White: oltre 18mila visitatori. Con un +8% stranieri

1 Marzo 2023

Sono stati più di 18mila gli ingressiWhite in zona Tortona, con un +8% di ospiti stranieri e una complessiva stabilità delle presenze rispetto a un anno fa.

Ricerca qualitativa, internazionalizzazione ed evoluzione estetica

La kermesse, con una selezione di circa 300 marchi, ha dato vita a un nuovo corso, come ha spiegato Massimiliano Bizzi, fondatore del salone. “Non vogliamo tornare a quello che si faceva prima della pandemia ma desideriamo guardare avanti, proponendo un’offerta adeguata, capace di riportare i buyer a Milano, spinti dal desiderio di toccare con mano collezioni nuove, proposte innovative, ricerca qualitativa, nel segno dell’internazionalizzazione e dell’evoluzione estetica”. Questa edizione ha visto anche crescere in modo esponenziale (+450%) le interazioni su Instagram nei giorni del salone: in totale sono state oltre 50mila, totalizzando 270mila impression e superando le 15mila visite alle Properties di White.

Cruna

White: un ponte tra talenti internazionali e mercati esteri   

Inaugurata alla presenza del sottosegretario di Stato Lucia Borgonzoni, la manifestazione ha scelto di tornare alle origini, privilegiando una visione estetica indipendente e non convenzionale della moda, in un’ottica di internazionalizzazione delle strategie e dei contenuti. Una svolta cui ha dato un contributo chiave Simona Severini, socia fondatrice, ora a capo del team Fashion Research, Promotion and Development.

«L’innovazione, insieme ad arte e creatività, trova in White il luogo ideale per esprimere sempre nuove forme – ha detto Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato, intervenuta alla cerimonia di inaugurazione -. La rassegna, punto di incontro per talenti e buyer da tutto il mondo, è sinonimo di sostenibilità, un pilastro su cui poggia la sua attività fin dagli inizi». Una strada, ha ricordato Borgonzoni, indicata anche dal Ministero della Cultura, «che ha investito i fondi del Pnrr per lo sviluppo e la crescita delle imprese culturali e creative in chiave green e digitale».

Il sottosegretario di Stato ha poi sottolineato l’importanza della moda per il sistema economico italiano. “Ma per far sì che mantenga questo ruolo dobbiamo coinvolgere i giovani nei processi creativi e di produzione” ha aggiunto.

Sostenuto dalle istituzioni (dal Maeci a Ice-Agenzia, passando per il patrocinio del Comune di Milano e la partnership con Confartigianato Imprese), il salone ha visto il ritorno dei grandi buyer internazionali, come ha precisato il fondatore Massimiliano Bizzi. “Si è respirata in questi giorni una grande energia” queste le parole del founder. “Questo dimostra che la via intrapresa, puntando sulla selezione e la qualità rispetto alla quantità, è quella giusta. Resto ottimista, anche perché Milano è in grado di creare nuove prospettive di sviluppo e crescita nel panorama moda globale”.

Sono arrivati in zona Tortona i buyer dei principali department store e di importanti boutique, da Antonioli Group a Shinsegae, da Ounass.com dagli Emirati a Le Bon Marché dalla Francia, fino a Matchesfashion (Regno Unito), Peek & Cloppenburg (Germania), Lane Crawford (Hong Kong), Maxwell & Co. (Usa) e molti altri.

Avant Toi

Le Secret rooms accolgono i new talent

Tra gli highlight le Secret Rooms dedicate alle creazioni di cinque brand da non perdere d’occhio: Olubiyi ThomasRomeo HunteDreaming EliRiz Poli e Studio Pansters. Protagonisti nei loft di White nomi come Stefano MortariAvant Toi e Maria Calderara, sul filo conduttore di pezzi unici dal design originale.

Maria Calderara

Il denim: una nuova generazione

Il denim, grande protagonista di questa stagione un focus visto da due punti di vista: da un lato quello del team di Los Angeles Vintage, un progetto community driven ispirato agli street market e sostenuto da Torgom, una delle warehouse più importanti di L.A.. Dall’altro quello interpretato da designer di nuova generazione come Nelly Serobyan e Inga Manukyan (che per la produzione si affidano rispettivamente a Zakaryan Jeans e Nanman), che rielaborando le proprie radici, armena e moldava, interpretano il jeanswear in chiave couture e sostenibile.

White: le new entry

Fra le new entry spicca Bunzaburo, che rivisita l’antica arte Shibori del tie-dye, mentre il knitwear handmade di Nizhoni. Ad alto impatto cromatico, è costituito per il 50% da filati riciclati di alta qualità, dando lavoro alle piccole comunità. Alla voce calzature si distingue Marianna Mazza, nelle cui creazioni confluiscono il dna di una famiglia di gioiellieri e la passione per scarpe dall’eleganza senza tempo.

Nel Suk di White si sono fatte notare le collane 100% ecofriendly di Maison Rode. Fatte con le vecchie camere d’aria, ma anche i piumini di Sitting Suits, nati da bottiglie di plastica e stampati con grafiche d’autore, i guanti Glovetoo dipinti a mano da Valentina Ambrosi e il knitwear Lagoon, prodotto in Italia da Simona Lavelli.

A côté del momento espositivo una serie di eventi: il cocktail alla presenza dell’Ambasciatore del Regno di Norvegia in Italia, Johan Vibe, per celebrare la presenza di cinque talenti norvegesi in fiera. E ancora il panel The Indigenous Way al Mudec (realizzato con l’Ambasciata del Canada in Italia e Ifa-Indigenous Fashion Arts) e quello al Superstudio Più sul tema Is diversity and inclusion a pipe dream? Overcoming tokenism in Europe and beyond, in collaborazione con Fma-Fashion Minority Alliance: moderato da Cristina Manfredi, ha portato alla ribalta Barbara Kennedy-Brown (founder di Fma), Olubiyi Thomas, l’attivista Cassidy SwingerElena Berardi (partner di Schwa), Judith Saint Germain (designer) e Romeo Hunte.

di Valeria Oneto

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