YOLO è il primo “unbranded store” in Italia

A Milano, nel cuore di via Torino, il 12 aprile è stato inaugurato il nuovo concept store YOLO, “You Only Live Once“: risponde al cambiamento di rotta che si sta verificando nel mondo fashion, dove target come la Generazione Z, i millennial e i consumatori più evoluti dicono addio alla logomania.

Proprio loro ricercano uno stile più unico e personale, non per forza legato alla presenza di un brand, e dove il logo è visto come un elemento di omologazione invece che essere ritenuto un plus.

“Gran parte dell’extra produzione (prodotti della stagione in corso, campionari e prodotti off seasons) del mondo della moda, per evitare di danneggiare la brand awareness (sempre più determinante per la distribuzione) vengono venduti in continenti dove il brand non ha distribuzione, così da evitare la frammentazione del brand nei loro mercati principali”, ha dichiarato Cristian Milia, ceo del progetto e founder del marchio YOLO. “La vendita in paesi così distanti rispetto la casa madre è soggetta a costi di logistica estremamente alti, ciò costringeva il brand a vendere i prodotti a prezzi molto bassi. Per evitare questa cosa, anni fa, molti brand del lusso preferivano distruggere i capi in eccesso, ma fortunatamente adesso una legge della comunità europea lo vieta“.

E questa l’idea che sta alla base di YOLO, unbranded store: con una selezione di capi di oltre 100 brand italiani e internazionali, dove le etichette vengono rimosse, c’è ampia possibilità di scegliere senza condizionamenti e acquistare a un prezzo molto più basso lo stesso identico capo che, se fornito di etichetta, costerebbe molto di più.

“Yolo nasce con l’idea di risolvere il problema distributivo ai brand, eliminando il marchio dai capi, dando l’opportunità ai consumatori che concentrano i loro acquisti basandosi sul gusto, qualità e prezzo senza essere condizionati dal brand, così da acquistare il capo ad un prezzo più conveniente. Le informazioni circa produttore, luogo di fabbricazioni e composizione merceologica restano ovviamente presenti nel capo.
Inoltre, gran parte dei capi Yolo non hanno grande disponibilità di taglie e colori, rendendo ancora più esclusiva la collezione in vendita”, ha concluso Milia.

“Molti brand preferiscono vendere senza etichetta, a un prezzo più basso il loro magazzino, l’archivio e i prototipi per non sovrapporsi alla distribuzione primaria”, si legge in una nota ufficiale. “Ogni articolo proviene da collezioni attuali, da precedenti stagioni o dai prototipi per le collezioni future, YOLO emerge come format innovativo”.

La selezione degli articoli di YOLO si rivela low price, ma di qualità. Si tratta di una vasta scelta di capi che nascono con un’etichetta ma vengono rivenduti al pubblico a un prezzo inferiore, proprio grazie alla rimozione di queste.

“Non una catena, ma uno store altamente personalizzato. Una location estremamente curata, dove, grazie all’attenzione al colore, alla presenza di elementi interattivi e giocosi, si può compiere un’esperienza nell’esperienza. Messaggi motivazionali, sfondi per dirette, foto e video social si alternano a tinte forti, pattern e grafiche accattivanti, per un’identità e un interior design dirompenti e in linea con le tendenze internazionali”, prosegue la nota.

La Retail Identity di YOLO è stata seguita delle designer Elena e Giulia Sella, fondatrici dell’agenzia creativa POSTOLOGY. Il progetto vede l’interpretazione del concept in chiave urban e contemporanea, con ambienti dal forte impatto estetico  pensati per l’interazione dei visitatori e per far vivere un’esperienza immersiva e playful. La brand identity è stata realizzata Caimbra.it, collettivo multidisciplinare specializzato in identità visiva.

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