Antifashion. È questo il titolo dell’evento, “Tra Arte e Moda 2023”, dove gli studenti dell’IUAD raccontano, con 28 abiti, le tendenze dei Ribelli con stile.
Un progetto realizzato con Archivio di ricerca Mazzini. Un’opportunità per i ragazzi di mostrare le loro capacità e le nozioni apprese durante i corsi, attraverso l’esposizione di creazioni contemporanee e pezzi di archivio. La mostra, inaugurata ieri, mercoledì 28 giugno, si protrarrà fino al 4 luglio, presso Il Complesso Monumentale Donnaregina di Napoli. La direzione artistica e l’allestimento sono a cura di Pasquale Esposito e Francesco Maffei, docenti presso IUAD Accademia della moda. La mostra sarà visitabile dalle 9.30 alle 16.30.

Antifashion: Ribelli con stile
Agli alunni del secondo e terzo anno della Triennale di Fashion Design di IUAD Accademia della moda è stato chiesto, per questa edizione 2023, di intraprendere un lavoro di ricerca e analisi approfondita del tema “Antifashion: Ribelli con stile”. Il risultato sono 28 abiti esclusivi realizzati dagli studenti che verranno messi in mostra insieme a 18 abiti dati in prestito per l’occasione dall’Archivio di Ricerca Mazzini. Tra questi spuntano look iconici provenienti dalle collezioni più acclamate di Vivienne Westwood, Rei Kawakubo, Yohji Yamamoto, Martin Margiela, Miuccia Prada.

In occasione del vernissage di Antifashion, abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con Michele Lettieri, presidente della IUAD, Accademia della Moda di Napoli, sinonimo di creazione e collaborazione.
Ecco cosa ci ha svelato.

Raccontaci di questa bellissima iniziativa. Verso quali orizzonti si sta dirigendo?
“Tra Arte e Moda” è un movimento che stiamo sviluppando da diversi anni. La moda è un oggetto culturale, molto spesso visto dall’esterno come un momento di show, fatto solo di eventi e sfilate. In realtà insieme al food, al design e all’architettura è un vero e proprio strumento culturale e sociale, con cui è possibile raccontare anche sfaccettature del nostro territorio. “Fare arte e moda” all’interno del complesso Donnaregina, è un prezioso momento in cui è possibile apprezzare le creazioni in ogni singolo dettaglio, conferendo il giusto valore al lavoro degli studenti. Attingere dall’Archivio Mazzini, proprio come potrebbe fare una Maison, è stata una possibilità grazie alla quale i ragazzi hanno avuto delle ispirazioni, reinterpretando tessuti e cartamodelli in chiave contemporanea. Sono capi complessi quelli esposti, artefatti con metodi non semplici.
Come si interfaccia l’accademia rispetto alle altre realtà presenti in Italia?
Ogni scuola realizza un suo percorso con esami differenti proiettati verso specifici obiettivi. Noi abbiamo le nostre peculiarità e siamo fieri di ciò che facciamo, ci impegnano a trasmettere ai nostri studenti tutti gli strumenti e le capacità per creare una reale collezione di moda. Il nostro Ateneo di Napoli è composto da tre dipartimenti, ovvero design della moda, design degli interni e design della comunicazione, con a seguito le varie specialistiche. In loco contiamo circa 1100 studenti mentre a Milano circa 250. Su Milano il 20% degli studenti è internazionale. Il nostro obiettivo è creare interazione e sinergia tra essi, in modo che possano assorbire diverse culture, creando un ambiente ricco di spunti. Inoltre l’istruzione è affidata a circa 180 docenti, tra i quali sono presenti anche docenti internazionali.
Qual è il segreto per attirare ragazzi fuori regione?
Napoli è una città meravigliosa, ma purtroppo non è sempre ben strutturata a livello di servizi per accogliere studenti fuori sede e non gode ancora della buona pubblicità che merita. Tanti, comunque, sono i ragazzi che vengono dal nord, per svolgere attività specifiche che facciamo esclusivamente nella sede partenopea.
Quali sono i programmi che vi vedono impegnati nel prossimo futuro?
A Napoli partiamo con un corso triennale in regia per il cinema e la pubblicità, perché c’è sempre più necessità di contenuti di alta qualità, che siano digitali o non. A oggi noto un passaggio verso i contenuti video e non più incentrati solo sulle immagini. Stiamo allestendo uno studio di registrazione, tra i pochi nel sud Italia, che metteremo a disposizione anche per le imprese del territorio e che diventerà sempre più complementare al corso di comunicazione visiva e fashion design.
State progettando collaborazioni all’estero?
Sono attive diverse collaborazioni all’estero, tra cui banalmente i percorsi double degree in varie università del mondo. Sono in sviluppo diversi percorsi di formazione, alcuni in Tunisia, sia di tipo accademico, a mio avviso più di training, improntati sia sulla tecnica che la pratica. Elementi entrambi fondamentali per creare prodotti artigianali di alta qualità.
di Cristiano Zanni