In evidenza un’immagine della sfilata SS 24 di Dolce & Gabbana durante la Milano Fashion Week. In passerella super top model Naomi Campbell
Quali saranno le tendenze della prossima primavera-estate? Abbiamo seguito passo passo le catwalk della Fashion Week appena passata per scoprire i trend SS 24. Da New York a Londra, fino a Milano e Parigi. Ecco tutte le novità.
New York Fashion Week
Designer americani, e non, hanno presentato la loro collezione estiva 2024, anticipando le tendenze della stagione calda in materia di abbigliamento, accessori, calzature, beauty e hairstyle. A New York, tra il glam borghese e il minimalismo Anni ’90, si sono fatti spazio momenti che hanno attirato l’attenzione del mondo della moda come, tra i tanti, il debutto di Peter Do come direttore creativo di Helmut Lang. Ma anche il ritorno in passerella di Ralph Lauren.

Light Blue
Un azzurro tenue, che riporta in mente i colori del mare cristallino e del cielo limpido.
“I colori per la NYFW spring-summer 2024 ispirano sentimenti di liberazione. Aprendo l’immaginazione, amplificando e liberando il nostro spirito artistico unico, ci permettono di esprimerci in modi più inventivi”, dichiara Leatrice Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute.
Da Collina Strada a Proenza Schouler e Wiederhoeft, le passerelle si tingono di “light blue”.
Da sinistra a destra: la sfilata di Buci, Eckhaus Latta e Proenza Schouler
Pastel/Sorbet
Colori tenui come quelli pastello: dal lilla al verde chiaro, dal giallo canarino al rosa antico. Interpretate in diversi modi, queste tonalità saranno le main character della prossima SS 24.
Da sinistra a destra: la sfilata di Altuzarra, Laquan Smith e Sandy Liang
Bold Colours
Colori pastello e tenui, sì. Ma l’estate è anche nuance accese e vive. Ecco che la New York Fashion Week si dipinge di tonalità vivide e piene. Da Helmut Lang a Priscavera, fino a Bevza e Rachel Comey.
Da sinistra a destra: la sfilata di Helmut Lang, Proenza Schoulder e Ralph Lauren
Metallic
Che sia su gonne, magliette, camicie o vestiti, l’effetto metallizzato – in tutte le colorazioni – sarà protagonista della prossima stagione estiva. Lo ha proposto Carolina Herrera, Gabriela Hearst, Michael Kors, Prabal Gurung, Ralph Lauren e molti altri.
Da sinistra a destra: la sfilata di Carolina Herrera, Dion Lee e Gabriela Hearst
Back to 90’s
Un ritorno nostalgico agli Anni ’90 che, in realtà, era già presente da un po’ di tempo. Ombelico fuori, t-shirt corte, pantaloni a vita alta e blazer hanno invaso le passerelle newyorkesi. Sarà anche l’influenza 90’s e Y2K di Bella Hadid?
Da sinistra a destra: la sfilata di Coach, Helmut Lang e Phillip Lim
Babydoll
Influenze del film Barbie, forse neanche troppo, hanno preso il sopravvento sulle passerelle newyorkesi. Se da una parte troviamo uno stile più minimal, dato dal ritorno degli Anni ’90, dall’altra tulle e abiti da bambola dominano le catwalk.
Da sinistra a destra: la sfilata di Carolina Herrera, Loveshackfancy e Ulla Johnson
Romantic
Tra drappeggi, pizzi e abiti in satin, ecco che gli stilisti riportano lo spettatore in un mondo più romantico. Nuovo ma al tempo stesso già esplorato. Da Altuzarra a Carolina Herrera: la SS 24 è un tripudio al romanticismo e alla sensualità.
Da sinistra a destra: la sfilata di Carolina Herrera, Michael Kors e Ulla Johnson
Total Denim
Un denim sdoganato dal solito mondo del workwear. E che per la prossima stagione si propone in pantaloni, shorts, giacche ma anche top, tute e gonne (mini, midi e long) con le sfilate di Helmut Lang, Prabal Gurung e Retrofête. Primogenito del workwear prestato all’uso urbano, revival contemporaneo dello stile street Anni ’00 e ora simbolo di un’uniforme underground dalla vocazione avveniristica, e talvolta sensuale. Questo è il denim delle passerelle SS 24.
Da sinistra a destra: la sfilata di Private Policy, Ralph Lauren e Ulla Johnson
Drape
Un tripudio di volant e drappeggi. Drappeggi che creano movimenti. Gli stessi movimenti che, anche su abiti semplici, rendono ogni capo unico e particolare.
