Un improvviso rallentamento delle esportazioni nel segmento tessile e abbigliamento è stato registrato dal Vietnam, secondo fornitore degli Stati Uniti e quinto dell’Unione Europea.
Un calo del 17,6 % nel primo trimestre pari a 18,6 miliardi di dollari.
Una nuova sfida per il Vietnam che è la prima concorrente della Cina su questo mercato. Secondo la Vietnam Textile and Apparel Association gli ordini americani sono scesi del 27,1% nei primi cinque mesi dell’anno.
Anche gli ordini provenienti dal Canada sono diminuiti del 10,9%. Più contenuto è lo scenario dell’Unione Europea. Il Vientnam, quinto fornitore dopo Cina, Bangladesh, Turchia e India, ha esportato nell’anno precedente 4,3 miliardi di euro di abbigliamento, una crescita del 51% rispetto al 2021.
Anche la Cina e la Turchia hanno subito un leggero rallentamento nel semestre nelle esportazioni del tessile pari a 8,5% per la Cina e 13,6% per la Turchia.
Un trend positivo invece per il Bangladesh, secondo fornitore dell’Unione Europea, che ha registrato una crescita del 6,7%.
Lo stipendio medio del Vietnam è di circa 320 euro, superiore rispetto a quello dei suoi concorrenti, ne è un esempio il Bangladesh dove lo stipendio medio si aggira attorno ai 90 euro.
Questo è un fattore determinante per capire i motivi che hanno spinto a creare questo scenario di rallentamento in un clima di crisi internazionale dei consumi.