Lo shock dato dall’addio di Daniel Lee a Bottega Veneta è stato (quasi) risanato dal suo successore. Il proprietario di Kering, in una nota, ha nominato direttore creativo Matthieu Blazy, che solo l’anno scorso è diventato direttore del design del brand: ha lavorato con Raf Simons, per Calvin Klein, Phoebe Philo presso Celine e fu designer della linea “Artisanal” di Maison Margiela.
Dopo l’annuncio del “bye bye” di Lee, le azioni di Kering sono crollate – anche se poi si sono riprese in modo rapido – e la “veloce nomina” del nuovo art director è avvenuta per mostrare (e dimostrare) che la label avrebbe continuato, in fretta, a lavorare anche dopo l’inaspettata partenza dell’ormai ex direttore creativo.
Inoltre, le entrate di Bottega hanno subito un incremento del +2,2% nel 2019 e l’anno successivo, periodo critico per via della pandemia, sono aumentate ancora di più (nonostante le vendite del lusso avessero subito un “down” sostanziale).
In una nota ufficiale François-Henri Pinault, presidente e amministratore delegato di Kering afferma: “Le basi molto solide, i codici specifici e l’identità unica di Bottega Veneta ci consentono di coltivare grandi ambizioni per il futuro di questa casa di lusso. Sono fiducioso che la ricchezza di esperienza e il vasto background culturale di Matthieu Blazy gli consentiranno di portare il suo slancio creativo al compito di portare avanti l’eredità di Bottega Veneta”.