Milano Unica: +10% aziende italiane e +35% estere rispetto al ‘21

3 Febbraio 2022

“Grazie alla conferma delle 342 aziende presenti, con un +27% rispetto alla scorsa edizione e quindi una maggiore offerta, abbiamo avuto un aumento dei visitatori. Un grazie sincero a espositori e buyer che, nonostante le tante incertezze, hanno confermato il carattere unico e imperdibile del nostro Salone”, dichiara Alessandro Barberis Canonico, presidente di Milano Unica.

Si è conclusa, il 2 febbraio 2022 a Rho Fiera, la 34ª edizione di Milano Unica a cui hanno partecipato in totale 342 aziende espositrici (290 italiane e 52 straniere) per presentare la collezione uomo, donna e bambino della P/E 2023.

“Il risultato di questa 34ª edizione è sicuramente dovuto all’aumento degli espositori, ma anche al cambiamento del mood di mercato. La ripresa dei consumi, la riduzione della pressione pandemica e il miglioramento delle vendite hanno sicuramente dato un’iniezione di fiducia sia agli espositori, sia ai buyer in cerca di nuovi stimoli per le collezioni”, conclude il presidente di Milano Unica.

Hanno visitato il salone complessivamente 3.600 imprese italiane del T&A (+16%), mentre per quanto riguarda quelle estere si registra una notevole crescita (+35% rispetto all’edizione precedente): Gran Bretagna (+195%), Paesi Bassi (+70%), Polonia (+29%), USA (+26,5%) e Francia (+14%).

“Le fiere sono fondamentali per il posizionamento delle nostre imprese sui mercati esteri. Ringrazio, quindi, gli espositori e i visitatori di quest’edizione di Milano Unica e, in particolare, i 60 buyer esteri portati da ICE Agenzia. E auspico che la manifestazione possa contribuire ad accelerare il recupero dei livelli di export del settore, in un rafforzamento strutturale delle nostre imprese sui mercati che cambiano”, afferma Carlo Ferro, presidente di ICE Agenzia.

L’anima della fiera si è focalizzata sulla sostenibilità, digitalizzazione e flessibilità per poter svolgere un ruolo attivo nella competizione globale e garantire condizioni di lavoro attrattive per i giovani.

“La vera sfida è quella di formare i ragazzi a un futuro percorso formativo adeguato non solo alle proprie caratteristiche, ma anche al modello imprenditoriale del nostro Paese, che è il secondo manifatturiero in Europa dopo la Germania. Per questo l’orientamento è un tema chiave, con il quale non solo dobbiamo aiutare i giovani e le loro famiglie a scoprire le opportunità lavorative che le nostre aziende offrono ma soprattutto cogliere e comunicare il valore, anche culturale e sociale, del lavoro in fabbrica che è molto cambiato rispetto al passato. A questo proposito è essenziale il ruolo degli ITS, dove le imprese svolgono un ruolo formativo strategico che garantisce l’occupabilità dei diplomati”, commenta Giovanni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale Umano.

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