Capi ricercati con nuovi tagli e forme declinati in una palette che va dal bianco, all’azzurro fino al grigio, un richiamo alla bellezza dei ghiacciai e dei cieli invernali. Realizzati con diversi materiali come il nylon metal silver o il nylon lucido. Un lavoro possibile solo attraverso la ricerca. Abbiamo rilanciato la linea con cui siamo nati, la B. Urban Police, che ripercorre l’heritage del brand proiettandola verso il futuro. Una capsule che racconta l’evoluzione del marchio, ispirandosi alle giacche dei corpi di polizia americani. Il tessuto taslan è reso più morbido e leggero ed è arricchito da maxi patch e dettagli silver reflect.
L’aumento delle materie prime quanto ha influito sulla collezione e quanto ha condizionato il prezzo finale?
Siamo riusciti a mantenere il 50% dei continuativi al prezzo dell’anno precedente, per cercare di alleviare il panorama economico che stiamo vivendo, trovando il giusto equilibrio. Facendo grandi numeri siamo riusciti a mantenere i prezzi costanti e non abbiamo speculato. Con la fascia premium il discorso cambia, c’è un aumento del 10%. Dove fai i numeri cerchi di contenere i prezzi.
C’è differenza tra la collezione venduta in Italia rispetto a quella dedicata alla clientela estera?
Il prossimo anno ci affacciamo a nuovi mercati: Corea e Giappone. L’estero guarda più le capsule, l’heritage e un po’ i capi basic. La differenza ora è senza dubbio la linea donna che sta crescendo sempre di più. Durante l’inverno vendiamo 50% donna e 50% uomo, mentre per l’estivo c’è una prevalenza dell’uomo con un 30% per la donna. Per lei è sempre più apprezzata una linea over, caratteristica sempre più di tendenza anche nell’uomo. Questo è un trend che si svilupperà sempre più. Stiamo cercando di essere trasversali e avere una clientela con delle fasce di età differenti e non è facile. Questo ci permette di entrare anche all’interno di diversi store, differenziando la distribuzione, che riorganizzeremo anche in base alla crescita del mercato estero.
Come sta andando Ten c?
Ho appena chiuso un contratto in Corea con il distributore del gruppo Hyundai, che in due anni aprirà dieci negozi Ten C. Naturalmente come tutte le cose serve il tempo necessario per partire. Nel mondo siamo distribuiti circa in 200 negozi, di cui una settantina in Italia. Se vuoi entrare nel mondo del luxury bisogna fare la differenza e fare un upgrade con i prodotti.

di Cristiano Zanni e Maria Pina Ciuffreda

