La Generazione Z segue la moda. O è la moda che segue la Gen Z?
Una nuova app sta spopolando tra i giovani, e non solo. Lanciata nel 2020, raggiungendo una notevole notorietà solo da metà del 2022, l’applicazione giornalmente invia una notifica a orari casuali che “obbliga” a scattare una foto entro due minuti, contemporaneamente con la fotocamera anteriore e posteriore. Una modalità che impone all’utente di essere al 100% reale. Da qui il nome BeReal.

Nata per porre uno stop ai feed e filtri degli altri social network, questo progetto lo scorso anno contava 580.000 utenti attivi, mentre ad agosto di quest’anno (secondo la società di analisi dei dati Data.ai) ne registrava ben 86 milioni. Dati decisamente positivi nonostante gli standard di media, quali Instagram e TikTok, vedono oltre 1 miliardo di utenti attivi.
A conferma del successo, questi hanno “copiato” le sue funzioni, dando vita a TikTok Now e IG Candid Challenges.
I marchi sono attirati da BeReal
L’incremento repentino di questa nuova piattaforma incuriosisce sempre di più i marchi che puntano a raggiungere nuovi segmenti di pubblico. Per esempio, il brand di cosmesi e.l.f. ha garantito un kit per la cura della pelle ai suoi primi 150 follower su BeReal.
“Molti marchi vogliono l’innovazione come parte della loro storia. Essere i primi a passare a una nuova piattaforma può darti credibilità verso alcuni consumatori”, dichiara Tom Hyde, vicepresidente della strategia presso l’agenzia creativa Movers+Shakers.

In ogni caso, come si legge all’interno del report sulla Gen Z, sempre realizzato dal BoF, se i marchi vogliono entrare all’interno della community di questo tipo di applicazioni, devono abituarsi a proporre versioni meno idealizzate di sé stessi. In tal senso, chi su TikTok è riuscito ad approdare con una sua immagine meno raffinata, avrà un netto vantaggio su BeReal.
Si tratta di un’ottima opportunità, dunque, anche se non tutti potranno coglierla. Il perchè è molto semplice: saranno, infatti, i marchi più piccoli ad ambientarsi più facilmente, mentre quelli più grandi avranno maggiori difficoltà. E, come si legge in una nota ufficiale, la piattaforma “funziona per e.l.f. perché cerca di posizionarsi come un ‘amico’ e punta testare nuovi formati”.
di Sara Fumagallo