In evidenza e nel testo alcune immagini della collezione FW 23/24 di Khosrov
Nato e cresciuto a Los Angeles, Khosrov è il giovane designer che nel 2020 ha dato vita al suo omonimo marchio di moda. Un nome raro e importante che richiama quello di due re armeni del 191 d.C. e del 252 d.C.. Le sue origini, infatti, sono importanti: hanno dato forma a gran parte dell’identità del brand e sono la base su cui crea le sue collezioni.
Tecnicità, creatività ma anche artigianalità e storicità sono le caratteristiche che delineano il dna del brand. E, tra universo fantasy e tradizione armena, attraverso tecniche couture e processi green, crea capi unici e sartoriali.
Del brand, le sue origini e ispirazioni ne abbiamo parlato con Khosrov Melkonyan, designer e owner dell’omonimo marchio.

Quando e dove nasce Khosrov? Su quali valori si basa?
Io sono nato nel 1990 a Los Angeles come il mio marchio, anche se 30 anni dopo. I valori fondamentali del brand sono molto semplici: artigianalità, sartorialità e storicità.
Perché la scelta di chiamare il progetto “Khosrov”?
Ho scelto questo nome semplicemente perché mi chiamo così. Inoltre, porto il nome di due re armeni: uno del 191 d.C. e l’altro del 252 d.C.. Era importante per me mantenere il peso che ne deriva, poiché anche nella mia cultura non è un nome comune.
Quanto sono importanti le sue origini?
Le origini sono ciò che hanno dato forma a gran parte dell’identità del marchio. È la base su cui costruisco le mie collezioni.
A cosa si ispira per la creazione delle sue collezioni? Qual è il messaggio che vuole trasmettere?
Mi ispirano molte cose ma se dovessi restringere il campo direi il mio heritage. C’è sempre anche un elemento e una sensibilità gotici o “vampirici”. Fin da bambino ero ossessionato dal film “Interview with a Vampire” e da libri di genere fantasy. Trovo che anche la sessualità e la sua espressione siano qualcosa da cui sono spesso attratto. Proprio per questo, il messaggio che vorrei trasmettere è che si può costruire la propria fantasia: desidero che chi indossa i miei capi valorizzi ciò che sente dentro attraverso i vestiti. I miei abiti fanno sentire le persone potenti e sexy, con accenni di romanticismo e tocchi di eleganza. Il messaggio si riduce semplicemente a una sensazione di empowerment.
Quanto è importante il tema della sostenibilità per un marchio? E, in quest’ottica, come si sta muovendo Khosrov?
È molto spaventoso vedere con i propri occhi, in tempo reale, tutto ciò che sta accadendo a livello ecologico in tutto il mondo. E anche per questo, la sostenibilità è molto importante per me. Infatti, preferisco produrre nell’ottica “slow fashion”: lavoro su ordinazione, il che mi permette di non avere eccedenze in magazzino. Ho quantità molto ridotte di capi, ma della migliore qualità e di solito utilizzo fibre il più possibile naturali e di aziende certificate. Anche per gli imballaggi, la maggior parte dei prodotti proviene da materiali biodegradabili al 100% o almeno riciclati. Non vedo l’ora di esplorare le pelli vegane fatte di mango, funghi e mele. Trovo che questo settore sia molto interessante.
Essere made in Italy è un valore aggiunto? Quanto conta per voi?
Il privilegio di poter dire che le mie cose sono “made in Italy” non è privo di pressioni: non solo l’articolo proposto deve essere ben fatto, ma anche il design deve essere speciale. Credo che questo aggiunga un valore incommensurabile al marchio. Quando il connubio tra creatività e abilità tecnica si realizza, il risultato che si ottiene fa davvero la differenza. Per questo mi affido molto alla gente di questo Paese, trasferire le mie attività in Italia mi è sembrata la cosa più naturale da fare. Lavorare con gli artigiani e le fabbriche, rende il mio lavoro molto più facile e migliore. Io non parlo italiano e loro il più delle volte non parlano inglese, eppure in qualche modo siamo riusciti a trovare una lingua comune: questo incrocio di tecnicità e creatività. Mentre il mio viaggio continua qui, sono felice di trovare altre persone di talento con cui lavorare e collaborare.
Al momento, qual è il vostro mercato di riferimento? A quale, invece, puntate?
Il mercato di riferimento per il marchio è quello che apprezza l’attenzione ai dettagli e lo storytelling. Dato che i miei articoli non hanno un prezzo così democratico, trovo che luoghi come gli Emirati Arabi, le regioni italiane e francesi, la Cina e la Corea del Sud siano le aree più redditizie. Detto questo, nel prossimo futuro ho in programma di fissare i prezzi in modo più democratico. Essendo un nuovo brand, può essere difficile offrire il meglio in termini di tessuti e di produzione e allo stesso tempo avere prezzi bassi. È un processo lento. Però, onestamente, sono molto orgoglioso di tutti i miei traguardi anche se ne vorrei raggiungere molti altri.
Qual è il futuro del marchio?
Il futuro del marchio è luminoso. Ci sono molti progetti e sorprese in serbo, ma non è divertente rivelare così tanto così presto.
di Sara Fumagallo



