Il trench: un soprabito intramontabile

4 Ottobre 2023

Un bacio sotto la pioggia, una delle scene più romantiche della storia del cinema che vede l’eclettica personalità di Holly Golightly, lasciarsi andare tra le braccia dell’amore della sua vita, George Peppard.

“Colazione da Tiffany”, ormai un film cult indiscusso del 1961 è una passerella di capi iconici tra cui il protagonista delle mezze stagioni: il trench.

Audrey Hepburn lo incarna in chiave chic e bon ton, indossando un trench Burberry con un ampio foulard e décolleté con micro tacco. Ancor prima, nel 1957, in “Cenerentola a Parigi” l’attrice lo indossa con pantaloni capri, mocassini e dolcevita, un look così semplice quanto identitario per Audrey.

Nel 1912 il brand diventa fornitore ufficiale dell’esercito britannico, creando l’iconico capospalla doppio-petto uomo, che dal 1879 lo ha reso uno degli elementi essenziali della moda. Arricchito poi di dettagli funzionali per agevolare i soldati nel trasportare attrezzature e armi militari. Un capo di design tutt’oggi apprezzato e indossato che ha riscosso gran successo grazie a capolavori cinematografici senza tempo, perdendo la sua connotazione bellica.

Metti un trench e all’improvviso…

Detective, giornalisti, spie e sofisticate femme fatale lo interpretano in diversi modi, ma tutti uniti da quell’aurea di mistero che rende questo capo super intrigante e perché no anche molto sensuale.

Nel 1963 Brigitte Bardot lo sfoggia in versione A-line, in “Un’adorabile idiota”, film diretto da Édouard Molinaro, dove interpreta un’agente dei servizi segreti camuffata da una sarta distratta.

Intorno agli Anni ’70 e ’80 subisce un’ulteriore trasformazione. In “American Gigolò”, film del 1980 scritto e diretto da Paul Schrader, l’attrice anticonformista dalla bellezza acqua e sapone Lauren Hutton, ne indossa uno firmato Armani, accompagnato con una clutch rossa di Bottega Veneta. L’eleganza di Armani veste anche Richard Gere, consacrato grazie alla pellicola come sex symbol.

Nel 1999 il mondo cinematografico viene rivoluzionato dall’uscita di Matrix scritto e diretto da Andy e Larry Wachowski. L’estetica cyberpunk sul grande schermo interpretata in uno stile total black composto da pantaloni, anfibi e trench, ora in pelle e vinile. Questa lettura del capo è stata ben assorbita anche dalla massa che tutt’oggi mixa un fascino futuristico ed esistenzialista.

Nel 2003 in “Kill Bill”, film scritto e diretto da Quentin Tarantino, l’attrice e attivista statunitense Daryl Hannah che interpreta la bionda, spietata e vendicativa Elle Driver indossa un trench con stampa trompe-l’oeil di Moschino, caratterizzato da sempre da uno spirito anticonformista.

Camaleontico e intriso di una carica intellettuale il trench si trasforma in un capo quotidiano e street grazie a Christopher Bailey, come direttore creativo di Burberry, che ne coglie il potenziale, elevandolo e traducendo questo capo dinamico e versatile in una vasta proposta adatta alla figura di ogni persona che lo indossa.

Trench mania: spring-summer 2024

Sulle passerelle della spring-summer 2024 ne abbiamo visti diversi con tagli e nuance differenti. Bottega Veneta lo declina nella nuance del beige in pelle, ampio, dall’orlo midi con stola incorporata.

Tagli improvvisi e drappeggi, The Attico, crea una collezione carica di autoironia, per scandalizzare le attitudini moralistiche dei ben pensanti. Tra i protagonisti un trench sulle tonalità del grigio, ampi volumi e apparentemente minimalista è perfetto per il “mattino dopo” di una serata che non è ancora finita.

Total black o white, dal taglio asimmetrico e dalla silhouette decisa e lineare, Burberry lo reinterpreta con una cinta sui fianchi. Un approccio ironico per dare un nuovo significato ai grandi classici.

Da sinistra verso destra: Bottega Veneta, The Attico e Burberry

Una nomade digitale che evade verso nuove mete. L’Impermeabile amplia la sua proposta: tessuti sempre più fluidi e sperimentali, ispirazioni vintage e militari. Una soluzione per trascorrere con stile  giornate imprevedibili.

Colori pastello, con infrazioni di blu acceso e dark black. Rains abbraccia l’acquazzone, riconnettendosi con gli elementi naturali. Innovazione tessile all’avanguardia combinata con un design scandinavo contemporaneo, per creare capi allo stesso tempo vivaci e funzionali.

L’elogio all’elemento dell’acqua, musa ispiratrice del prodotto con cui tutto ebbe inizio: l’impermeabile. Herno dal periodo di grande fermento del dopoguerra inizia il suo processo di sperimentazione e innovazione di questa capo. La convivenza con l’acqua del lago e del fiume da vita a soprabiti performanti e di alta fattura, dando il giusto rilievo al significato di made in Italy.

Da sinistra verso destra: L’Impermeabile, Rains, Herno

di Maria Pina Ciuffreda

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