FARE LE COSE IN GRANDE

28 Ottobre 2022

di Marco Rizzi

Partendo dalle sponde del Lago di Varese, Refresh ha saputo affermarsi come un punto di riferimento per gli amanti dello

streetwear. Davide Binda, il fondatore, ci ha parlato di progetti futuri e dell’importanza della community

Refresh Shop ha da poco compiuto 11 anni, un importante traguardo che avete celebrato con una serie di attivazioni ed eventi che hanno visto grande partecipazione da parte di amici e clienti. Quanto conta per voi poter tornare a coinvolgere la vostra community dopo lo stop forzato a causa del Covid?

Poter tornare alle nostre vecchie abitudini e ricominciare a coinvolgere la nostra community è ciò che fa realmente la differenza, sotto diversi punti di vista. Sul lato digital siamo forti, il periodo di stop legato al Covid ci ha in qualche modo messi alla prova e consentito di sperimentare a livello comunicativo. Il contatto umano, però, è estremamente importante. Tornare a far festa ma anche solo abbracciarsi o stringersi la mano per noi è stato fondamentale. Per questo, appena è stato possibile, siamo ripartiti con i Dj set e abbiamo voluto organizzare una grande cena, per festeggiare il nostro decimo compleanno, nel 2021. Ovviamente vedersi e parlarsi dal vivo ha avuto un impatto positivo anche sulle vendite: rendere partecipi i nostri clienti delle scelte fatte in negozio, raccontare nuovi brand e condividerne aspetti e dettagli è parte integrante del nostro modo di vivere il negozio.

Nelle ultime stagioni avete progressivamente inserito nella vostra brand list importanti marchi provenienti dal mondo fashion come Comme des Garçons, A.P.C. e Rassvet, mantenendo l’ispirazione streetwear con cui il negozio è nato. Com’è arrivato questo “cambio di direzione” e come ha reagito la clientela?

Diciamo che è stato fisiologico. Fin dall’inizio dell’esperienza con Refresh abbiamo voluto fare ricerca e proporre in negozio ciò che, secondo noi, fosse interessante più che già affermato. Siamo partiti con una selezione legata allo streetwear più tradizionale e “tranquillo”, mentre adesso vorremmo dargli un taglio più internazionale e per farlo serve prendersi qualche rischio e inserire brand con maggiore rilevanza oltre confine. Sotto questo punto di vista possiamo dirci soddisfatti; il riscontro e i dati di vendita per marchi come A.P.C. o Rassvet sono ottimi e ci fanno capire che questa è la direzione giusta, la clientela più affezionata si fida. È senza dubbio un rischio ma parte di questo successo deriva dal fatto che abbiamo saputo gestire gli inserimenti con i tempi e i modi giusti. Questo aiuta a mantenere alta l’attenzione sul negozio e offre nuovi spunti e argomenti dal punto di vista comunicativo.

Potendo scegliere un brand per il footwear e uno per l’abbigliamento, chi vi piacerebbe aggiungere all’offerta di Refresh?

Da anni ormai il nostro punto fisso è Brain Dead, un marchio che ci piace molto e vorremmo inserire nella nostra brand list ma non abbiamo fin ora ricevuto riscontri da parte della label. Speriamo che tutte le cose fatte in questi anni aiutino a darci un po’ di visibilità e contribuiscano a creare una percezione diversa di Refresh anche per le aziende. Per quanto riguarda le scarpe, invece, non saprei: New Balance nelle ultime stagioni ci sta dando enormi soddisfazioni e tra i grandi brand Nike resta solido nonostante la parabola dell’hype smisurato stia probabilmente accennando un calo. Forse la verità è che abbiamo già tutti i marchi footwear che vorremmo o, forse, che è il momento di concentrarsi più sull’abbigliamento.

L’own-brand continua ad avere un ruolo centrale nei progetti del negozio? Cosa possiamo aspettarci dalle prossime collezioni?

L’own-brand Refresh continua a essere fondamentale, se possibile ancor più centrale all’interno dei nostri progetti di quanto non fosse inizialmente. Con l’ultimo evento che abbiamo organizzato in negozio, il Bonsai Store che abbiamo allestito per lanciare la capsule collection collegata, abbiamo rimosso dal piano vendita tutti gli altri marchi dedicando due giorni soltanto a Refresh. La gente si affeziona a Refresh e, attraverso il brand, al negozio. Per quanto riguarda le prossime collezioni non c’è ancora nulla di certo se non che in programma ci sono grandi cose: posso dirti che ci stiamo già lavorando, di sicuro arriverà qualcosa dopo Natale, forse anche prima se tutto si incastra nel modo giusto, per una collaborazione importante con un artista di livello internazionale.

Cosa c’è nel futuro di Refresh? Quali sono i suoi programmi?

Refresh è perfettamente rappresentato dalla metafora del bonsai: una grande cosa in un piccolo spazio. Non c’è, per ora, l’intenzione di spostarsi o allargarsi, piuttosto quella di rinnovare l’allestimento degli spazi esistenti. Ormai per noi è abitudine stravolgere il negozio ogni cinque o sei anni, e ormai è quasi ora. Di sicuro tra gli obiettivi per l’immediato futuro c’è un grande incremento dell’attività digital: vogliamo crescere con l’e-commerce e continuare a spingere sulla nostra immagine Social. Per tutto il resto la “missione” è la stessa dall’inizio, ovvero creare una proposta unica e profonda di streetwear vero, basato sulla ricerca e il tentativo di anticipare i trend piuttosto che seguirli, guardando per esempio a scene importanti come la west coast degli Stati Uniti o il Giappone.

Alcuni scatti dell’evento Refresh Bonsai Exhibition del 15-16 ottobre 2022 nel negozio di Viale Garibaldi a Gavirate. Foto di Alessandro Presentazi, allestimento a cura di Astrico Giardini.

Questa è la versione digitale dell’intervista pubblicata a pagina 50 di HUB Style Issue #34 • 6-2022, clicca Qui per poter sfogliare l’intera copia digitale e consultare l’archivio di HUB Style Mag.

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