Vestiaire Collective mostra i dati del fashion impact sull’ambiente

“È noto che la moda è una delle industrie più inquinanti al mondo. Ogni anno si stima che vengano acquistati 120 miliardi di nuovi prodotti. Le aziende di rivendita fashion aiutano a contrastare questo fenomeno, e sono in crescita esponenziale: si prevede infatti che la loro quota di mercato si raddoppi dal 9% al 18% tra il 2022 e il 2030. E se ciò si avvera, si stima che il numero di articoli rivenduti farà risparmiare al pianeta 38 miliardi di euro in costo ambientale”, recita un documento ufficiale.

È stato pubblicato dall’app leader a livello mondiale nella rivendita di moda, Vestiaire Collective, in collaborazione con la società di consulenza globale PwC, il rapporto sull’incidenza dell’impatto della moda sull’ambiente.

Si tratta del suo primoImpact Report” che mostra quanto acquistare su Vestiaire riduca l’impatto negativo sulla Terra: -90% rispetto a un articolo nuovo.

“È estremamente incoraggiante vedere l’influenza che le piattaforme di rivendita di moda di fascia alta come Vestiaire Collective possono avere nel promuovere l’economia circolare. Speriamo che il nostro lavoro possa ispirare sia le aziende che i consumatori ad adottare un approccio ‘meno ma meglio’, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale dell’industria della moda”, commenta Fanny Moizant, co-fondatrice e presidente di Vestiaire Collective.

È stato attuato, per l’occasione, un calcolo monetizzato dell’impatto – una tecnica innovativa e piuttosto nuova per l’industria della moda – che offre la possibilità di misurare diversi fattori ambientali allo stesso modo.

A tal proposito, il cosiddetto “costo ambientale” per ogni acquisto di seconda mano sulla piattaforma è di 0,39 euro, cioè un decimo di quello di un capo nuovo.

“Il modello di business di Vestiaire Collective è davvero unico e il ruolo del Sustainability & Inclusion team è quello di fornire solidi dati per sostenere questa affermazione. Vogliamo continuare a rimetterci alla prova e a migliorarci, spingendo il settore della moda verso una transizione più veloce. Siamo consapevoli del fatto che la rivendita ha ancora il potenziale di contribuire alla cultura del sovraconsumo. Perciò è importante per noi lavorare con la nostra community per promuovere un allontanamento dal fast fashion, per assicurarci di poter avere il maggior impatto possibile”, dichiara Dounia Wone, chief sustainability and inclusion officer di Vestiaire Collective.

Mentre in termini di emissioni, ogni prodotto comprato sul sito permette di risparmiare circa 17 kg di CO2 rispetto a uno appena preso. Questo risparmio risulta l’equivalente di ciò che viene prodotto da un’auto media per 100 km percorsi.

L’elemento fondamentale del modello di business dell’app è quello di “incoraggiare i consumatori ad allontanarsi dal fast fashion prodotto da aziende molto influenti”, afferma la nota. E mentre molti hanno visto l’industria della rivendita come “ulteriore sintomo del sovraconsumo”, Vestiaire Collective vuole sottolineare, e mostrare, che la sua filosofia è incentrata “sull’impegno della community volta a offrire un’alternativa efficace alla dipendenza della società della moda veloce”, continua.

Per dar vita a questo report, la piattaforma ha intervistato 2.363 consumatori in 57 Paesi e ciò che emerge è che il 70% di loro afferma che “fare shopping su VC ha evitato l’acquisto di un capo di prima mano”. Questi dati risultano superiori del +17% rispetto ai precedenti studi sulle piattaforme di rivendita.

Si nota anche che lo spazio online, invoglia i clienti a investire in articoli di seconda mano, di qualità e di alta gamma poichè “nati per durare”. Ciò, ovviamente, porta a un minor numero di acquisti in quanto viene adottata la filosofia “less is better”.

Infatti, solo il 10% delle persone usano i profitti delle loro vendite di seconda mano per pagare nuovi acquisti e il 50% dei suoi venditori dichiara che non avrebbe rivenduto articoli senza la piattaforma.

Infine, dato che la logistica gioca un ruolo fondamentale per le vendite di prima e seconda mano, Vestiaire Collective si impegna a raggiungere un net climate benefit entro il 2025.

La pubblicazione di questo report è, quindi, la prova tangibile di come l’azienda si sta muovendo in tal senso e di quanto sia vero il suo impegno a migliorarsi costantemente.

Proprio per questo vuole diventare “la prima nel settore a pubblicare un conto socio-economico e ambientale completo, continuando a dimostrare la portata dei cambiamenti positivi possibili nell’industria della moda”, conclude.

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