Da sinistra a destra: la sfilata di Phillip Lim, Ralph Lauren e Tibi
London Fashion Week
A Londra, la Settimana della Moda è stata sempre più “nordica“. In cui inclusività e sostenibilità erano le parole chiave. Se le ultime stagioni sembravano aver perso l’interesse rispetto a New York, Milano e Parigi, con la SS 24 l’appeal è stato molto più alto. Partendo dal fatto che sulle passerelle ha sfilato (insieme) sia il womenswear che il menswear. Ma anche per la grande attesa che c’è stata per la seconda sfilata di Burberry con Daniel Lee, che già aveva segnato un notevole cambiamento rispetto a Riccardo Tisci. E ancora, Molly Goddard, Erdem, 16Arlington, S.S. Daley, Richard Quinn, Roksanda e Simone Rocha, che con la loro presenza non hanno fatto troppo sentire la mancanza in calendario di Christopher Kane, Nensi Dojaka e David Koma.

Floral
Forse il floreale per la primavera-estate non è poi così innovativo. Ma questo pattern, sulle passerelle londinesi, lo è decisamente. Oltre alle sue innumerevoli interpretazioni, anche in 3D, si è vista una grande presenza di fiori veri e propri: portati dalle modelle e sbocciati dalle borse. E, nel caso di Simone Rocha, cuciti negli abiti.
Da sinistra a destra: la sfilata di Richard Quinn, Simone Rocha e Burberry
Feather
Un tripudio di piume, che hanno ricoperto le spalle, le braccia, i seni e le gambe delle modelle. Un trend che, in realtà, si è proposto più volte nella storia della moda. E che ha segnato ogni epoca. Uno vero e proprio status symbol.
Da sinistra a destra: la sfilata di Jw Anderson, Mithridate e Roksanda
Sporty
Sono già passati tre anni dallo scoppio della pandemia globale da Covid-19. La stessa che, nel fashion, ci ha fatto riscoprire la bellezza della comodità e dell’abbigliamento sportivo. Da quel momento il settore ha virato verso una moda più “comfy” e ha trasformato una necessità in un trend (e virtù).
Da sinistra a destra: la sfilata di Ahluwalia, Mowalola e Natasha Zinko
White Dress
Sulla scia del quiet luxury, l’abito bianco è una delle tonalità neutre più essenziali data la sua versatilità. Semplice e accattivante. Un colore così neutro non è mai stato così tanto di moda. Gli abiti a tubino (che rimangono sempre un must-have) cambiano rotta e virano sulle tonalità white. Ma anche sulle lunghezze mini e maxi.
Da sinistra a destra: la sfilata di Di Petsa, Emilia Wickstead e Fashion East
Orange
L’arancio vitaminico, ormai quasi passato di moda, c’è l’arancio bruciato. Una nuance molto più raffinata e profonda e che dominerà la prossima primavera-estate grazie al suo lato più disinvolto. Che sia in color-block o spezzato, questa tonalità sarà un must-have negli armadi di chiunque.
Da sinistra a destra: la sfilata di Emilia Wickstead, Jw Anderson e Tove
Milan Fashion Week
Una delle settimane della moda più chiacchierate che ha messo sotto i riflettori un mix di contrasti. Ritorni al minimal ma anche alla sexyness, allo stile da “Ladylike” ma anche a trasparenze e drappeggi. Una Fashion Week molto attesa soprattutto per quanto riguarda il debutto di Sabato De Sarno come nuovo direttore creativo di Gucci con la presentazione della sua prima collezione: minimal, semplice ed elegante. Una grande attesa anche per le proposte estive di marchi leggendari come Versace, Prada, Bottega Veneta, Ferragamo e Fendi.

Fringes
Frange, frange e ancora frange. Frange ovunque. Un trend che ha invaso le passerelle di questa Milano Fashion Week e non solo sugli abiti. Qui, lunghi fili dalle sfumature metalliche spuntano dalle cinture di Prada e diventano parte integrante di vestiti decorati da cristalli. È poi con Bottega Veneta che si è sperimentata la pelle sulle costruzioni fantasiose e con Missoni la maglia effetto sfilacciato. E ancora, il raso di seta sulle gonne di Alberta Ferretti e sottili raggi di luce sui soprabiti e longuette di Gucci.
Da sinistra a destra: la sfilata di Gucci, Missoni e Prada
Ladylike
Un richiamo alla moda Anni ’40, ’50 e ’60. Quella di Grace Kelly in “La finestra sul cortile” o Audrey Hepburn in “Vacanze romane”. Una tendenza che rimanda a un mondo pulito e femminile, dal glamour della vecchia Hollywood. Ferragamo e Giorgio Armani sono i Re di questo trend.
Da sinistra a destra: la sfilata di Calcaterra, Fendi e Ferragamo
Transparent
Una grande conferma. Già da qualche stagione abbiamo visto le trasparenze prendersi poco a poco spazio sulle passerelle della Fashion Week e, a oggi, la possiamo definire quasi più una filosofia più che una tendenza. Da quelle provocatorie di Dolce & Gabbana a quelle più ambigue di N°21, raggiungendo Missoni e Ermanno Scervino.
