Il marchio francese ba&sh ha avviato una partnership con il Programma di Agricoltura Rigenerativa Nativa, marchio di Chargeurs Luxury Fibers, per fornire finanziamenti alle aziende agricole dell’Uruguay che prediligono un tipo di agricoltura rigenerativa, introducendo la lana coltivata con questa pratica nelle collezioni.
“Con la collaborazione con il Programma di Agricoltura Rigenerativa NATIVAtm, promuoviamo un rapporto più esigente e innovativo tra l’industria della moda i suoi partener del settore dell’agricoltura. Siamo consapevoli della necessità di compiere ulteriori progressi in alcuni settori per rendere la moda più sostenibile e quindi rispettosa della vita sul nostro pianeta. Il nostro approccio alle questioni più di interesse oggigiorno prevede una visione olistica e l’agricoltura rigenerativa risponde a tutti questi criteri”, afferma il ceo di ba&sh, PierreArnaud Grenade.
Nel corso degli anni, sei dei nove “continenti del Pianeta” sono stati violati attraverso lo sfruttamento del suolo. Perciò durante l’estate del 2023, il brand ha avviato una partnership con Nativa per finanziare questo tipo di agricoltura.
ba&sh con Nativa: per un’elevata tracciabilità e trasparenza
Il programma è basato sulla ricerca scientifica che si serve ti una metodologia specifica: introdurre erbe perenni nei pascoli per produrre cibo di miglior qualità per le pecore, reintrodurre specie arboree autoctone per fornire ombra e riparo ad altri animali selvatici, promuovendo la biodiversità. E ripristinare infine l’ecosistema locale e la biodiversità utilizzando ruscelli, argini naturali e abbeveratoi.
Tutto questo ha il potere di trasformare l’agricoltura rigenerando il suolo.
Il programma finanziato da ba&sh ha aiutato tre aziende agricole a passare ad un approccio rigenerativo, coinvolgendo circa 8.000 ettari di terreno attualmente in fase di rigenerazione. La lana ottenuta sarà utilizzata nelle collezioni invernali 2024.
Con questo approccio il brand ha dovuto non solo trasformare il suo processo creativo e la sua logistica, ma ripensare anche al modo in cui lavora con i suoi partner all’interno della catena di fornitura.
In questo modo il marchio si pone il nuovo obiettivo di raggiungere un livello elevato di tracciabilità e trasparenza delle sue filiere, ripercorrendo il ciclo di vita dei suoi prodotti grazie allo strumento specializzato Fairly Made.
Il brand ha attualizzato anche una rigorosa politica di conformità sociale, infatti, i suoi fornitori devono aderire al codice di condotta e rispettare i principi etici in esso contenuti. Inoltre tutti i fornitori di livello 1 devono essere in possesso di un audit sociale valido, condotto da una terza parte in conformità con BSCI, SMIETA, ICS o WCA.