Sostenibilità, inclusione, consapevolezza e riciclo: il vintage inclusivo di Remira Market torna a Milano. Sono queste le parole chiave che caratterizzano e contraddistinguono, il mercatino di seconda mano sostenibile. Un format unico nel suo genere che invita a guardare con occhi nuovi le cose per dare loro una seconda vita. Ed esorta a rovistare tra le bancarelle e soprattutto a rimettere in circolo oggetti e abbigliamento usati. Remira Market non è solo un mercatino, ma è un vero e proprio contenitore. Un punto di partenza per sviluppare nuove idee e legare più mondi tra loro, portando così sia sempre più contenuti all’interno del market, creando inclusione e legami con persone che abbracciano gli stessi valori.

Remira Market: reuse & ravana
Un format pensato per coltivare una comunità inclusiva e per sensibilizzare il pubblico verso uno stile di vita più sostenibile. Da qui l’idea di creare dei workshop con esperti, per raccontare in modo semplice cosa può fare ognuno di noi nel pratico per essere un po’ più sostenibile: non solo un acquisto consapevole di capi ed accessori di seconda mano ma una vera e propria esperienza. Infatti, uno degli obiettivi principali di Remira Market è infondere sempre più consapevolezza nei consumatori, incoraggiando il pubblico a partire da piccoli gesti come quello di portarsi le proprie borse di tela riutilizzabili per gli acquisti,riempire le borracce d’acqua alla vedovella presente in loco o raggiungerci in bicicletta.

“Promuoviamo la moda vintage e l’usato come parte di un guardaroba sostenibile, anticonvenzionale e inclusivo. Sosteniamo piccole realtà e diamo visibilità a progetti creativi fatti con amore. Aiutiamo collezionisti di vintage e piccoli marchi indipendenti a farsi conoscere online e offline. Il nostro progetto è un modo per dare valore. Vogliamo che la scelta di un nuovo abito o oggetto sia effettivamente consapevole e la persona ne abbia cura.” commenta così Katia Meneghini, co-founder di Remira Market.
Remira Market: il second hand sostenibile e inclusivo
I mercatini vintage sono il luogo ove scovare veri e propri tesori, come hanno sperimentato tutti coloro che, magari passeggiando pigramente tra le bancarelle nel week-end, hanno scovato un piccolo cimelio diventato poi elemento essenziale del loro guardaroba. Remira Market nasce proprio dall’idea di sostenibilità a 360°. Infatti, vendere e acquistare oggetti di seconda mano non significa solo prevenire alla radice la produzione di nuovi rifiuti. Ma significa anche ottimizzare l’energia utilizzata per la produzione della maggior parte degli oggetti commercializzati sostenendo l’economia circolare e il riuso. Anche la scelta della location non è lasciata al caso: infatti aderisce anch’essa al progetto No Plastic More Fun di Worldrise Onlus avendo eliminato completamente la plastica monouso. È un evento fondato nel 2019 da Katia Meneghini, creative director che si occupa di consulenza creativa per eventi e realtà innovative con una particolare attenzione a uno sviluppo sostenibile e Virginia Tardella, manager sostenibile e co-fondatrice di Worldrise Onlus, associazione no profit che si occupa di conservazione e valorizzazione dell’ambiente marino.

“La sostenibilità per noi non è solo comprare abbigliamento usato ma un modo per portare attenzione sul come approcciare alle cose. È anche il concetto fondante sia in relazione alla scelta degli espositori che della location, sia delle modalità di svolgimento del mercatino, introducendo anche workshop con esperti per far diffondere consapevolezza nel nostro pubblico e far vivere un’esperienza a 360°.” commenta così Virginia Tardella, co-founder di Remira Market.
La prossime edizioni di Remira Market saranno a Milano il 26 marzo al Tempio del futuro perduto in via Luigi Nono 9, Milano. Mentre il 2 aprile al Teatro dei Martinitt in via Pitteri 58 con un’edizione speciale. Per poi spostarsi a Parma il 6 e 7 maggio.