Da sinistra a destra: la sfilata di Alberta Ferretti, N°21 e Sportmax
Midi Skirt
Diventata popolare negli Anni ’40 con il New Look di Dior, la gonna midi sarà un trend per la prossima primavera grazie alla loro versatilità. Asimmetrica, lineare, eccentrica o chic. La midi skirt è un must-have di stagione.
Da sinistra a destra: la sfilata di Antonio Marras, Max Mara e Prada
Hot Pants
A contrasto con la tendenza delle midi skirt, gli hot pants continuano a sfilare sulle passerelle della Fashion Week. Sempre più corti, sempre più sensuali che viaggiano sulla scia dell’estetica bodycon. Un remake degli Anni ’70 proposto da Hui in tessuto broccato, Moschino in pizzo, minimal per Dolce & Gabbana e dal taglio sartoriale e vita bassa per Tom Ford.
Da sinistra a destra: la sfilata di Dolce & Gabbana, Hui e Tom Ford
Neutral Tones
Sono dei classici senza tempo e tra i più facili da indossare. I toni neutri sono tra le tendenze più presenti negli armadi: dai beige ai bianchi, fino alle varie tonalità di marrone. In questo modo i marchi propongono nuance dal gusto timeless: Versace sui suoi mini abiti, completi e giacche, Alberta Ferretti con la sua eleganza eterna su abiti lunghi e sinuosi, Philosophy by Lorenzo Serafini con il suo stile classico e Iceberg con il suo Y2K.
Da sinistra a destra: la sfilata di Blumarine, Tod’s e Versace
Shirt
Un capo impeccabile e rigoroso, senza dubbio tra i più iconici della moda. A portarla nel nostro guardaroba fu Coco Chanel, rubandola dall’armadio maschile e a renderla un vero e proprio cult furono le dive hollywoodiane tra gli Anni ’30, ’40 e ’50. Marlene Dietrich, Katharine Hepburn, Grace Kelly e Audrey Hepburn hanno reso la camicia un fenomeno diffuso e super trendy.
Da sinistra a destra: la sfilata di Fendi, Max Mara e Roberto Cavalli
Glittery
Un vero e proprio caleidoscopio di interpretazioni, partendo da una tavolozza di colori infiniti. Dagli Anni ’60, l’abito glitter è un must-have nel guardaroba di ognuno che di anno in anno ha trovato terreno fertile sulle passerelle di tutto il mondo. Qui, marchi di grande rilevanza, come Giorgio Armani e Versace, si fanno spazio con abiti sexy. Ma anche i brand un po’ più giovani si fanno notare in merito (Cormio e Marco Rambaldi).
Da sinistra a destra: la sfilata di Diesel, Gucci e Versace
Paris Fashion Week
Probabilmente è la settimana più attesa del Fashion Month. Qui, una schiera di potenti case di moda si uniscono per dar vita all’ultima delle quattro Fashion Week. Chanel, Alexander McQueen, Louis Vuitton, Dior, Balenciaga, sono solo alcune di queste big house. E potremmo continuare (quasi) all’infinito. Tanti marchi riconosciuti a livello globale hanno presentato, come tutti gli anni, la propria collezione spring-summer con spettacoli e presentazioni clamorosi. Ultima a sfilare, ma non per importanza, è MiuMiu.
Power Dress
Un power dressing elevato all’ennesima potenza nella SS 24 di molti marchi. L’esempio lampante è la nuova collezione di Balenciaga per cui ha sfilato un cast di amici e familiari di Demna Gvasalia, il direttore creativo della label. Un modo di vestirsi che esalta ancora di più l’empowerment femminile attraverso i capi d’abbigliamento: giacche imbottite e dalle spalle larghe saranno il trend della prossima primavera-estate.
Da sinistra a destra: la sfilata di Balenciaga, Givenchy e Paradis
Cut cut cut
Abiti e completi caratterizzati da tagli asimmetrici (e non) sono stati molto presenti sulle passerelle della Settimana della Moda parigina. Come quelli proposti da Schiaparelli che, sempre nel suo stile surrealista, ha vestito la celebrity Kylie Jenner con un vestito avvolgente con un ritaglio a forma di buco della serratura posizionato sulla gabbia toracica. O come alcuni degli abiti presentati da Atlein, Alexander McQueen e Coperni.
Da sinistra a destra: la sfilata di Alexander McQueen, Atlein e Coperni
di Sara Fumagallo







































































