In evidenza un’immagine della collezione Herno Globe
In linea con quanto è stato presentato durante Pitti 103 lo scorso gennaio e tra poco durante la Milano Fashion Week, Herno conferma l’adesione allo standard internazionale Fur Free Retailer, impegnandosi a non utilizzare e commercializzare pellicce di animali.
“LAV plaude la decisione etica e sostenibile raggiunta da Herno di dismettere le pellicce animali, per sempre. La moda italiana e globale ha sempre più bisogno di brand virtuosi che compiano scelte positive per la salvaguardia dell’ambiente e degli animali anche in una concreta attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030. I consumatori moda oggi sono sempre più informati e sensibilizzati sullo sfruttamento degli animali e la rinuncia alla pelliccia animale è il primo traguardo che una azienda moda responsabile e consapevole deve compiere per continuare ad essere leader nel proprio settore”, dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV area moda animal free.
LAV nasce nel 1977 e da sempre si batte per l’affermazione dei diritti animali praticando e promuovendo il cambiamento culturale che porti a scelte fondate sul rispetto e la solidarietà verso gli esseri viventi.
FFA, invece, è una coalizione internazionale di oltre 50 organizzazioni per la protezione degli animali che lavorano insieme per porre fine al loro sfruttamento e uccisione per la pelliccia. Una società che rappresenta milioni di sostenitori in tutto il mondo e che si concentra sulla privazione e la crudeltà subiti dagli animali, sia tramite le trappole che negli allevamenti “di pellicce”.
“Facciamo un plauso a Herno per essersi formalmente impegnato a non utilizzare vere pellicce animali in futuro. Data la schiacciante evidenza di pratiche disumane nell’industria della pelliccia e la disponibilità di così tante opzioni diverse per tessuti caldi e alla moda, brand come Herno riconoscono che non c’è futuro per la pelliccia”, commenta Joh Vinding, presidente dalla Fur Free Alliance.