Entro il 2025, nove prodotti Puma su dieci saranno realizzati con materiali più sostenibili. Questo è il goal del brand tedesco che negli ultimi anni ha iniziato a ragionare sempre più in termini green, producendo e sviluppando tessuti con materiali riciclati.
Nel 2020, Puma ha acquistato il 100% delle materie prime utilizzate per i suoi capi d’abbigliamento e accessori, come la piuma, la viscosa e il cotone, da fonti più sostenibili.
Scegliendo questi materiali, il brand mira a ridurre la quantità di acqua e di sostanze chimiche utilizzate nel processo di produzione rispetto ai materiali convenzionali. Puma aumenterà la qualità dei materiali riciclati nei suoi prodotti d’abbigliamento e accessori ed entro il 2025, il 75% del poliestere utilizzato dal marchio proverrà da fonti riutilizzate.

Come parte di questo impegno, l’azienda ha aderito al “Recycled Polyester Challenge” della Global Nonprofit Organization Textile Exchange.
“Nella nostra strategia di sostenibilità, ci concentriamo sull’ottenere il maggior impatto positivo possibile, in modo tale che i nostri clienti sappiano che acquistando un prodotto Puma, comprano un prodotto di origine sostenibile”, ha dichiarato Stefan Seidel, head of corporate sustainability di Puma.
L’impegno di Puma
Dopo aver designato la prima strategia di sostenibilità oltre 20 anni fa, il marchio tedesco ha definito un elenco completo di obiettivi, il 10FOR25, che mira a rendere l’azienda nel suo complesso più green. Gli obiettivi includono impegni su temi come il clima, i diritti umani, la biodiversità e la circolarità.
Nel 2021, Puma ha anche lanciato diverse collezioni con un focus specifico sul tema ambientale. Inoltre, ha cercato di ripensare ai rifiuti con la collezione ReGen che è realizzata con materiali di scarto, ritagli di cotone e poliestere ottenuto da plastica di recupero. La collezione Exhale, realizzata insieme alla modella e climate activist Cara Delevingne, utilizza poliestere riciclato e compensa le emissioni di carbonio.
Anche i prodotti della collezione First Mile, introdotta per la prima volta nel 2020, utilizzano filati sostenibili fatti di plastica riutilizzata. Attraverso il processo di riciclaggio, First Mile crea anche posti di lavoro e rafforza le micro-economie in Taiwan, Haiti e Honduras.