Sergio Tamborini presenta il piano di rilancio del settore T&A

19 Novembre 2021

Il 17 novembre 2021 si è tenuta, presso Palazzo Mezzanotte a Milano, l’Assemblea Pubblica di Sistema Moda Italia, quest’anno finalmente in modalità fisica.

L’evento è iniziato con il saluto dell’ex presidente Marino Vago e con una relazione di Luca Bettale, partner di Long Term Partners – OC&C: “Quale futuro per la filiera italiana del tessile-moda”.

Il fulcro del discorso è stato l’analisi delle tematiche più significative relative all’industria e ai mercati del settore del tessile e abbigliamento, con un focus sulle varie criticità che ha portato il periodo pandemico.

È entrato successivamente in scena il neo presidente di Sistema Moda Italia Sergio Tamborini – nominato lo scorso 29 settembre – che ha presentato i punti principali del suo programma.

Il primo dei tanti è la necessità per le aziende di “associarsi e lavorare insieme in un continuo confronto per una maggiore integrazione e contaminazione di idee ed esperienze. E ancora più importante è associarsi a SMI, che ha la precisa mission di tutelare gli interessi comuni delle imprese associate”.

SMI ha, per l’appunto, recentemente presentato al MISE un piano di rilancio del settore moda (già in parte attuato) per permettere in modo più semplice, e veloce, una sua ripresa e una migliore transizione verso un’industria sempre più etica, consapevole e responsabile.

La sostenibilità ambientale, ora come non mai, viaggia di pari passo con quella sociale e l’associazione la persegue con attività quotidiane.

La formazione è un altro punto importante, e fondamentale, per il rilancio del settore in quanto le nuove tecnologie richiedono la conseguente conoscenza di nuove competenze (sempre più specifiche).

Il presidente ricorda anche come l’incremento del costo dell’energia e il rincaro dei prezzi delle materie prime abbia modificato le esigenze delle industrie manifatturiere.

Tamborini ha poi concluso: “Questo momento di incontro ci permette un momento di riflessione condivisa su quali scenari stiamo affrontando e cosa ci aspetterà nel futuro. Dobbiamo unire le esperienze a fattor comune, riconoscerci in una struttura associativa che ci garantisca nelle attività di rappresentanza presso il Governo e le istituzioni. Il nostro settore è una voce importante della bilancia commerciale del nostro Paese, ma è anche determinante per un altissimo numero di lavoratori e lavoratrici.  Un sistema moda più evoluto e unito nelle sue istanze, dal monte alla valle, ci permetterà non solo di rilanciare il settore nel mondo, ma soprattutto di avere un nuovo paradigma industriale del made in Italy, più sostenibile e sempre più aperto ai giovani”.

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