È da diverso tempo che l’attrice italiana Anna Favella presta il suo volto a sostegno di cause legate al tema della sostenibilità. Una presa di posizione comunicata costantemente anche sui suoi social, sensibilizzando così la community che la segue alla consapevolezza dell’agire virtuoso per concretizzare un miglioramento collettivo. A partire dalle piccole scelte quotidiane ciascuno può fare molto per “essere il cambiamento che si vuole vedere nel mondo” – Mahatma Gandhi.
Ci siamo fatti raccontare da Anna la sua personale visione riguardo all’argomento.
Cosa rappresenta per te la sostenibilità?
Rappresenta uno stile di vita che sia rispettoso del pianeta che ci ospita, dobbiamo ricordarci che facciamo parte di un ecosistema prezioso e che non abbiamo risorse infinite. Se abbiamo consumato più di quello che abbiamo ora è nostro dovere cercare di recuperare e limitare i danni: nessuno sperpero, ma riciclare e riutilizzare tutto ciò che possiamo. Sono del parere che sia le persone che le cose debbano avere una seconda opportunità, mi piace l’idea di dare una nuova vita agli oggetti. In questo modo si possono ridurre al minimo gli sprechi e sprigionare la fantasia.
Quando e in che modo hai approcciato questo tema?
Sono cresciuta in una famiglia che mi ha educato al rispetto della natura e a condurre uno stile di vita genuino, mantenendo le tradizioni e le abitudini quotidiane dei miei nonni, di quando si faceva tutto in casa ed era normale vivere secondo “regole più green”. Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è diventato un concetto fondamentale. Con la lettura del libro “Let my people go surfing” di Y. Chouniard, fondatore di Patagonia, che è diventato uno dei miei punti di riferimento, ho capito che non potevo non parlare al mio pubblico di questi argomenti. Così ho iniziato da un po’ di tempo a interagire grazie ai social e a trovare riscontro soprattutto nelle nuove generazioni.
Come si comunica l’argomento #green sui social?
Personalmente cerco di condividere le mie esperienze e coinvolgo la mia community segnalando tramite i miei profili social anche iniziative, campagne ed eventi interessanti legati al tema. Ormai si è creato un bel dialogo con chi mi segue, loro mi rispondono attivamente e con entusiasmo. Questo mi stimola sempre più a continuare e a confrontarmi con i miei follower in modo diretto, anche per comprendere i temi che loro hanno più a cuore.
Quali le maggiori criticità che incontri quando tratti questo tema?
Cercare di far capire ai più adulti che l’argomento della sostenibilità ci riguarda e coinvolge in prima persona. Bisogna quindi non pensare che “tanto prima o poi arriverà qualcuno che se ne occuperà”. Siamo noi, adesso, che dobbiamo prendere in mano la situazione, anche e soprattutto nel quotidiano. Solo così possiamo concretizzare un cambiamento: ogni piccola azione conta e può avere un grande significato se tutti insieme diamo un contributo per salvaguardare l’ambiente. Vorrei citare Robert Swan perché mi sembra esemplificativa la sua frase “La più grande minaccia per il nostro pianeta è la convinzione che qualcun altro lo salverà”.
Come inviti i tuoi follower a essere positivi riguardo la sostenibilità?
Cercando di essere positiva e propositiva. Ribadisco l’importanza di agire anche nel proprio piccolo e non starsene con le mani in mano. Ogni volta che ci sono iniziative interessanti legate alla sostenibilità o anche solo tips quotidiani “green” li condivido e cerco di coinvolgere i miei follower, spronandoli a compiere un’azione positiva a favore dell’ambiente o anche a informarsi ed educarsi riguardo ai problemi ambientali legati al periodo storico che stiamo vivendo. Per citare un esempio, nella Giornata Mondiale dell’Acqua, il 22 marzo, ho voluto condividere con i miei seguaci dei tips per limitare lo spreco del consumo d’acqua. A volte diamo per scontato la presenza di questo elemento e per ricordarne l’importanza vitale ho anche supportato la campagna di Wami per la costruzione di pozzi in Madagascar e quella di Patagonia per la salvaguardia del Fiume Vjosa in Albania, “l’ultimo fiume selvaggio d’Europa”, che è minacciato da piani aggressivi che puntano a realizzare impianti idroelettrici.
Quali sono i prossimi progetti che affronterai in merito alla causa?
Il 23 marzo ho partecipato come ospite a un dibattito su Clubhouse a tema “Donne e sostenibilità”, mentre quest’oggi alle ore 18:30 sarò ospite dell’evento digitale di Donna Moderna in diretta sulla loro pagina Facebook, per l’inaugurazione di #BEEGREEN, una grande iniziativa dedicata alla sostenibilità ambientale. Insieme ad altri ospiti, tra cui anche lo scienziato Stefano Mancuso e l’attore e attivista Giovanni Storti, parleremo del progetto del magazine al quale tutti sono invitati a partecipare tramite la challenge di AWorld, l’app selezionata dall’ONU per educare i consumatori a un approccio più sostenibile per le proprie azioni e abitudini. Il 27 marzo alle ore 20:30 coinvolgerò invece la mia community a partecipare insieme all’Ora della Terra, un evento internazionale ideato e gestito dal WWF che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità urgente di intervenire sui cambiamenti climatici in corso mediante un gesto semplice, ma concreto e pieno di significato: spegnere la luce artificiale per un’ora nel giorno stabilito. Il risparmio energetico ha lo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei gas serra responsabili dell’effetto serra, e di sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’attuale tema del riscaldamento globale. Lo trovo un gesto simbolico e poetico che, allo stesso tempo, ci dà uno spunto di riflessione importante.
di Sara Cinchetti