Il 3 agosto 2023, il consiglio di amministrazione di Salvatore Ferragamo S.p.A. (società a capo del Gruppo Salvatore Ferragamo), si è riunito a Firenze sotto la presidenza di Leonardo Ferragamo per esaminare e approvare la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2023.
“In linea con i nostri piani, in questa prima parte dell’anno abbiamo fatto importanti progressi nell’esecuzione delle nostre priorità strategiche. In particolare, ci siamo focalizzati sui miglioramenti a livello operativo e sulle iniziative di brand per sostenere una nuova proposta in sintonia con le aspirazioni dei nostri clienti e abbiamo proseguito le attività volte ad ottimizzare la rete retail e il canale wholesale”, dichiara Marco Gobbetti, amministratore delegato e direttore generale di Salvatore Ferragamo S.p.A.
I principali dati economici
Al 30 giugno 2023, il Gruppo ha realizzato ricavi consolidati pari a 600 milioni di euro (-4,8% a cambi correnti e -7,2% a cambi costanti rispetto al primo semestre 2022). Il canale distributivo retail ha registrato un calo del 5,9% delle vendite nette (-4,5% a tassi di cambio costanti), rispetto allo stesso periodo del ’22. E la principale causa è il rallentamento del mercato statunitense e le chiusure programmate nell’ambito del nostro piano strategico. Mentre la performance nell’area EMEA e in Greater China è stata positiva.
Per quanto riguarda il canale wholesale, invece, le vendite nette hanno visto un calo del 13,3% (-14,3% a tassi di cambio costanti), rispetto allo stesso periodo del 2022, a causa della pianificata razionalizzazione della rete distributiva soprattutto negli Stati Uniti. E anche della ritardata ripresa del travel retail. Al contrario, l’area EMEA ha registrato una performance positiva.
“Siamo soddisfatti dei primi risultati dei prodotti disegnati dal nostro direttore creativo, Maximilian Davis. I nuovi prodotti rappresentano ancora una parte molto ridotta dell’offerta totale e devono quindi ancora contribuire in maniera significativa alle performance di vendita complessive che riflettono, in questa fase, l’accelerazione della transizione dal precedente corso creativo, nonché la nostra costante attenzione alla qualità delle vendite e della rete distributiva”, prosegue Gobbetti.
Le vendite nette divise per area geografica
L’area Asia Pacifico ha registrato vendite nette in calo del 12,9% (-10,4% a tassi di cambio costanti), rispetto al primo semestre 2022. Penalizzata dalla debole performance in Corea e dal canale travel retail. Il canale retail in Greater China, invece, ha visto risultati postivi.
Il mercato giapponese, ha riportato un calo delle vendite nette dell’11,4% (-3,8% a tassi di cambio costanti), rispetto al primo semestre 2022.
E l’area EMEA ha registrato un aumento del 10,8% (+10,9% a tassi di cambio costanti), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una performance positiva in entrambi i canali.
Il Nord America, invece, ha registrato un calo pari al 17,3% (-18,6% a tassi di cambio costanti1) con il canale wholesale che si riduce più che proporzionalmente. Principalmente come conseguenza della razionalizzazione della rete distributiva.
L’area del Centro e Sud America vede le vendite nette sostanzialmente invariate, +0,4% (-7,3% a tassi di cambio costanti), rispetto allo stesso periodo del 2022.
“Nel prosieguo dell’anno, l’aumento della quota di nuovi prodotti, gli investimenti in marketing e comunicazione e il continuo miglioramento dell’esperienza nei punti vendita e sul canale online, contribuiranno a rafforzare l’immagine del marchio e a generare interesse da parte di clienti attuali e nuovi. Pur consapevoli di un contesto di mercato sempre più incerto, le scelte e il lavoro svolto rafforzano l’impegno nelle nostre priorità strategiche e la fiducia nelle nostre ambizioni di medio termine”, ha concluso l’ad e direttore generale della società.