I grandi nomi della moda di lusso sono sempre più green

14 Aprile 2023

Sono stati giorni di buoni risultati per il mondo della moda. Infatti, Standard Ethics, l’agenzia indipendente di rating sulla sostenibilità, ha innalzato l’Esg di Hermès e confermato l’outlook positivo per Tod’s.

L’obiettivo della classifica è quella di proporre una panoramica circa il livello di sostenibilità nel comparto, valutando i progressi compiuti. In questo modo, le imprese hanno la possibilità di confrontare le loro strategie in quest’ambito con quelle degli altri operatori del settore, valutando come migliorare il proprio approccio Esg e allinearsi alle linee guida internazionali.

Oltre alle due maison citate sopra, altri brand sono tenuti d’occhio. A livello nazionale troviamo: Brunello Cucinelli, Zegna, Moncler, Prada, Ferragamo, Geox. Fuori dallo Stivale, invece: adidas, Burberry, Capri Holdings, Compagnie Financière Richemont, Gerry Weber, H&M, Hugo Boss, Inditex, JD Sports Fashion, Kering, Lvmh, Next, Puma, Superdry, Swatch Group e Van de Velde.

Il SER di Hermès è passato da “E” a “E+”

“La realtà francese ha progressivamente allineato le sue politiche di sostenibilità alle indicazioni internazionali di Onu, Ocse e Ue, adottando policy e definendo obbiettivi condivisi su scala globale, soprattutto di natura ambientale. La rendicontazione Esg è in linea con le buone pratiche dell’industria della moda”, si legge in una nota.

Il marchio di lusso francese, dunque, ha fatto un balzo in avanti per quanto riguarda il tema responsabilità: il Corporate Standard Ethics Rating (SER) è passato dal precedente “E” a “E+”.

Per tutto il settore il tema della filiera è importante e centrale nel percorso verso un’attività più sostenibile e, infatti, la casa di moda privilegia una struttura nazionale a beneficio delle comunità locali.

Confermato un outlook positivo per Tod’s

A Tod’s, invece, l’agenzia ha assegnato un outlook positivo, confermando il Corporate Standard Ethics Rating (SER) “E+”.

Gli analisti hanno registrato in maniera buona le implementazioni del marchio nel proprio modello di governance della sostenibilità, con nuove policy allineate alle indicazioni di Onu, Ocse e Ue, a copertura di una larga parte dei temi Esg.

Per questo, il sistema di gestione dei rischi appare ben strutturato e, sul piano della comunicazione, si registra una distinzione più netta tra attività filantropiche e azioni legate alla sostenibilità.

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