Dal 1938, l’azienda di famiglia Candiani Denim, oggi guidata da Alberto Candiani, è tra le più rinomate realtà tessili a livello internazionale. Con sede a Robecchetto con Induno e un development center a Los Angeles, i valori intrinsechi di ogni suo tessuto sono innovazione e responsabilità. Il suo obiettivo è rendere il denim compostabile al 100% e non a caso, tra gli altri, è proprietaria del brevetto Coreva, il primo e unico bio stretch denim compostabile e biodegradabile attivo sul mercato.
Oggi questa grande realtà prosegue il suo percorso di crescita e ricerca, aggiungendo al suo elenco nuove tecnologie industriali, grazie alla collaborazione con l’italiana Directa Plus che produce e fornisce prodotti a base di grafene, identificati come G+ (Graphene Plus). E inoltre, ha un processo collaudato protetto da 81 brevetti per la produzione di nanopiastrine di grafene incontaminato.
Attraverso un processo privo di sprechi, senza alcun utilizzo di sostanze chimiche o solventi, ogni grammo di grafite viene trasformato in un grammo di G+. Un materiale che può essere applicato in cinque diversi settori: smart textile, soluzioni ambientali, elastomeri, materiali compositi e batterie di nuova generazione.
“La nostra unicità risiede nell’impianto produttivo, un processo che si basa solo su trasformazioni fisiche e non chimiche, essenzialmente composto da tre passaggi: alte temperature (circa 10.000°), forti pressioni e acqua. Acquistiamo dal Nord Europa la grafite minerale in forma frammentata. Siamo gli unici produttori di grafene che hanno messo a punto una dispersione liquida. Il materiale è idrofobo, proprietà importante nel settore tessile per evitare di avere residui chimici che vadano a contatto con la pelle. L’obiettivo è quello di trasferire le tre proprietà del grafene al tessuto e quindi al capo finito”, dichiara ad HUB Style Magazine Davide Cesareo, direttore commerciale di Directa Plus.
Il tessuto è composto da tre eccezionali proprietà tecniche, come conduzione elettrica, protezione antibatterica e un’azione termoregolatrice, che consentono un elevato comfort tecnico. Caratteristiche che ci racconta Simon Giuliani, direttore marketing Candiani Denim: “Durante le stagioni, si verificano sempre più sbalzi termici. L’azione termoregolatrice conferisce ed enfatizza un comfort termico, che avviene nel momento in cui la luce solare batte sul tessuto, distribuendo il calore in tutta la superficie”.

Per un denim senza tempo
L’unione di questi due pilastri made in Italy, ha portato alla nascita di GRAPHITO, un denim con azione antimicrobica creato dalla nascita di due brevetti: G+ Graphene e Kitotex, polimero a base biologica che elimina il PVA. L’alcol polivinilico (PVA) è un polimero plastico a base di petrolio, spesso utilizzato per realizzare rivestimenti in plastica progettati per dissolversi in acqua. Tuttavia, le condizioni per la sua completa bio-degradazione sono altamente specifiche e non del tutto performanti. Kitotex, basata sull’applicazione del chitosano, polimero a base biologica, è in grado di eliminare il PVA dai processi produttivi. Di questa tecnologia, Candiani ha il brevetto per il suo utilizzo nel processo sizing, applicandolo ai filati dopo la tintura. Al contrario dell’alcol polivinilico, che diventa inquinante quando non viene filtrato dagli impianti di depurazione, il chitosano contribuisce a pulire le acque.
Le azioni antibatteriche di GRAPHITO, inoltre, consentono una riduzione drastica del consumo di acqua, mantenendo il jeans pulito più a lungo. Basti considerare che in media una persona in Europa lava un jeans 2,5 volte.
“Abbiamo fatto degli studi in laboratorio prendendo in esame un jeans grafite e uno convenzionale, testandoli per cinque giorni ed esponendoli a cariche batteriche e virali, misurando allo stesso tempo, l’azione di difesa della grafite. Siamo riusciti a dimostrare che si può utilizzare il jeans circa dieci giorni, riducendo l’impatto idrico del 70%”, aggiunge Simon Giuliani. E conclude: “Stiamo iniziando a promuovere questa nuova tecnologia in varie aziende e miriamo a entrare nel campionario di gennaio, con la fall-winter 2024”.
Un cambiamento drastico e positivo per la produzione, quindi, sempre più attenta a salvaguardare l’ambiente dalla mano inquinante dell’uomo.
di Cristiano Zanni e Maria Pina Ciuffreda

